Sono sicura che ti è capitato di vedere assistenti di volo camminare in aeroporto con l’uniforme impeccabile, le valigie perfettamente allineate e un passo deciso. La prima parola che ti viene in mente è una sola, il glamour è il lusso.
Lo so, lo pensano tutti. Lo pensavi forse anche tu fino a un minuto fa, davanti allo schermo.
Ma quello che non vedi è la sveglia alle 3 del mattino, la melatonina presa alle 17 per garantirti le poche ore di sonno indispensabili, e lo standby che ti tiene praticamente in ostaggio in casa per ore. Per non parlare della responsabilità immensa che si nasconde dietro quel sorriso da copertina.
Chi sono io e perché parlo della vita da assistente di volo
Sono Carmen, ex assistente di volo e addetta al check-in, e da sei anni accompagno aspiranti cabin crew verso il loro primo contratto in Europa.
In questo articolo voglio raccontarti, senza filtri né drammi, la vera differenza tra il glamour apparente e la realtà del lavoro di un assistente di volo. Perché capirla prima di candidarti può fare la differenza tra una carriera che ami e una scelta di cui ti pentirai tra sei mesi. Avrei voluto saperlo prima, personalmente.
Perché la sveglia alle 3 del mattino è una normalità
L’immagine straordinaria dell’equipaggio compatto che attraversa il terminale nasconde una verità tutt’altro che fotogenica. Pensa solo che, per essere lì alle 5 del mattino freschi e soprattutto sorridenti, ti sei dovuto coricare alle 17 del giorno prima. Spesso forzi il sonno con la melatonina, perché il tuo corpo non capisce perché dovresti dormire mentre fuori c’è ancora il sole.
Una giornata reale di un assistente di volo low cost può iniziare alle 3:30, terminare alle 16 e prevedere fino a quattro settori di volo. Per i voli charter mi è capitato di dovermi svegliare alle 23! Fare quattro settori significa partire dalla tua base, atterrare in un’altra città europea, ripartire, atterrare di nuovo e ricominciare. Quattro decolli, quattro atterraggi, quattro briefing di sicurezza, quattro carrelli da spingere, decine di passeggeri da gestire. Il tutto restando in piedi praticamente sempre.
Però, nelle compagnie di linea tradizionali o del Medio Oriente, la dinamica cambia radicalmente. Lì fai un Roma-New York di 9-10 ore, ti riposi durante il layover e poi rientri. Meno settori, ma più jet lag, che col tempo diventerà cronico. Non esiste il lavoro più facile tra le due opzioni – esiste solo quello più adatto al tuo stile di vita. Una scelta che vale la pena fare con consapevolezza, prima di firmare un contratto.
Non siamo cameriere del cielo!
Una delle cose che trovo più riduttive – e, onestamente, sbagliate – è sentire dire che gli assistenti di volo sono cameriere del cielo che servono caffè e gestiscono passeggeri arrabbiati. Il servizio a bordo esiste, certo, ma è solo la punta dell’iceberg. Il servizio del caffè è un accessorio.
La verità è che siamo, prima di tutto, professionisti della sicurezza certificati. Per ottenere l’Attestato di Equipaggio di Cabina (CCA) rilasciato dall’ENAC – obbligatorio per legge in Europa – devi superare un corso conforme alla normativa EASA Part-CC che copre:
- Gestione del fuoco e dei principi d’incendio a bordo
- Primo soccorso e gestione delle emergenze mediche
- Procedure di evacuazione (target: 90 secondi per evacuare l’intero aeromobile)
- Aviation security e gestione delle minacce
- Sopravvivenza in mare e su terra
- Gestione dei passeggeri in stato di alterazione
Inoltre, devi dimostrare di saper nuotare almeno 25 metri senza assistenza e di gonfiare un giubbotto di salvataggio in acqua. Ti rendi conto che siamo molto lontani dal portare una Coca-Cola al 14B?
Il punto importante è questo: per anni della tua carriera potresti non vedere mai un’emergenza vera. Ed è proprio questa la prova che l’addestramento funziona, non che sia inutile. Ogni volta che entri in cabina, sei lì per garantire che 180 persone tornino a casa sane e salve. Il caffè è il dettaglio, ma la vita è il punto principale.
Lo standby è il turno fantasma che ti consuma
Se c’è una parola che gli aspiranti cabin crew sottovalutano sempre, è standby (chiamato anche “reperibilità” o “turno di riserva”). Sulla carta, sembra il turno migliore, stai a casa, in pigiama e probabilmente non ti chiameranno. Nella realtà è uno dei turni più logoranti del mestiere.
Quando sei in standby:
- Devi restare a una distanza dall’aeroporto che ti permetta di arrivare in 60 o 90 minuti (a seconda della compagnia)
- Non puoi consumare alcol
- Non puoi viaggiare lontano né allontanarti dalla tua zona
- Devi avere l’uniforme pronta, valigia fatta, passaporto a portata di mano
- Mentalmente non sei mai libera: ogni squillo di telefono ti fa sobbalzare… anche alle 2 di notte!
Puoi cercare di sfruttare il tempo – nessuno ti dice niente – andando in palestra negli orari morti, rispondendo alle email o dedicandoti a qualcosa di leggero. Ma, mentalmente, vivi in una bolla d’attesa. È il prezzo nascosto del mestiere, quello che non finisce mai nelle stories di Instagram. Nei miei layover, per esempio, mi sono messa a studiare gli investimenti e sono troppo contenta di averlo fatto – gli insegnamenti accumulati hanno fatto il loro “compound interest”.
I Days Off
E poi c’è il rovescio della medaglia di cui pochi parlano – i giorni di riposo consecutivi (i Days Off) sono una dolcezza che chi lavora in ufficio non conosce. Quando hai 3 o 4 giorni liberi di fila, puoi fare cose che un dipendente 9-5 non si permette mai, e questo lo trovo straordinario! Puoi prepararti per una mini-vacanza infrasettimanale, una colazione lenta in centro un martedì alle 11, una palestra deserta alle 15. Il roster sembra una prigione finché non impari a leggerlo. Quando lo padroneggi, ti regala una qualità della vita superiore.
Layover e la realtà dietro le foto a Tokyo, Dubai e Parigi
Su Instagram trovi assistenti di volo in posa davanti alla Tour Eiffel, sushi a Tokyo, brunch a Dubai due ore dopo l’atterraggio. Sembra una vacanza pagata in via permanente, e ti chiedi cosa hai sbagliato nella tua vita per non essere al loro posto. Ebbene, è qui che devo bucare la bolla – gentilmente, intendo.
Per chi non sa affatto di cosa si tratti, la realtà di un layover di 24 ore è spesso questa – arrivi in hotel in stato semi-zombie, toglierti i tacchi è la prima vera priorità della giornata, ordini il room service più veloce della carta, chiudi le tende oscuranti alle 14 del pomeriggio, e crolli. Il tuo corpo non sa più che ora sia! Per davvero. E pensa che il jet lag non è un’esagerazione: è una ridefinizione fisica del tuo rapporto con il tempo.
Vedrai però dei posti straordinari
Però qui non voglio che tu mi fraintenda, i benefit di viaggio del settore aereo sono reali e straordinari. Vedrai posti che gli altri vedono solo nei documentari. In più, avrai sconti e biglietti scontati per te e i tuoi familiari (i cosiddetti staff travel). Ma la verità onesta è che, a volte, la parte più bella di arrivare in una città iconica è semplicemente una doccia calda, lunga e dieci ore di sonno ininterrotto. Il sonno ristoratore è molto più importante di una passeggiata in città.
I layover possono diventare turistici quando:
- Sei nei primi anni di carriera e il corpo regge meglio il jet lag
- Hai layover lunghi (48-72 ore) che ti permettono un giorno di recupero + un giorno di città
- Hai colleghi affiatati con cui condividere i piani
Negli altri casi? La tua versione di Tokyo sarà spesso il soffitto della stanza 412 dell’hotel.
Gestire passeggeri impossibili tutti i giorni
C’è una cosa che ti insegnano nei corsi di formazione, ma che capisci davvero solo dopo il primo mese di operatività. Il fatto che i passeggeri sono imprevedibili e le richieste assurde sono quasi quotidiane.
Qualche esempio reale (anonimizzato per ovvi motivi):
- “Posso aprire il finestrino. Fa caldo?” — A 10.000 metri di quota.
- “Mi cambiate posto? Non mi piace il colore del sedile.”
- “Perché il volo è in ritardo? Voi non potete fare qualcosa?” — detto con il temporale visibile dal finestrino.
- “Mio figlio piange perché vuole pilotare. Lo fate andare dal comandante?”
Mantenere il sorriso, l’autocontrollo e una voce calma in queste situazioni è una soft skill che vale più dell’addestramento del mondo. Fa parte del Training Course, uno dei più difficili al mondo. È la parte meno glamour del mestiere ed è anche, paradossalmente, quella che ti forma di più come persona. Dopo due anni di volo, gestire un capo difficile — per non parlare di colleghi complicati — in qualunque altro lavoro ti sembrerà uno scherzo.
Glamour e salari reali dell'assistente di volo
Un altro aspetto che il marketing del settore illustra poco chiaramente è la struttura retributiva. Lo stipendio di un assistente di volo non è un fisso mensile come in ufficio – è composto da base + ore di volo + per diem (indennità di trasferta) + bonus.
Indicativamente, in Europa:
- Compagnie low cost (Ryanair, easyJet, Wizz Air): 1.300-1.800 € netti al mese nei primi anni, con forte componente variabile
- Compagnie di linea (ITA, Air France, Lufthansa): 1.700-2.500 € con maggiore stabilità
- Compagnie del Golfo (Emirates, Qatar): 2.500-3.500 € netti con alloggio sovvenzionato e benefit aggiuntivi
Lo stipendio cresce significativamente con l’anzianità e con il passaggio a ruoli senior (Cabin Senior, Purser). Il per diem, l’indennità di trasferta che ricevi per ogni ora trascorsa fuori base, è spesso la parte più sottovalutata dai nuovi assunti, ma può fare la differenza alla fine del mese.
Quello che voglio sottolineare è che non diventerai ricco facendo l’assistente di volo, a meno che tu non sappia gestire in modo sano le tue entrate. È la professione che, se gestita bene a livello di carriera, ti permette di vivere viaggiando — ed è una distinzione fondamentale.
Le tre fasi della selezione, una per volume
Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura.
Vedi i libriVuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching
Perché, nonostante tutto, lo rifarei mille volte?
Arrivata a questo punto dell’articolo, potresti pensare che io ti stia dissuadendo, ma non è così. Ho lasciato il volo solo perché sono diventata coach a tempo pieno, non perché il mestiere mi avesse stancata. Anzi, potrei dire il contrario.
Lo rifarei, perché ci sono momenti che non hanno un prezzo. Partire all’alba e vedere il sole sorgere tra le nuvole mentre prepari la colazione per i passeggeri è uno spettacolo che pochi mestieri al mondo offrono. Vedere un tramonto rosa dal finestrino mentre rientri alla base la sera, con i piedi gonfi e la stanchezza addosso, ti ripaga di tutto. Atterrare in una città nuova e sentire l’odore diverso dell’aria appena scendi dalla scaletta è una droga sana (mi ricordo ancora l’odore pazzesco una volta atterrati a Palermo o a Cagliari).
E poi c’è il gruppo. L’equipaggio diventa una seconda famiglia, ovviamente a meno che la base non sia troppo grande. Vivete momenti che nessun altro capisce davvero, e le amicizie nate a 10.000 metri sono diverse da quelle a terra: sono più dense, più rapide, più vere.
Trovo tutto questo bellissimo… E tutto questo nonostante i piedi gonfi a fine giornata e il jet lag. Nonostante il passeggero del 23A che ha chiesto cinque caffè in due ore.
Il punto è che il glamour non è dove pensi
Posso dire con franchezza che il glamour del mestiere di assistente di volo non sta nell’uniforme perfetta né nelle foto davanti agli skyline. Il vero glamour è nella libertà. La possibilità di lavorare in un ambiente che cambia ogni giorno, mai in ufficio, mai con le stesse persone. Nella consapevolezza di essere un professionista della sicurezza, non un cameriere a 10.000 metri. Nella sensazione di far parte di qualcosa di più grande di te ogni volta che chiudi il portellone.
Se stai pensando di candidarti, fallo con realismo. Il sogno è meraviglioso, ma funziona solo se conosci anche la parte che non viene fotografata. È esattamente per questo che ho creato Surprising Aviation – per accompagnarti con onestà dalla decisione iniziale fino al tuo primo Assessment Day.
Se vuoi diventare assistente di volo e non sai da dove cominciare, qui trovi un ebook gratuito con tutte le tappe del percorso, dalla preparazione del CV alla simulazione di role play in inglese. È il primo passo concreto per trasformare un sogno in un piano d’azione.
Ci vediamo tra le nuvole. E non vedo l’ora che tu diventi mio collega.
FAQ
Il glamour che si vede in aeroporto nasconde sveglie alle 3 del mattino, turni di standby logoranti e un jet lag che col tempo può diventare cronico. Il lato più prezioso del mestiere è un altro è la libertà di lavorare in un ambiente che cambia ogni giorno.
No, il servizio a bordo è solo la punta dell’iceberg. Chi lavora come cabin crew possiede l’Attestato di Equipaggio di Cabina (CCA) rilasciato dall’ENAC, obbligatorio per legge in Europa, ed è addestrato su gestione del fuoco, primo soccorso, evacuazioni, aviation security e sopravvivenza. Il compito principale è garantire che tutte le persone a bordo tornino a casa sane e salve.
In una compagnia low cost una giornata reale può iniziare alle 3:30 e terminare alle 16, con fino a quattro settori di volo. Per presentarsi in aeroporto alle 5 del mattino occorre spesso coricarsi alle 17 del giorno prima, a volte aiutandosi con la melatonina.
Significa partire dalla propria base, atterrare in un’altra città europea, ripartire, atterrare di nuovo e ricominciare. Sono quattro decolli, quattro atterraggi, quattro briefing di sicurezza e decine di passeggeri da gestire, quasi sempre restando in piedi.
Lo standby, chiamato anche reperibilità o turno di riserva, è un turno in cui resti a disposizione della compagnia. Devi poter raggiungere l’aeroporto in 60 o 90 minuti a seconda della compagnia, non puoi consumare alcol né allontanarti dalla tua zona, e uniforme e valigia devono essere pronte.
Un layover di 24 ore è spesso fatto di room service, tende oscuranti chiuse nel pomeriggio e sonno di recupero. I layover diventano turistici soprattutto nei primi anni di carriera, quando durano 48-72 ore o quando l’equipaggio è affiatato. I benefit di viaggio del settore restano comunque reali e straordinari, almeno dal mio punto di vista e questo include gli staff travel per te e la tua famiglia.
Lo stipendio è composto da base, ore di volo, per diem (l’indennità di trasferta) e bonus. Indicativamente le compagnie low cost pagano 1.300-1.800 € netti al mese nei primi anni, le compagnie di linea 1.700-2.500 € con maggiore stabilità e le compagnie del Golfo 2.500-3.500 € netti con alloggio sovvenzionato. Ti consiglio sempre di restare aggiornato sulle ciffre. La retribuzione cresce con l’anzianità e con il passaggio a ruoli senior come Cabin Senior o Purser.
Non esiste il lavoro più facile tra le due opzioni — esiste solo quello più adatto al tuo stile di vita. Nelle low cost fai più settori brevi nella stessa giornata, mentre nelle compagnie di linea o del Medio Oriente operi voli lunghi come un Roma-New York di 9-10 ore, con meno settori ma più jet lag.
Il corso (Training Course) conforme alla normativa EASA Part-CC copre gestione del fuoco, primo soccorso, procedure di evacuazione con target di 90 secondi per l’intero aeromobile, aviation security, sopravvivenza in mare e su terra e gestione dei passeggeri in stato di alterazione. Occorre inoltre dimostrare di saper nuotare almeno 25 metri senza assistenza e di gonfiare un giubbotto di salvataggio in acqua.
Per molte persone sì. Le albe viste tra le nuvole, l’arrivo in città nuove e i legami con l’equipaggio sono esperienze che pochi mestieri offrono. Il sogno funziona però solo se conosci anche la parte che non viene fotografata — ti devi, in effetti, candidarti con realismo.
Leggi anche
Per diventare assistente di volo di Volotea sono richiesti almeno 18 anni, un livello di inglese B2 comprovato da un test durante la selezione, un passaporto europeo e un’altezza minima di 157 cm senza scarpe. Servono anche la capacità di nuotare 100 metri in 2 minuti e 30 secondi, la patente di guida e la residenza entro 60 minuti dall’aeroporto della base. La candidatura si effettua esclusivamente online, senza Open Day né agenzie di intermediazione. Volotea ha otto basi operative in Italia — Ancona, Bari, Firenze, Napoli, Olbia, Palermo, Venezia e Verona — e non richiede esperienza pregressa nel settore. https://youtu.be/YKZJ4_DPXAQ Questi sono i requisiti principali che, alla fine, da soli, non ti faranno assumere. Tre di quei requisiti sono così specifici che, sfortunatamente, moltissime persone scoprono di non averli proprio il giorno stesso della prova, quando ormai è tardi per rimediare. Vale la pena tenerne conto anche per le candidature ad altre compagnie aeree, perché sono condizioni, possiamo dire, universalmente valide. In questa guida ti spiego come funziona la selezione di una compagnia che non organizza Open Day. In effetti, Volotea è l’unica compagnia italiana che non rende pubblici gli stipendi. Infine, un’anteprima di ciò che cercano i recruiter nel momento del colloquio. Prima, però, una cosa che dovrai segnare in agenda. 📌 Posizioni Volotea aperte — verificato il 23 agosto 2026 Volotea ha annunciato l’apertura della sua ottava base italiana ad Ancona, operativa da dicembre 2026, con un Airbus A320 basato all’Aeroporto delle Marche e 30 nuovi posti di lavoro diretti. Ancona — posizione Cabin Crew attualmente aperta sul portale ufficiale Attenzione a un dettaglio che potrebbe scapparti. Volotea non fa Open Day e non pubblica calendari di selezione. Gli annunci aprono e chiudono per singola base, spesso con poche settimane di preavviso, quindi l’unico modo per non perderli è iscriversi alla Talent Community della compagnia e attivare le notifiche. 👉 Candidati su jobs.volotea.com · oppure iscriviti alla Talent Community Chi sono e perché puoi fidarti di questa guida Per chi non mi conosce ancora, sono Carmen. Ho lavorato come assistente di volo per Ryanair e Buzz, con certificazione EASA CCA, e come hostess di terra per Alyzia, occupandomi dei voli di easyJet, Wizz Air, Turkish Airlines e Royal Air Maroc. Oggi accompagno chi sogna di diventare cabin crew a prepararsi ai colloqui e agli Assessment Day. Anch’io, prima di essere assunta, ero nel punto esatto in cui ti trovi tu ora. Chi è Volotea e perché conviene iniziare da qui Volotea è una compagnia aerea low cost spagnola fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, gli stessi due fondatori di Vueling, con i primi voli operati a partire dal 2012. Ha la sede centrale a Barcellona e si definisce la compagnia delle piccole e medie città europee, una posizione che non è marketing ma un modello industriale preciso — collega direttamente città che i grandi hub ignorano, spesso su rotte che nessun altro opera. Nel 2026 Volotea opera oltre 430 rotte, di cui più della metà in esclusiva, offre quasi 13 milioni di posti e vola verso più di 110 aeroporti con una flotta di 44-45 Airbus A319 e A320. A maggio 2026 ha raggiunto il traguardo di 85 milioni di passeggeri trasportati. Per chi vive in Italia questo modello ha una conseguenza diretta e importante. Volotea ha otto basi italiane, più di quante ne abbia qualunque altra compagnia straniera nel Paese, distribuite lungo tutta la penisola invece di concentrarsi su Roma e Milano. 3 Cose da Sapere su Volotea Ed ecco che arrivano tre fatti che cambiano la percezione di Volotea come semplice low cost. Il primo — Volotea sta aprendo basi a un ritmo che poche compagnie europee reggono. Solo nell’arco di dodici mesi ha aperto o annunciato Limoges a febbraio 2026, Montpellier a novembre 2026 e Ancona a dicembre 2026, arrivando a 22 basi europee. Come dicevo negli altri articoli, quando una compagnia apre una base, non assume una persona, ma ne assume una trentina in un colpo solo. È il tuo momento per valutare se puoi realizzare il tuo sogno con loro. Il secondo — il contratto è locale. Questa è la differenza più grande rispetto al modello Ryanair, in cui ti sposti dove ti mandano, ma lavori nella base per cui hai presentato la candidatura, con un contratto del Paese in cui vivi. È il motivo per cui esiste il vincolo dei 60 minuti dall’aeroporto di cui ti parlo tra poco, ed è anche il motivo per cui Volotea è una scelta sensata per chi ha una famiglia, uno studio in corso o semplicemente non vuole trasferirsi a 25 anni. Il terzo, e per me il più interessante per chi inizia, è la velocità di carriera. L’annuncio ufficiale di Volotea afferma che è possibile raggiungere un ruolo senior in un solo anno, molto più rapidamente rispetto ad altre compagnie. Pensa che quando ho iniziato la mia carriera come hostess di volo, prima di potermi candidare per un posto di responsabile di cabina ho dovuto passare un intero anno come junior, e in molte compagnie il percorso è ancora più lungo. Ti dico con sincerità che, se oggi partissi da zero e vivessi vicino a uno degli otto aeroporti italiani con base Volotea, questa sarebbe una delle prime compagnie che prenderei seriamente in considerazione. Proprio perché ti fa entrare nel settore senza chiederti di ribaltare la tua vita. Le email che ricevo ogni giorno hanno tutte lo stesso tema — posso candidarmi e restare nella base in cui ho sostenuto il colloquio? Ed ecco la tua occasione d’oro. Quali sono i requisiti per diventare assistente di volo Volotea Ecco i requisiti che ti consiglierei di leggere attentamente: I 12 requisiti Volotea Presi alla lettera dall’annuncio ufficiale Filtro secco — o c’è o non c’è Si prepara — parti da oggi Altezza minima 157 cm Senza scarpe. Nessuna altezza massima indicata. È il minimo più accessibile tra le compagnie che operano in Italia. Residenza entro 60 minuti Dall’aeroporto della base. Va soddisfattoLeggi tutto »Come diventare Assistente di volo Volotea — Requisiti e Selezioni
La giornata tipica di un’assistente di volo è circondata da leggende, anche se sappiamo benissimo che tutto dipende dalle compagnie aeree per cui lavora. E se ti dicessi che il mio ufficio è stato per anni interi a 10.000 metri di quota? Sono sicura che, se sei qui, vorrai avere lo stesso privilegio, ma non sai come renderlo concreto. Spesso mi viene chiesto com’è la vita di un’assistente di volo, e le opinioni che ricevo dopo aver risposto variano molto a seconda di ciò che la persona di fronte a me ha già sentito dire. Posso dire, innanzitutto, che è un mix di adrenalina, sorrisi e troppe procedure di sicurezza rigide. Il parere generale è che una hostess di volo o uno steward sia lì solo per servire il caffè. Ma la verità è che un assistente di volo deve essere in prima linea per la sicurezza, pronto per il pronto soccorso e anche ambasciatore della compagnia. Tutto questo, ovviamente, con il sorriso e in divisa impeccabile. Siete pronti a volare con me? Ecco il dietro le quinte della mia giornata tipo, dall’allarme mattutino al rientro a casa. Hostess di volo preparazione della cabina Preparazione e look per la nuova giornata di volo La giornata tipo di un’assistente di volo inizia ben prima che sorga il sole, se hai un volo che parte nella mattinata presto. Preparazione Conosci già da giorni il tuo planning e hai anche controllato i dati aggiornati la sera prima di andare a dormire! Perché la regola numero uno è mai fare tardi? Un ritardo dell’equipaggio comporta un ritardo per centinaia di passeggeri, senza contare che fai aspettare anche i tuoi colleghi. Mi sveglio con almeno tre ore di anticipo. La preparazione non è solo fisica, ma mentale. Devo essere riposata, lucida e, soprattutto, presentabile. Look L’uniforme deve essere perfetta, senza pieghe, e il mio aspetto deve riflettere la professionalità e l’affidabilità della compagnia aerea. Sono l’ambasciatrice della compagnia aerea per la quale lavoro. Il mio trolley da Assistente di Volo sembra una vera e propria cassetta degli attrezzi che contiene l’immancabile Cabin Crew Manual (il nostro vangelo), la torcia, il kit di pronto soccorso personale e, ovviamente, il mio passaporto e la licenza di volo (chiamata anche Attestato EASA), documenti per le varie formalità, delle penne funzionanti, una grande bottiglia d’acqua e soprattutto qualcosa da mangiare, preferibilmente preparato il giorno prima, poco salato e salutare. Durante il volo, ci si disidrata, quindi il sale non dovrebbe essere presente in quantità eccessive nei pasti. Fatto tutto, non dimentico di dare ancora uno sguardo allo chignon ben curato, al rossetto della stessa tonalità delle unghie, un rosso più o meno acceso (regole strette della Ryanair). Sono pronta, prendo le valigie e parto con un’ora di anticipo. Di solito, dall’appartamento dove abito all’aeroporto il bus impiega solo 30 minuti, ma, per sicurezza, considerando il traffico, parto con un po’ di anticipo. https://youtu.be/2bJ2xRf995Q?si=TBu5MBjW03lTbYJy In aeroporto tra briefing e controlli prima del volo Arrivata in aeroporto, mi dirigo verso la Crew Room, che è il nostro ufficio per il briefing operativo. Questo è il cuore della nostra preparazione. Cosa facciamo: Prendo innanzitutto conoscenza del resto del team di cabina e dei piloti. È fondamentale instaurare immediatamente un clima di fiducia e collaborazione. Dettagli del volo: Il Comandante ci informa sulla rotta (es. da Milano Linate a Parigi CDG), sulla durata, sulle condizioni meteorologiche previste e sui potenziali venti o turbolenze. Sicurezza e Primo Soccorso: Il capocabina (o Senior Cabin Crew o Number 1) pone domande a sorpresa sulle procedure di emergenza, sulle posizioni delle attrezzature e sugli scenari medici. Dobbiamo dimostrare di essere pronti e, soprattutto, di conoscere tutte le procedure del Manuale, che, per quanto riguarda lo spessore, ha vaghe somiglianze con una Bibbia. Informazioni sui passeggeri: Riceviamo informazioni importanti, come il numero di passeggeri (compresi i bambini e i neonati), la presenza di passeggeri con esigenze speciali (es. disabili o malati) o di VIP. Dichiarazione doganale: Per i voli internazionali, dobbiamo essere preparati alle procedure doganali e di immigrazione. Solo dopo un briefing approvato, effettuiamo i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio e ci dirigiamo verso l’aereo. Abbiamo sempre la priorità assoluta ovunque in aeroporto. CONSIGLIO Sei ancora nella fase in cui devi decidere se diventare assistente di volo? Dai un’occhiata a tutte le risorse: Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Preparazione cabina e controlli di sicurezza aerea, prima dell’imbarco L’aereo è la nostra responsabilità. Prima che un singolo passeggero salga a bordo, effettuiamo i Controlli di Sicurezza Preliminari (o Safety Check). Sono obbligatori e i controlli devono essere estremamente accurati. Responsabile di cabina in comunicazione con i piloti Questo è un momento cruciale, in cui l’assistente di volo deve concentrarsi su: Verifica degli equipaggiamenti di emergenza: Controlliamo che l’ossigeno supplementare, i giubbotti di salvataggio, gli estintori e i kit di pronto soccorso siano al loro posto, sigillati e in buono stato. Se manca qualcosa o un sigillo è rotto, il volo non partirà! Ispezione della cabina (Security Search): Per i voli internazionali, verifichiamo che non siano presenti oggetti sospetti lasciati dai passeggeri precedenti o dal personale di terra. Verifica della cucina (Galley): Controlliamo che il catering sia conforme al manifesto di volo e che le attrezzature (forni, carrelli) funzionino correttamente. Il forno deve essere controllato quasi subito per prevenire gli incendi. Solo quando il Safety Check è completo, comunichiamo immediatamente al responsabile di cabina: “Cabin Ready!” L’imbarco dei passeggeri L’imbarco è il momento in cui passiamo dal rigore del briefing all’interazione con il pubblico. Diamo il benvenuto, controlliamo le carte d’imbarco e assistiamo i passeggeri con i bagagli a mano. Tutto col sorriso, that’s for sure! Sei lì per gestire gli imprevisti, anche quelli più comuni, come quella volta in cui un passeggero ha cercato di sistemare il suo trolley oversize nel vano bagagli, bloccando l’intero corridoio. LaLeggi tutto »La giornata tipo di un’assistente di volo
La cifra reale di ore volate e di servizio Quando si sogna di diventare assistente di volo (Hostess/Steward), l’entusiasmo per i viaggi e le destinazioni esotiche è alle stelle. Ma c’è una domanda cruciale, spesso elusa, che ronza nella testa di tutti: quante ore lavora un assistente di volo al mese, in realtà? La verità è che, finché non si è dentro, nessuno conosce la cifra reale di ore volate e servizio. E ve lo confesso, nemmeno io all’inizio lo sapevo davvero e ho applicato senza nemmeno pensarci troppo. Sapevo solo che volevo lavorare nel settore aereo e basta. Si naviga tra leggende metropolitane, voci di corridoio e la confusione tra “ore di volo effettive” e “ore di servizio”. Se stai cercando una risposta precisa su come cambierà la tua vita lavorativa e quante volte al mese vedrai la tua casa, sei nel posto giusto. Non si tratta di un semplice lavoro d’ufficio con un orario fisso, per questo il calcolo è molto più complesso e affascinante. https://youtu.be/KF4t1PjvzFQ La differenza cruciale tra le ore di volo versus ore di servizio Per un assistente di volo, l’orario di lavoro non è quello che potreste immaginare in un ufficio. Tutto avviene più “fuori” che dentro un ufficio, nel vero senso della parola. Esistono due concetti fondamentali da distinguere, e questo è il primo segreto da svelare: Ore di volo effettive (Block Hours/Duty Time) sono le ore conteggiate per la paga e che rientrano nei limiti legali di sicurezza. Generalmente, si contano dal momento in cui l’aereo inizia a muoversi dal parcheggio (push-back) fino a quando non si ferma al gate di destinazione. Praticamente, quando le porte dell’aereo si chiudono e si aprono. Ore di servizio (Duty Time) – questo è il tempo totale in cui sei “a disposizione” della compagnia aerea. Include il tempo prima del volo (briefing, preparazione, controlli), che di solito dura un’ora, le ore di volo effettive, il tempo a terra tra i voli (layover brevi) e il tempo dopo l’atterraggio (debriefing, pratiche finali). Le ore di servizio sono sempre molto più lunghe di quelle di volo. Hostess di volo consultando gli orari di volo Quante ore di volo si fanno al mese? Quando si parla di orario di lavoro effettivo, le compagnie aeree e i contratti (specialmente quelli italiani e internazionali) fanno riferimento principalmente alle ore di volo mensili. Ma speghiamolo in dettaglio: Il range standard di ore volate Per la maggior parte delle compagnie aeree, sia di bandiera che low-cost, il monte ore di volo mensile si attesta in un intervallo ben definito: Minimo Garantito Molti contratti (soprattutto in Italia) prevedono un monte ore minimo garantito che si aggira intorno alle 50-70 ore al mese. Queste ore vengono pagate indipendentemente dal fatto che l’Assistente di Volo le voli effettivamente. Media reale di qante ore si volano effettivamente Un assistente di volo a tempo pieno vola in media tra le 70 e le 90 ore al mese. Alcune compagnie aeree “dicono” che al di là delle 90 ore non sia legale, ma i pareri sono come al solito divisi. Massimo legale tra i limiti EASA e ENAC Per ragioni di sicurezza e fatica (regolamentate da ENAC in Italia e EASA in Europa), il limite massimo di ore di volo è spesso fissato intorno alle 90 ore al mese o poco più, in base alla specifica regolamentazione e al tipo di servizio (lungo, medio o corto raggio). In aggiunta, il limite legale delle ore di duty (servizio) non può superare le 12 ore esatte in un singolo turno, con eccezioni. Assistenti di volo Air Baltic Quale é l’impatto delle ore di servizio e quanto si lavora effettivamente come assistente di volo? Non fatti ingannare dalla cifra delle 90 ore di volo! La vita lavorativa è definita dalle ore di servizio, che trasformano quelle 90 ore in qualcosa di molto più impegnativo. Infatti, come dicevo all’inizio dell’articolo, quando non sei “dentro” non potrai mai sapere che parti per 8-9 ore di servizio ma che subito diventano 12 perché ci sono delle formalità ad adempere e dei ritardi. A titolo di esempio, considera che un tipico turno, che include un volo di andata e ritorno o un solo volo a lungo raggio, può contare: Circa 1-2 ore di preparazione/briefing prima del decollo. Le ore di volo effettive. Circa 30-60 minuti di debriefing dopo l’atterraggio. Questo significa che per un volo effettivo di 4 ore, le ore di servizio complessive possono facilmente superare le 6-7 ore. Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Giorni lavorativi e riposi Un altro modo per misurare il carico di lavoro degli assistenti di volo è in giorni: In media, un assistente di volo lavora per circa 15-20 giorni al mese, includendo i turni di “Riserva” (stand-by) in cui si è a disposizione a casa o in aeroporto. I contratti prevedono tipicamente 10-12 giorni di riposo garantiti al mese, che possono essere consecutivi o intervallati in base al tipo di pianificazione. In sintesi, il totale delle ore di servizio al mese può arrivare a superare le 200 ore, anche se le ore di volo pagate sono solo la metà. A tenere a mente quando si considera l’intento di diventare hostess di volo o steward! Fattori che influenzano il Monte Ore Quali sono i motivi per cui l’orario di lavoro mensile di un assistente di volo non è sempre lo stesso e può cambiare da una persona all’altra o da un mese all’altro? Il tuo orario di lavoro può variare drasticamente in base a diversi elementi: Compagnia aerea Le compagnie low-cost (spesso focalizzate sul corto raggio) tendono ad avere più giorni lavorativi al mese, con turni brevi e intensi per massimizzare il numero di voli (anche se con meno ore di volo per singolo giorno). Le compagnie di bandiera o quelle con molte tratte intercontinentali (lungo raggio), comeLeggi tutto »Quanto lavora un assistente di volo al mese?