C’è un po’ di confusione su come si organizza il planning del lavoro di un’assistente di volo e, in questo articolo dettagliato, voglio fare un po’ di luce su questo.
La mia esperienza farà da guida. Quando ho ricevuto il mio primo roster, dopo aver seguito il training course per Ryanair, è stata la sensazione più bella della mia vita! È come se avessi vinto alla lotteria!
Per questo posso dirti, in tutta libertà, che il giorno in cui riceverai il tuo primo roster sarà un momento indimenticabile. Però ti metto in guardia: la prima volta che lo apri sembra di guardare Matrix. Sigle, codici aeroportuali, orari incomprensibili… non capisci granché nonostante le giornate di studio intensive dalle quali sei uscito. In più, ti chiederai se riuscirai a mantenere una vita sociale con un orario così impegnativo.
Cos'è un roster?
Se non hai mai sentito questa parola, non preoccuparti. Il Roster è semplicemente il calendario mensile dei tuoi turni. Un planning. Nel mondo meraviglioso dell’aviazione, questo documento è sacro e sarà la tua guida, la tua bussola, che dirà dove dormirai, quando vedrai i tuoi amici e quanto guadagnerai.
Anatomia del roster
L’idea che molte persone si fanno è che il roster sia un semplice elenco di voli. Ed in effetti è così che si presenta e può anche far paura a guardarlo (lol). In realtà è un’ingegneria perfetta di tre elementi fondamentali che devi saper leggere per non arrivare esausto a fine mese:
Reporting time vs departure
Sul roster vedrai spesso l’orario di “Report” (es. 05:00) e quello di “Departure” (es. 06:00). Quel lasso di tempo è il tuo briefing. Attenzione: in molte compagnie lo stipendio orario scatta solo in base al movimento dell’aereo. Sapere questo ti aiuta a capire perché, a volte, la tua busta paga sembra più “leggera” nonostante tu sia stata fuori casa per 12 ore. Durante il corso riceverai tutte le istruzioni al riguardo per toglierti ogni dubbio.
L'orario Zulu (UTC)
L’aviazione non dorme e non cambia fuso orario.
Il tuo roster sarà quasi certamente in orario UTC. Se non impari subito a convertirlo nell’ora locale del posto in cui ti trovi, rischi di presentarti al briefing con tre ore di ritardo o di anticipo! Come aneddoto, il primissimo giorno di supernumerary, la mia collega con la quale avrei dovuto fare il supernumerary insieme mi ha chiamato dall’aeroporto per chiedermi dove ero, perché mi aspettava. Ed io? Dormivo anche se erano le 5 del mattino e dovevo essere già in uniforme e iniziare la duty. Non avevo calcolato bene il roster.
Il posizionamento - deadheading
A volte ti succederà di vedere voli nel tuo roster in cui risulti come passeggero. In pratica si chiama deadheading. Sembra una brutta parola, ma in realtà vuol dire solo che la compagnia ti sposta in un’altra città perché lì serve il tuo servizio. È un ottimo momento per studiare o riposare, ma fa comunque parte del tuo “Duty Time”. Ammetto che è un momento che tanti colleghi cabin crew aspettano con gioia.
Come gestisci la stanchezza e cos'è il Minimum Rest
Quando inizierai a volare per la prima volta e, anche dopo qualche settimana, penserai che il roster è organizzato così per tenere conto dei tuoi impegni sociali. La verità è che la concezione di questo planning dei voli tiene conto esclusivamente della tua sicurezza e della sicurezza dei passeggeri e dell’intero equipaggio.
Esiste un concetto chiamato Minimum Rest. Se atterri alle 2 del mattino dopo un turno faticoso, la compagnia per legge non può farti risalire a bordo di un aereo prima di un totale di ore (solitamente 10-12 ore, ma dipende dalle normative EASA). Per esempio, come addetto allo scalo aeroportuale non avrai questo tipo di problema. Per chi non mi conosce, sono certificata anche come hostess di terra e gli orari sono più flessibili – lavorerai con piccole eccezioni, sempre per 8 ore al giorno. Ma per quanto riguarda il tempo trascorso in volo, le regole sono molto stringenti.
Curiosità
Spesso il riposo minimo fuori casa (in layover) è più breve di quello alla base. Significa che, in un hotel a New York, potresti avere solo 10 ore per dormire, mangiare e prepararti di nuovo. Saper gestire il sonno in queste finestre è ciò che distingue un professionista da un principiante.
La "dolce vita"
Posso dirlo ad alta voce – in Italia il lavoro è importante, ma la vita privata lo è di più. Gli italiani sono estremamente socievoli e amano l’equilibrio tra la vita sociale e il lavoro. Molti aspiranti temono che il roster sia una prigione, ma la realtà è esattamente l’opposto. Se impari a gestirlo, scoprirai che la tua socialità, dal punto di vista della qualità, diventerà superiore a quella di chi lavora in ufficio.
Mentre i tuoi amici sono intrappolati nel traffico del lunedì mattina, potresti goderti un caffè in centro, in totale relax. Fare colazione con calma o andare in palestra quando non c’è nessuno è la vera dolce vita. Si chiama off pick.
Per la gestione dei weekend, è vero, non avrai tutti liberi. Ma quando avrai quei 3 o 4 giorni di riposo consecutivi (i cosiddetti Days Off), potrai organizzare mini-vacanze o tornare in famiglia senza dover chiedere il permesso a nessuno.
Un’altra regola che puoi sfruttare durante la vita da assistente di volo è lo swap, cioè lo scambio. Cosa è? Per esempio, se hai il compleanno del tuo migliore amico, inizierai a cacciare il collega che potrebbe scambiare la giornata di lavoro con te! Il sistema di scambio di turni è la tua salvezza. È qui che la tua capacità di negoziazione diventa un punto fondamentale per te.
Come spiegare il tuo lavoro a chi non vola
Il jet lag sociale
Abitare nella stessa città in cui hai la base è un privilegio raro. Dalla mia esperienza, hai circa il 10% di probabilità che la compagnia ti assegni proprio lì dove sono le tue radici. Ma attenzione: vivere vicino a genitori, fratelli e amici di vecchia data mentre i voli richiedono una gestione diplomatica degna di un ambasciatore.
Qui nasce il Jet Lag Sociale. I tuoi amici lavorano dal lunedì al venerdì, sognano l’aperitivo del sabato sera e la domenica fuori porta. Tu, invece, vivi secondo il ritmo del tuo roster. Ti do un esempio: se il tuo roster segna un “Report” (orario di presentazione) alle 4:00 del mattino di domenica, il tuo sabato sera finisce ufficialmente alle 20:00. Mentre i tuoi amici ordinano il secondo giro di spritz, devi essere già sotto le coperte.
Come sopravvivere alle pressioni di amici e parenti
Spesso chi non vola non capisce davvero cosa accade dietro le quinte della nostra divisa. Ti sentirai dire mille volte: “Ma dai, resta solo un’ora in più, che differenza vuoi che faccia una birra insieme?”. A parte il fatto che non puoi bere alcol 8 ore prima del volo, la differenza è enorme. A 35.000 piedi, la stanchezza non si somma: si triplica, e la sicurezza delle centinaia di passeggeri che si affidano a te dipende esclusivamente dalla tua lucidità. Proteggere il tuo riposo non è un atto di egoismo, è una parte fondamentale del tuo lavoro.
Il segreto per gestire queste situazioni è iniziare a educare chi ti sta vicino. Non limitarti a dire che non puoi: mostra loro fisicamente il tuo roster. Spiega che quegli orari non sono un capriccio o un suggerimento, ma regole di sicurezza precise. Quando vedranno nero su bianco che la tua sveglia suonerà mentre loro staranno ancora sognando, inizieranno a guardare i tuoi “no” con occhi diversi, capendo il sacrificio che c’è dietro.
Impara a dire di no
Imparare a dire di no è la tua prima skill di sopravvivenza in questi casi. Lo so: se leggi queste righe, sei all’inizio della tua carriera e ancora giovane; non puoi dire di no facilmente. Proteggere le ore di sonno prima di un lungo raggio o di una sequenza di voli nazionali è l’unico modo per durare in questo mestiere. Non è facile, soprattutto per noi italiani che amiamo stare insieme, ma è il compromesso necessario per vivere una vita straordinaria tra le nuvole senza perdere di vista ciò che conta davvero a terra.
Un ponte verso il tuo futuro
Gestire queste pressioni familiari è una delle sfide psicologiche più grandi e un tema che spesso emerge durante i colloqui motivazionali. I recruiter vogliono sapere se sei consapevole dei sacrifici che comporta la “vita in linea”.
Se vuoi essere sicuro di avere tutto sotto controllo, ho preparato per te una serie di guide che troverai nella pagina RISORSE di questo sito, dedicata esclusivamente a darti le armi giuste per superare l’Assessment Day e arrivare al Training Course con la preparazione di una vera professionista. Non farti cogliere impreparato dai dubbi, impara a trasformare ogni ostacolo in un punto di forza.
FAQ
È il piano dei turni mensile che ricevi via app o portale aziendale. Contiene voli, giorni di riserva, corsi di aggiornamento e di riposo.
Devi chiamare l’ufficio “Crew Control” entro un limite di ore prima del volo. Il tuo roster verrà segnato come “Sick” e un collega in standby verrà chiamato al tuo posto.
Sì, tramite lo “Swap”. Puoi scambiare un turno con un collega (previo accordo e approvazione dell’ufficio turni) se entrambi siete abilitati a quel tipo di aereo.
Avrai comunque lo stipendio base garantito dal contratto. Le indennità di volo (le “diarie”), però, saranno inferiori. Per questo molti sperano sempre in un roster “denso”.
Significa standby o riserva. Sei a disposizione della compagnia, per esempio, se un collega sta male o un aereo ha un guasto, tocca a te partire.
Nello Standby a casa (Home Standby), il trucco è avere una valigia con un “kit universale”: un costume e un maglione. Potresti finire alle Maldive o a Oslo nel giro di due ore!
Sì, vengono segnati come “AL” (Annual Leave). Di solito si richiedono con mesi di anticipo attraverso un sistema di preferenze aziendali.
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Se hai passato ore sui forum o sui gruppi Facebook e sugli altri social, avrai notato che le risposte alle domande su quale livello d’inglese sia richiesto per fare l’assistente di volo e passare l’Assessment Day sono spesso disparate e contraddittorie. Ricevo ogni giorno messaggi su Instagram da aspiranti cabin crew confusi. C’è chi dice che serva una laurea, chi pensa che basti un inglese scolastico, e chi non ha molto chiara la differenza tra i vari livelli. Lo capisco. La verità è che non esiste molto materiale strutturato al riguardo. In questo articolo, userò la mia esperienza in entrambi i settori, volo e check-in, per darti la mappa definitiva che Surprising Aviation ha creato per te. 1. Il livello di inglese per diventare assistente di volo Una delle domande che più affollano i miei messaggi su Instagram è: quale livello di inglese è necessario per lavorare come hostess di volo? Noto una confusione che regna sovrana, perché spesso si confonde la teoria scolastica con la pratica in cabina o in aeroporto. E la cosa che mi meraviglia di più è che tutte le compagnie del mondo chiedano livelli diversi, pur sapendo che l’inglese usato nel settore aviatico è un unico livello. Perché il livello A2 non è sufficiente? Molti candidati aspiranti si chiedono se un livello di inglese A2 sia sufficiente per iniziare questa carriera. Analizzando la realtà che ho incontrato in aeroporto, la risposta è purtroppo negativa. A un livello A2, una persona è in grado di comprendere espressioni di uso quotidiano e di gestire scambi molto semplici, ma l’aviazione richiede una comunicazione ben superiore. Devi immaginarti di dover spiegare le procedure di evacuazione o gestire un passeggero in caso di emergenza medica… Ebbene, in questi casi, la barriera linguistica dell’A2 diventerebbe un rischio per la sicurezza. E, come dico in quasi ogni articolo, la sicurezza è il mantra del settore aeronautico. Per questo motivo, le compagnie aeree internazionali scartano quasi immediatamente i profili che non dimostrano almeno una fluidità intermedia. Qual è la differenza tra la certificazione B1 e quella B2? Un altro tema caldissimo riguarda la differenza tra la certificazione B1 e quella B2 in inglese. Mentre il livello B1 (Intermediate) ti permette di descrivere esperienze, sogni e speranze, il livello B2 (Upper Intermediate) è quello che le compagnie definiscono davvero “buono”. Se ti chiedi se il livello B2 sia sufficiente per lavorare come assistente di volo, la risposta è sì. In pratica, è il livello di soglia che ti permette di sostenere un’intera giornata di Assessment Day senza affanno. Tuttavia, è fondamentale capire che alle compagnie spesso non interessa il pezzo di carta di una specifica scuola. Ciò che conta è la tua capacità di sostenere una conversazione professionale sotto stress, non la certificazione in sé. A proposito, la maggior parte delle compagnie aeree non richiede la certificazione linguistica. Se invierai la candidatura a una grande compagnia aerea nazionale, avrai più probabilità di dover presentare anche un documento che attesti il tuo livello. Che livello di inglese serve per lavorare in un aeroporto? Non dobbiamo dimenticare chi desidera iniziare dal basso. Per i ruoli di terra, come l’addetto al check-in, i requisiti possono essere leggermente più flessibili rispetto a quelli del volo, ma resta comunque necessaria una solida base B1. Nel mio caso, avevo iniziato la mia carriera al livello più alto, come hostess di volo, per poi “scendere a terra” nel ruolo di addetto al check-in. Il livello richiesto per lavorare allo scalo aeroportuale è molto più basso e, di conseguenza, più facile da raggiungere. Trovo che lavorare in aeroporto sia il miglior modo per imparare l’inglese tecnico — come i termini relativi ai bagagli, ai visti e ai ritardi — prima di fare il salto al ruolo di assistente di volo. Gli acronimi e i codici aeroportuali Tra l’altro, chi ha lavorato a terra sa che l’inglese aeroportuale è fatto di acronimi e codici precisi. Portare questa precisione al colloquio per l’assistente di volo dimostra che non sei un principiante, ma un professionista che sa già cosa significa lavorare nel settore. Mettiamoci alla prova insieme prima del grande giorno Tuttavia, c’è una grande differenza tra conoscere un codice e usarlo con naturalezza sotto pressione. Ho visto tantissimi candidati scrivere “Fluent” sul CV e bloccarsi proprio sul più bello durante l’Assessment Day. La verità è che leggere queste frasi è il primo passo, ma dirle ad alta voce, guardando negli occhi un recruiter, è tutt’altra storia. Per questo ho creato il mio percorso di coaching individuale, uno spazio dedicato esclusivamente a trasformare la tua conoscenza teorica in pratica. Insieme lavoreremo intensamente su: Simulazione del Role Play — impari a gestire il passeggero difficile usando i termini tecnici corretti, esattamente come ti verrà chiesto all’Assessment Day Pronuncia e naturalezza — ti alleno a rispondere con sicurezza, non a memoria, Il tuo spazio sicuro — sessioni pensate per sbagliare, correggere e arrivare al giorno della selezione sicuro di te Vuoi fare una prova prima del decollo reale? 👉 Prenota qui la tua sessione di simulazione Hostess di volo nel primo giorno di lavoro 2. Serve la laurea per diventare assistente di volo? Un altro grande interrogativo riguarda che cosa studiare per diventare assistente di volo. Molti giovani, e meno giovani, sono convinti che servano anni di università o di scuole specializzate costosissime, ma la realtà è molto più accessibile se sai dove guardare. Che scuola devo fare per diventare assistente di volo? Un altro grande interrogativo riguarda che cosa studiare per diventare assistente di volo. Molti giovani, e meno giovani, sono convinti che servano anni di università o di scuole specializzate costosissime, ma la realtà è molto più accessibile se sai dove guardare. Quanti anni ci vogliono per diventare hostess di volo? A differenza di altre professioni, il percorso è estremamente rapido. Una volta superata la selezione, il corso di addestramento dura solitamente da 4 a 6 settimane. È un periodo di studio intenso in cui si impara tutto ciò che serve per essere unLeggi tutto »Qual è il livello di inglese richiesto per fare l’assistente di volo
C’è un po’ di confusione su come si organizza il planning del lavoro di un’assistente di volo e, in questo articolo dettagliato, voglio fare un po’ di luce su questo. La mia esperienza farà da guida. Quando ho ricevuto il mio primo roster, dopo aver seguito il training course per Ryanair, è stata la sensazione più bella della mia vita! È come se avessi vinto alla lotteria! Per questo posso dirti, in tutta libertà, che il giorno in cui riceverai il tuo primo roster sarà un momento indimenticabile. Però ti metto in guardia: la prima volta che lo apri sembra di guardare Matrix. Sigle, codici aeroportuali, orari incomprensibili… non capisci granché nonostante le giornate di studio intensive dalle quali sei uscito. In più, ti chiederai se riuscirai a mantenere una vita sociale con un orario così impegnativo. https://youtu.be/mqdNzWBcaQE Cos’è un roster? Se non hai mai sentito questa parola, non preoccuparti. Il Roster è semplicemente il calendario mensile dei tuoi turni. Un planning. Nel mondo meraviglioso dell’aviazione, questo documento è sacro e sarà la tua guida, la tua bussola, che dirà dove dormirai, quando vedrai i tuoi amici e quanto guadagnerai. Anatomia del roster L’idea che molte persone si fanno è che il roster sia un semplice elenco di voli. Ed in effetti è così che si presenta e può anche far paura a guardarlo (lol). In realtà è un’ingegneria perfetta di tre elementi fondamentali che devi saper leggere per non arrivare esausto a fine mese: Reporting time vs departure Sul roster vedrai spesso l’orario di “Report” (es. 05:00) e quello di “Departure” (es. 06:00). Quel lasso di tempo è il tuo briefing. Attenzione: in molte compagnie lo stipendio orario scatta solo in base al movimento dell’aereo. Sapere questo ti aiuta a capire perché, a volte, la tua busta paga sembra più “leggera” nonostante tu sia stata fuori casa per 12 ore. Durante il corso riceverai tutte le istruzioni al riguardo per toglierti ogni dubbio. L’orario Zulu (UTC) L’aviazione non dorme e non cambia fuso orario. Il tuo roster sarà quasi certamente in orario UTC. Se non impari subito a convertirlo nell’ora locale del posto in cui ti trovi, rischi di presentarti al briefing con tre ore di ritardo o di anticipo! Come aneddoto, il primissimo giorno di supernumerary, la mia collega con la quale avrei dovuto fare il supernumerary insieme mi ha chiamato dall’aeroporto per chiedermi dove ero, perché mi aspettava. Ed io? Dormivo anche se erano le 5 del mattino e dovevo essere già in uniforme e iniziare la duty. Non avevo calcolato bene il roster. Il posizionamento – deadheading A volte ti succederà di vedere voli nel tuo roster in cui risulti come passeggero. In pratica si chiama deadheading. Sembra una brutta parola, ma in realtà vuol dire solo che la compagnia ti sposta in un’altra città perché lì serve il tuo servizio. È un ottimo momento per studiare o riposare, ma fa comunque parte del tuo “Duty Time”. Ammetto che è un momento che tanti colleghi cabin crew aspettano con gioia. Come gestisci la stanchezza e cos’è il Minimum Rest Quando inizierai a volare per la prima volta e, anche dopo qualche settimana, penserai che il roster è organizzato così per tenere conto dei tuoi impegni sociali. La verità è che la concezione di questo planning dei voli tiene conto esclusivamente della tua sicurezza e della sicurezza dei passeggeri e dell’intero equipaggio. Esiste un concetto chiamato Minimum Rest. Se atterri alle 2 del mattino dopo un turno faticoso, la compagnia per legge non può farti risalire a bordo di un aereo prima di un totale di ore (solitamente 10-12 ore, ma dipende dalle normative EASA). Per esempio, come addetto allo scalo aeroportuale non avrai questo tipo di problema. Per chi non mi conosce, sono certificata anche come hostess di terra e gli orari sono più flessibili – lavorerai con piccole eccezioni, sempre per 8 ore al giorno. Ma per quanto riguarda il tempo trascorso in volo, le regole sono molto stringenti. Curiosità Spesso il riposo minimo fuori casa (in layover) è più breve di quello alla base. Significa che, in un hotel a New York, potresti avere solo 10 ore per dormire, mangiare e prepararti di nuovo. Saper gestire il sonno in queste finestre è ciò che distingue un professionista da un principiante. La “dolce vita” Posso dirlo ad alta voce – in Italia il lavoro è importante, ma la vita privata lo è di più. Gli italiani sono estremamente socievoli e amano l’equilibrio tra la vita sociale e il lavoro. Molti aspiranti temono che il roster sia una prigione, ma la realtà è esattamente l’opposto. Se impari a gestirlo, scoprirai che la tua socialità, dal punto di vista della qualità, diventerà superiore a quella di chi lavora in ufficio. Mentre i tuoi amici sono intrappolati nel traffico del lunedì mattina, potresti goderti un caffè in centro, in totale relax. Fare colazione con calma o andare in palestra quando non c’è nessuno è la vera dolce vita. Si chiama off pick. Per la gestione dei weekend, è vero, non avrai tutti liberi. Ma quando avrai quei 3 o 4 giorni di riposo consecutivi (i cosiddetti Days Off), potrai organizzare mini-vacanze o tornare in famiglia senza dover chiedere il permesso a nessuno. Un’altra regola che puoi sfruttare durante la vita da assistente di volo è lo swap, cioè lo scambio. Cosa è? Per esempio, se hai il compleanno del tuo migliore amico, inizierai a cacciare il collega che potrebbe scambiare la giornata di lavoro con te! Il sistema di scambio di turni è la tua salvezza. È qui che la tua capacità di negoziazione diventa un punto fondamentale per te. Come spiegare il tuo lavoro a chi non vola Il jet lag sociale Abitare nella stessa città in cui hai la base è un privilegio raro. Dalla mia esperienza, hai circa il 10% di probabilità che la compagnia ti assegni proprio lì dove sono le tue radici. Ma attenzione: vivere vicino a genitori, fratelli e amici diLeggi tutto »La verità sul ROSTER dell’assistente di volo tra turni e vita sociale
Molti pensano che basti sorridere, parlare un buon inglese e avere una bella presenza per superare l’Assessment Day e ottenere finalmente le ali. Ma ti confesso una cosa – lo pensavo anch’io quando ho deciso di diventare assistente di volo. Ed è stato proprio questo errore a farmi tornare a casa a mani vuote… più di una volta. Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già inviato la candidatura a una compagnia aerea, oppure stai controllando la mail ogni cinque minuti in attesa del fatidico invito. Conosco benissimo quella sensazione. A parte l’entusiasmo e l’adrenalina, ci sono mille domande su come andrà a finire. E probabilmente ti immagini già in divisa, con il trolley da assistente di volo che scorre veloce in aeroporto. Ma c’è una verità di cui si parla troppo poco – la maggior parte dei candidati viene eliminata proprio durante il colloquio di gruppo, spesso senza capire il perché. https://youtu.be/JKuM3Sx3jz0 Cosa nessuno ti spiega sull’Assessment Day L’Assessment Day non è un semplice colloquio. È una prova comportamentale, studiata nei minimi dettagli da professionisti dell’industria e da psicologi, per osservare come reagisci sotto pressione. Se entri in quella stanza senza sapere cosa stanno valutando, stai giocando una partita di cui non conosci le regole. Di solito è una partita persa fin da subito. Facendo ricerche online e leggendo le decine di email che ricevo, emerge sempre lo stesso problema – manca una procedura chiara su ciò che accade realmente. Il web è inondato di informazioni contrastanti sul colloquio di gruppo, che solo accrescono la confusione. Perché il colloquio di gruppo spaventa così tanto? Tantissimi candidati raccontano che il colloquio di gruppo delle compagnie aeree è la parte più destabilizzante dell’intero Assessment Day. Non perché sia “difficile” in senso tecnico, ma perché è imprevedibile. Chi l’ha già affrontato descrive la sensazione di entrare in una stanza in cui tutti sembrano più sicuri, più estroversi, più preparati. C’è chi teme di parlare troppo e chi teme di parlare troppo poco, chi si blocca perché non capisce se deve emergere o lasciare spazio agli altri, chi si sente osservato in ogni gesto, anche quando non sta parlando. Molti raccontano di essere usciti convinti di aver fatto bene, per poi essere scartati senza alcuna spiegazione. Altri, al contrario, sono passati pur avendo la sensazione di aver detto pochissimo. Dunque, quello che emerge dalle esperienze condivise è che la difficoltà non sta nell’esercizio in sé, ma nel non sapere che cosa venga valutato. La maggior parte dei candidati arriva preparata sull’outfit e sul CV, ma non sulle dinamiche psicologiche e relazionali che determinano la selezione. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza a generare ansia, confusione e la sensazione di non avere il controllo della situazione. Ecco i 5 errori più comuni che puoi evitare: 1. La trappola dello “Squalo” nel colloquio di gruppo Immagina lo scenario tipico – siete seduti in cerchio per l’esercizio di gruppo. Vi assegnano una prova (come il NASA Test, l’Isola Deserta o un altro scenario di problem solving). Dopo 30 secondi, c’è quella persona che prende il controllo, parla sopra tutti e decide per il gruppo. Sistematicamente, c’è sempre una persona del genere. Nel mondo delle selezioni viene chiamato “The Shark” (lo Squalo). L’errore più comune La maggior parte dei candidati reagisce in due modi sbagliati: Si chiude e smette di parlare, diventando invisibile (il “Fantasma”). Prova a competere alzando la voce per sovrastare lo squalo. Entrambi vengono penalizzati e, una volta fuori, nessuno capisce quale sia stato l’errore fatale. Cosa vogliono vedere i recruiter? I recruiter non cercano un capo che comanda, ma una persona incline alla collaborazione e capace di una leadership calma. Esistono frasi precise, semplici e gentili (gli “script”) che ti permettono di fermare lo squalo, includere il gruppo ed emergere come un punto di equilibrio. Sono piccoli dettagli, ma fanno un’enorme differenza sul punteggio finale. Vuoi imparare a gestire lo Squalo? Se vuoi conoscere le frasi esatte in inglese per disinnescare i candidati aggressivi e brillare come leader, nel mio manuale “Colloquio di Gruppo per Diventare Assistente di Volo” trovi gli script pronti all’uso. Colloquio di gruppo per assistenti di volo 2. Il colloquio inizia prima di entrare nella stanza (La regola dei 6 secondi) Mi ricordo benissimo le 5 volte in cui ho partecipato all’Assessment Day, e credetemi, ne ho viste di tutti i colori. Dai candidati che si presentavano in hotel a cinque stelle con abiti sgargianti e capelli sciolti, alle persone talmente timide da non reagire a nessun stimolo. Molti pensano che la valutazione inizi quando ci si presenta ufficialmente, ma in realtà inizia proprio quando metti piede nella location (o addirittura nel parcheggio). Ricordati che i recruiter osservano costantemente: Come ti siedi? Come aspetti. Come interagisci (o non interagisci) con gli altri candidati? C’è un errore non verbale che vedo spesso e che comunica noia, insicurezza o disinteresse: l’uso del cellulare. E no, non parlo solo del sorriso. C’entra come occupi lo spazio, come usi il corpo e come ti presenti, ancora prima di dire il tuo nome. 3. Il panico durante il Role Play individuale Hai superato la prova di gruppo. Entri nella stanza per il colloquio individuale. All’improvviso, il recruiter cambia espressione e diventa un passeggero arrabbiato, aggressivo, talvolta persino scortese. In questa fase non stanno testando il tuo inglese, ma la tua stabilità emotiva. Se ti scusi troppo, sembri insicuro. Se citi solo le regole (“È vietato”), sembri rigido. Se reagisci di pancia, sei fuori. Tutto è appeso a un filo… Quello che funziona è avere uno schema mentale chiaro, da seguire anche quando l’adrenalina sale. Non è una passeggiata, ma senza una strategia è facilissimo finire in confusione. 4. I test di logica e il terrore della matematica Conversioni di valuta, fusi orari, logica visiva. In tanti entrano già spaventati solo al pensiero di questa prova, sussurrando al vicino: “Io non sono bravo in matematica”. Ma qual è la verità? Questi test psico-attitudinali non servono a eliminare chi sbaglia un calcolo, ma chi vaLeggi tutto »Colloquio di Gruppo per Assistente di Volo – i 5 errori da evitare