C’è un po’ di confusione su come si organizza il planning del lavoro di un’assistente di volo e, in questo articolo dettagliato, voglio fare un po’ di luce su questo.
La mia esperienza farà da guida. Quando ho ricevuto il mio primo roster, dopo aver seguito il training course per Ryanair, è stata la sensazione più bella della mia vita! È come se avessi vinto alla lotteria!
Per questo posso dirti, in tutta libertà, che il giorno in cui riceverai il tuo primo roster sarà un momento indimenticabile. Però ti metto in guardia: la prima volta che lo apri sembra di guardare Matrix. Sigle, codici aeroportuali, orari incomprensibili… non capisci granché nonostante le giornate di studio intensive dalle quali sei uscito. In più, ti chiederai se riuscirai a mantenere una vita sociale con un orario così impegnativo.
Cos'è un roster?
Se non hai mai sentito questa parola, non preoccuparti. Il Roster è semplicemente il calendario mensile dei tuoi turni. Un planning. Nel mondo meraviglioso dell’aviazione, questo documento è sacro e sarà la tua guida, la tua bussola, che dirà dove dormirai, quando vedrai i tuoi amici e quanto guadagnerai.
Anatomia del roster
L’idea che molte persone si fanno è che il roster sia un semplice elenco di voli. Ed in effetti è così che si presenta e può anche far paura a guardarlo (lol). In realtà è un’ingegneria perfetta di tre elementi fondamentali che devi saper leggere per non arrivare esausto a fine mese:
Reporting time vs departure
Sul roster vedrai spesso l’orario di “Report” (es. 05:00) e quello di “Departure” (es. 06:00). Quel lasso di tempo è il tuo briefing. Attenzione: in molte compagnie lo stipendio orario scatta solo in base al movimento dell’aereo. Sapere questo ti aiuta a capire perché, a volte, la tua busta paga sembra più “leggera” nonostante tu sia stata fuori casa per 12 ore. Durante il corso riceverai tutte le istruzioni al riguardo per toglierti ogni dubbio.
L'orario Zulu (UTC)
L’aviazione non dorme e non cambia fuso orario.
Il tuo roster sarà quasi certamente in orario UTC. Se non impari subito a convertirlo nell’ora locale del posto in cui ti trovi, rischi di presentarti al briefing con tre ore di ritardo o di anticipo! Come aneddoto, il primissimo giorno di supernumerary, la mia collega con la quale avrei dovuto fare il supernumerary insieme mi ha chiamato dall’aeroporto per chiedermi dove ero, perché mi aspettava. Ed io? Dormivo anche se erano le 5 del mattino e dovevo essere già in uniforme e iniziare la duty. Non avevo calcolato bene il roster.
Il posizionamento - deadheading
A volte ti succederà di vedere voli nel tuo roster in cui risulti come passeggero. In pratica si chiama deadheading. Sembra una brutta parola, ma in realtà vuol dire solo che la compagnia ti sposta in un’altra città perché lì serve il tuo servizio. È un ottimo momento per studiare o riposare, ma fa comunque parte del tuo “Duty Time”. Ammetto che è un momento che tanti colleghi cabin crew aspettano con gioia.
Come gestisci la stanchezza e cos'è il Minimum Rest
Quando inizierai a volare per la prima volta e, anche dopo qualche settimana, penserai che il roster è organizzato così per tenere conto dei tuoi impegni sociali. La verità è che la concezione di questo planning dei voli tiene conto esclusivamente della tua sicurezza e della sicurezza dei passeggeri e dell’intero equipaggio.
Esiste un concetto chiamato Minimum Rest. Se atterri alle 2 del mattino dopo un turno faticoso, la compagnia per legge non può farti risalire a bordo di un aereo prima di un totale di ore (solitamente 10-12 ore, ma dipende dalle normative EASA). Per esempio, come addetto allo scalo aeroportuale non avrai questo tipo di problema. Per chi non mi conosce, sono certificata anche come hostess di terra e gli orari sono più flessibili – lavorerai con piccole eccezioni, sempre per 8 ore al giorno. Ma per quanto riguarda il tempo trascorso in volo, le regole sono molto stringenti.
Curiosità
Spesso il riposo minimo fuori casa (in layover) è più breve di quello alla base. Significa che, in un hotel a New York, potresti avere solo 10 ore per dormire, mangiare e prepararti di nuovo. Saper gestire il sonno in queste finestre è ciò che distingue un professionista da un principiante.
La "dolce vita"
Posso dirlo ad alta voce – in Italia il lavoro è importante, ma la vita privata lo è di più. Gli italiani sono estremamente socievoli e amano l’equilibrio tra la vita sociale e il lavoro. Molti aspiranti temono che il roster sia una prigione, ma la realtà è esattamente l’opposto. Se impari a gestirlo, scoprirai che la tua socialità, dal punto di vista della qualità, diventerà superiore a quella di chi lavora in ufficio.
Mentre i tuoi amici sono intrappolati nel traffico del lunedì mattina, potresti goderti un caffè in centro, in totale relax. Fare colazione con calma o andare in palestra quando non c’è nessuno è la vera dolce vita. Si chiama off pick.
Per la gestione dei weekend, è vero, non avrai tutti liberi. Ma quando avrai quei 3 o 4 giorni di riposo consecutivi (i cosiddetti Days Off), potrai organizzare mini-vacanze o tornare in famiglia senza dover chiedere il permesso a nessuno.
Un’altra regola che puoi sfruttare durante la vita da assistente di volo è lo swap, cioè lo scambio. Cosa è? Per esempio, se hai il compleanno del tuo migliore amico, inizierai a cacciare il collega che potrebbe scambiare la giornata di lavoro con te! Il sistema di scambio di turni è la tua salvezza. È qui che la tua capacità di negoziazione diventa un punto fondamentale per te.
Come spiegare il tuo lavoro a chi non vola
Il jet lag sociale
Abitare nella stessa città in cui hai la base è un privilegio raro. Dalla mia esperienza, hai circa il 10% di probabilità che la compagnia ti assegni proprio lì dove sono le tue radici. Ma attenzione: vivere vicino a genitori, fratelli e amici di vecchia data mentre i voli richiedono una gestione diplomatica degna di un ambasciatore.
Qui nasce il Jet Lag Sociale. I tuoi amici lavorano dal lunedì al venerdì, sognano l’aperitivo del sabato sera e la domenica fuori porta. Tu, invece, vivi secondo il ritmo del tuo roster. Ti do un esempio: se il tuo roster segna un “Report” (orario di presentazione) alle 4:00 del mattino di domenica, il tuo sabato sera finisce ufficialmente alle 20:00. Mentre i tuoi amici ordinano il secondo giro di spritz, devi essere già sotto le coperte.
Come sopravvivere alle pressioni di amici e parenti
Spesso chi non vola non capisce davvero cosa accade dietro le quinte della nostra divisa. Ti sentirai dire mille volte: “Ma dai, resta solo un’ora in più, che differenza vuoi che faccia una birra insieme?”. A parte il fatto che non puoi bere alcol 8 ore prima del volo, la differenza è enorme. A 35.000 piedi, la stanchezza non si somma: si triplica, e la sicurezza delle centinaia di passeggeri che si affidano a te dipende esclusivamente dalla tua lucidità. Proteggere il tuo riposo non è un atto di egoismo, è una parte fondamentale del tuo lavoro.
Il segreto per gestire queste situazioni è iniziare a educare chi ti sta vicino. Non limitarti a dire che non puoi: mostra loro fisicamente il tuo roster. Spiega che quegli orari non sono un capriccio o un suggerimento, ma regole di sicurezza precise. Quando vedranno nero su bianco che la tua sveglia suonerà mentre loro staranno ancora sognando, inizieranno a guardare i tuoi “no” con occhi diversi, capendo il sacrificio che c’è dietro.
Impara a dire di no
Imparare a dire di no è la tua prima skill di sopravvivenza in questi casi. Lo so: se leggi queste righe, sei all’inizio della tua carriera e ancora giovane; non puoi dire di no facilmente. Proteggere le ore di sonno prima di un lungo raggio o di una sequenza di voli nazionali è l’unico modo per durare in questo mestiere. Non è facile, soprattutto per noi italiani che amiamo stare insieme, ma è il compromesso necessario per vivere una vita straordinaria tra le nuvole senza perdere di vista ciò che conta davvero a terra.
Un ponte verso il tuo futuro
Gestire queste pressioni familiari è una delle sfide psicologiche più grandi e un tema che spesso emerge durante i colloqui motivazionali. I recruiter vogliono sapere se sei consapevole dei sacrifici che comporta la “vita in linea”.
Se vuoi essere sicuro di avere tutto sotto controllo, ho preparato per te una serie di guide che troverai nella pagina RISORSE di questo sito, dedicata esclusivamente a darti le armi giuste per superare l’Assessment Day e arrivare al Training Course con la preparazione di una vera professionista. Non farti cogliere impreparato dai dubbi, impara a trasformare ogni ostacolo in un punto di forza.
FAQ
È il piano dei turni mensile che ricevi via app o portale aziendale. Contiene voli, giorni di riserva, corsi di aggiornamento e di riposo.
Devi chiamare l’ufficio “Crew Control” entro un limite di ore prima del volo. Il tuo roster verrà segnato come “Sick” e un collega in standby verrà chiamato al tuo posto.
Sì, tramite lo “Swap”. Puoi scambiare un turno con un collega (previo accordo e approvazione dell’ufficio turni) se entrambi siete abilitati a quel tipo di aereo.
Avrai comunque lo stipendio base garantito dal contratto. Le indennità di volo (le “diarie”), però, saranno inferiori. Per questo molti sperano sempre in un roster “denso”.
Significa standby o riserva. Sei a disposizione della compagnia, per esempio, se un collega sta male o un aereo ha un guasto, tocca a te partire.
Nello Standby a casa (Home Standby), il trucco è avere una valigia con un “kit universale”: un costume e un maglione. Potresti finire alle Maldive o a Oslo nel giro di due ore!
Sì, vengono segnati come “AL” (Annual Leave). Di solito si richiedono con mesi di anticipo attraverso un sistema di preferenze aziendali.
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Quando ho ricevuto la mail che diceva “Congratulations, you have been selected. You’re invited to attend the Training Course in Wroclaw at …”, ero in settimo cielo! Non riuscivo a credere che, dopo cinque anni di tentativi, avrei finalmente preso le mie ali. Era un sogno nel quale, a un certo punto, avevo smesso di credere. Ma sapevo anche che non avrei mai mollato, anche se fosse stato difficile. Ed è per questo che scrivo questo articolo su come prepararsi in vista del training course, perché anche tu diventi l’assistente di volo che hai sempre sognato di essere. https://youtu.be/IISXru9aYAE L’euforia di partire verso l’ignoto L’euforia, però, è durata pochissimo. Quattro giorni dopo avevo già un biglietto aereo di sola andata per Wrocław, in Polonia, perché mi aspettavano 6 settimane di Initial Training Course. Nessun amico, nessun familiare, una lingua incomprensibile — vi assicuro che il polacco è una cosa a sé! — e la necessità assoluta di trovare un alloggio in fretta, che non mi prosciugasse il conto in banca prima ancora di iniziare a guadagnare. Già, perché la compagnia aerea per la quale avrei iniziato a lavorare, come la maggior parte delle compagnie, non fornisce alloggio durante il training. Chi paga l’alloggio durante il training course? Nella mia esperienza diretta e da quanto ho visto tra i miei allievi, la regola pratica è questa – più la compagnia è grande e internazionale, più è probabile che l’alloggio sia incluso. Le Major del Golfo e le americane tendono a coprire il vitto e l’alloggio. Le low-cost europee — quelle dove si concentra la maggioranza delle assunzioni per chi inizia — quasi mai lo fanno. È un dato da tenere a mente, soprattutto alla luce del numero di assunzioni in continua crescita. Ti consiglio sempre di verificare questa clausola prima di firmare il contratto. Da aspirante assistente di volo ti prepari mentalmente alle domande dei recruiter, ma nessuno ti spiega mai il vero shock logistico ed emotivo di doverti trasferire in un altro Paese con un preavviso minimo, sapendo che se fallisci un esame, te ne torni a casa. In questo articolo ti apro le porte su ciò che accade dopo aver superato la selezione. Ti spiegherò come prepararti mentalmente, organizzare lo studio e, soprattutto, evitare l’errore logistico più grave che quasi tutti i candidati commettono. 1. Il training course non è una vacanza Il training course per assistente di volo non è una vacanza vinta come premio. È un vero e proprio bootcamp, praticamente non hai tempo di respirare. Queste 4–6 settimane determinano se diventerai cabin crew o no. Sapevo che era la mia unica chance, quindi ho applicato il mio metodo “Bunker”, in pratica, nessuna distrazione, nessun compromesso per tutte e 6 le settimane di corso. La struttura delle giornate di studio A Wrocław le mie giornate iniziavano all’alba. Ancora prima di fare colazione, mi trovavo già immersa nel manuale, talmente grosso da avere vaghe somiglianze con una Bibbia. Dalle 9:00 alle 17:00 ero in aula a studiare: SEP (Safety & Emergency Procedures) — gestione delle emergenze in volo, apertura portelloni, comandi di evacuazione Gestione di fuoco e fumo a bordo Primo Soccorso e Aviation Medicine — dalla disostruzione delle vie aeree alla gestione del defibrillatore (DEA) SOP (Standard Operating Procedures) — i protocolli standardizzati della compagnia La sera, invece di uscire a esplorare la città, mi chiudevo in stanza a memorizzare i manuali operativi perché il giorno dopo non c’era un semplice testino, ma un vero e proprio esame. Se il tuo punteggio scende sotto l’80–90% (la soglia minima varia a seconda della compagnia), sei fuori. Ti ricordi che ti avevo parlato di bootcamp? Preparazione mentale per il corso Accetta fin da subito che per un mese e mezzo la tua vita sociale sarà azzerata. Il tuo unico obiettivo è ottenere il CCA (Cabin Crew Attestation) — il documento che ti autorizza legalmente a volare in Europa, rilasciato secondo le normative EASA. Cabin crew controllando i boarding pass Sapevi che il CCA è solo europeo? Il CCA (Cabin Crew Attestation) è un documento regolamentato dall’EASA (European Union Aviation Safety Agency) e vale esclusivamente nei Paesi che adottano la normativa europea. Ma il mondo dell’aviazione non si limita ai confini dell’Europa. Ogni macroarea ha il suo sistema di certificazione, e devi conoscerlo prima di candidarti: USA (FAA) — Il certificato si chiama Certificate of Demonstrated Proficiency, rilasciato dalla Federal Aviation Administration. Questo certificato non si ottiene in una scuola. Viene rilasciato direttamente dalla FAA al completamento del training approvato dalla compagnia. È obbligatorio per legge per tutti gli assistenti di volo che operano su aerei con 20 o più posti. Emirati Arabi Uniti e Medio Oriente (GCAA) — Emirates, Qatar Airways ed Etihad operano sotto la supervisione delle rispettive autorità nazionali (ad es. la GCAA negli Emirati Arabi Uniti). Emettono anch’esse una Cabin Crew Attestation, ma, secondo le normative locali, è valida per 8 anni e richiede requisiti di rinnovo specifici. Canada (Transport Canada) — Esiste un Safety Training Certificate emesso secondo gli standard di Transport Canada, distinto sia dal CCA europeo sia dalla certificazione FAA. Asia e resto del mondo – La maggior parte dei Paesi si basa sugli standard dell’ICAO (International Civil Aviation Organization), il cui Annex 1 regolamenta il licenziamento del personale aeronautico. Ogni autorità nazionale (CAAC per la Cina, DGCA per l’India, ecc.) li recepisce con normative proprie. Cosa significa per te in pratica? Il tuo CCA europeo ti identifica come formato secondo gli standard EASA, tra i più rigorosi al mondo, stando a quanto ho verificato e visto di persona. Questo è riconosciuto e apprezzato anche dalle compagnie extraeuropee come punto di partenza, ma non ti esime dal completare il training specifico della nuova compagnia né dall’ottenere la qualifica di flotta locale. In aviazione non esiste una certificazione universale che ti apra tutte le porte ovunque. In pratica, ogni compagnia in ogni Paese avrà la propria certificazione aggiuntiva. 2. Dove dormirai durante il Training Course Quando sono partita per la Polonia, ho prenotato una stanza d’hotel a lungo termine. Risultato? Nessuna cucina per prepararmiLeggi tutto »Cosa ho fatto prima di iniziare il TRAINING COURSE
Se hai passato ore sui forum o sui gruppi Facebook e sugli altri social, avrai notato che le risposte alle domande su quale livello d’inglese sia richiesto per fare l’assistente di volo e passare l’Assessment Day sono spesso disparate e contraddittorie. Ricevo ogni giorno messaggi su Instagram da aspiranti cabin crew confusi. C’è chi dice che serva una laurea, chi pensa che basti un inglese scolastico, e chi non ha molto chiara la differenza tra i vari livelli. Lo capisco. La verità è che non esiste molto materiale strutturato al riguardo. In questo articolo, userò la mia esperienza in entrambi i settori, volo e check-in, per darti la mappa definitiva che Surprising Aviation ha creato per te. 1. Il livello di inglese per diventare assistente di volo Una delle domande che più affollano i miei messaggi su Instagram è: quale livello di inglese è necessario per lavorare come hostess di volo? Noto una confusione che regna sovrana, perché spesso si confonde la teoria scolastica con la pratica in cabina o in aeroporto. E la cosa che mi meraviglia di più è che tutte le compagnie del mondo chiedano livelli diversi, pur sapendo che l’inglese usato nel settore aviatico è un unico livello. Perché il livello A2 non è sufficiente? Molti candidati aspiranti si chiedono se un livello di inglese A2 sia sufficiente per iniziare questa carriera. Analizzando la realtà che ho incontrato in aeroporto, la risposta è purtroppo negativa. A un livello A2, una persona è in grado di comprendere espressioni di uso quotidiano e di gestire scambi molto semplici, ma l’aviazione richiede una comunicazione ben superiore. Devi immaginarti di dover spiegare le procedure di evacuazione o gestire un passeggero in caso di emergenza medica… Ebbene, in questi casi, la barriera linguistica dell’A2 diventerebbe un rischio per la sicurezza. E, come dico in quasi ogni articolo, la sicurezza è il mantra del settore aeronautico. Per questo motivo, le compagnie aeree internazionali scartano quasi immediatamente i profili che non dimostrano almeno una fluidità intermedia. Qual è la differenza tra la certificazione B1 e quella B2? Un altro tema caldissimo riguarda la differenza tra la certificazione B1 e quella B2 in inglese. Mentre il livello B1 (Intermediate) ti permette di descrivere esperienze, sogni e speranze, il livello B2 (Upper Intermediate) è quello che le compagnie definiscono davvero “buono”. Se ti chiedi se il livello B2 sia sufficiente per lavorare come assistente di volo, la risposta è sì. In pratica, è il livello di soglia che ti permette di sostenere un’intera giornata di Assessment Day senza affanno. Tuttavia, è fondamentale capire che alle compagnie spesso non interessa il pezzo di carta di una specifica scuola. Ciò che conta è la tua capacità di sostenere una conversazione professionale sotto stress, non la certificazione in sé. A proposito, la maggior parte delle compagnie aeree non richiede la certificazione linguistica. Se invierai la candidatura a una grande compagnia aerea nazionale, avrai più probabilità di dover presentare anche un documento che attesti il tuo livello. Che livello di inglese serve per lavorare in un aeroporto? Non dobbiamo dimenticare chi desidera iniziare dal basso. Per i ruoli di terra, come l’addetto al check-in, i requisiti possono essere leggermente più flessibili rispetto a quelli del volo, ma resta comunque necessaria una solida base B1. Nel mio caso, avevo iniziato la mia carriera al livello più alto, come hostess di volo, per poi “scendere a terra” nel ruolo di addetto al check-in. Il livello richiesto per lavorare allo scalo aeroportuale è molto più basso e, di conseguenza, più facile da raggiungere. Trovo che lavorare in aeroporto sia il miglior modo per imparare l’inglese tecnico — come i termini relativi ai bagagli, ai visti e ai ritardi — prima di fare il salto al ruolo di assistente di volo. Gli acronimi e i codici aeroportuali Tra l’altro, chi ha lavorato a terra sa che l’inglese aeroportuale è fatto di acronimi e codici precisi. Portare questa precisione al colloquio per l’assistente di volo dimostra che non sei un principiante, ma un professionista che sa già cosa significa lavorare nel settore. Mettiamoci alla prova insieme prima del grande giorno Tuttavia, c’è una grande differenza tra conoscere un codice e usarlo con naturalezza sotto pressione. Ho visto tantissimi candidati scrivere “Fluent” sul CV e bloccarsi proprio sul più bello durante l’Assessment Day. La verità è che leggere queste frasi è il primo passo, ma dirle ad alta voce, guardando negli occhi un recruiter, è tutt’altra storia. Per questo ho creato il mio percorso di coaching individuale, uno spazio dedicato esclusivamente a trasformare la tua conoscenza teorica in pratica. Insieme lavoreremo intensamente su: Simulazione del Role Play — impari a gestire il passeggero difficile usando i termini tecnici corretti, esattamente come ti verrà chiesto all’Assessment Day Pronuncia e naturalezza — ti alleno a rispondere con sicurezza, non a memoria, Il tuo spazio sicuro — sessioni pensate per sbagliare, correggere e arrivare al giorno della selezione sicuro di te Vuoi fare una prova prima del decollo reale? 👉 Prenota qui la tua sessione di simulazione Hostess di volo nel primo giorno di lavoro 2. Serve la laurea per diventare assistente di volo? Un altro grande interrogativo riguarda che cosa studiare per diventare assistente di volo. Molti giovani, e meno giovani, sono convinti che servano anni di università o di scuole specializzate costosissime, ma la realtà è molto più accessibile se sai dove guardare. Che scuola devo fare per diventare assistente di volo? Un altro grande interrogativo riguarda che cosa studiare per diventare assistente di volo. Molti giovani, e meno giovani, sono convinti che servano anni di università o di scuole specializzate costosissime, ma la realtà è molto più accessibile se sai dove guardare. Quanti anni ci vogliono per diventare hostess di volo? A differenza di altre professioni, il percorso è estremamente rapido. Una volta superata la selezione, il corso di addestramento dura solitamente da 4 a 6 settimane. È un periodo di studio intenso in cui si impara tutto ciò che serve per essere unLeggi tutto »Qual è il livello di inglese richiesto per fare l’assistente di volo
C’è un po’ di confusione su come si organizza il planning del lavoro di un’assistente di volo e, in questo articolo dettagliato, voglio fare un po’ di luce su questo. La mia esperienza farà da guida. Quando ho ricevuto il mio primo roster, dopo aver seguito il training course per Ryanair, è stata la sensazione più bella della mia vita! È come se avessi vinto alla lotteria! Per questo posso dirti, in tutta libertà, che il giorno in cui riceverai il tuo primo roster sarà un momento indimenticabile. Però ti metto in guardia: la prima volta che lo apri sembra di guardare Matrix. Sigle, codici aeroportuali, orari incomprensibili… non capisci granché nonostante le giornate di studio intensive dalle quali sei uscito. In più, ti chiederai se riuscirai a mantenere una vita sociale con un orario così impegnativo. https://youtu.be/mqdNzWBcaQE Cos’è un roster? Se non hai mai sentito questa parola, non preoccuparti. Il Roster è semplicemente il calendario mensile dei tuoi turni. Un planning. Nel mondo meraviglioso dell’aviazione, questo documento è sacro e sarà la tua guida, la tua bussola, che dirà dove dormirai, quando vedrai i tuoi amici e quanto guadagnerai. Anatomia del roster L’idea che molte persone si fanno è che il roster sia un semplice elenco di voli. Ed in effetti è così che si presenta e può anche far paura a guardarlo (lol). In realtà è un’ingegneria perfetta di tre elementi fondamentali che devi saper leggere per non arrivare esausto a fine mese: Reporting time vs departure Sul roster vedrai spesso l’orario di “Report” (es. 05:00) e quello di “Departure” (es. 06:00). Quel lasso di tempo è il tuo briefing. Attenzione: in molte compagnie lo stipendio orario scatta solo in base al movimento dell’aereo. Sapere questo ti aiuta a capire perché, a volte, la tua busta paga sembra più “leggera” nonostante tu sia stata fuori casa per 12 ore. Durante il corso riceverai tutte le istruzioni al riguardo per toglierti ogni dubbio. L’orario Zulu (UTC) L’aviazione non dorme e non cambia fuso orario. Il tuo roster sarà quasi certamente in orario UTC. Se non impari subito a convertirlo nell’ora locale del posto in cui ti trovi, rischi di presentarti al briefing con tre ore di ritardo o di anticipo! Come aneddoto, il primissimo giorno di supernumerary, la mia collega con la quale avrei dovuto fare il supernumerary insieme mi ha chiamato dall’aeroporto per chiedermi dove ero, perché mi aspettava. Ed io? Dormivo anche se erano le 5 del mattino e dovevo essere già in uniforme e iniziare la duty. Non avevo calcolato bene il roster. Il posizionamento – deadheading A volte ti succederà di vedere voli nel tuo roster in cui risulti come passeggero. In pratica si chiama deadheading. Sembra una brutta parola, ma in realtà vuol dire solo che la compagnia ti sposta in un’altra città perché lì serve il tuo servizio. È un ottimo momento per studiare o riposare, ma fa comunque parte del tuo “Duty Time”. Ammetto che è un momento che tanti colleghi cabin crew aspettano con gioia. Come gestisci la stanchezza e cos’è il Minimum Rest Quando inizierai a volare per la prima volta e, anche dopo qualche settimana, penserai che il roster è organizzato così per tenere conto dei tuoi impegni sociali. La verità è che la concezione di questo planning dei voli tiene conto esclusivamente della tua sicurezza e della sicurezza dei passeggeri e dell’intero equipaggio. Esiste un concetto chiamato Minimum Rest. Se atterri alle 2 del mattino dopo un turno faticoso, la compagnia per legge non può farti risalire a bordo di un aereo prima di un totale di ore (solitamente 10-12 ore, ma dipende dalle normative EASA). Per esempio, come addetto allo scalo aeroportuale non avrai questo tipo di problema. Per chi non mi conosce, sono certificata anche come hostess di terra e gli orari sono più flessibili – lavorerai con piccole eccezioni, sempre per 8 ore al giorno. Ma per quanto riguarda il tempo trascorso in volo, le regole sono molto stringenti. Curiosità Spesso il riposo minimo fuori casa (in layover) è più breve di quello alla base. Significa che, in un hotel a New York, potresti avere solo 10 ore per dormire, mangiare e prepararti di nuovo. Saper gestire il sonno in queste finestre è ciò che distingue un professionista da un principiante. La “dolce vita” Posso dirlo ad alta voce – in Italia il lavoro è importante, ma la vita privata lo è di più. Gli italiani sono estremamente socievoli e amano l’equilibrio tra la vita sociale e il lavoro. Molti aspiranti temono che il roster sia una prigione, ma la realtà è esattamente l’opposto. Se impari a gestirlo, scoprirai che la tua socialità, dal punto di vista della qualità, diventerà superiore a quella di chi lavora in ufficio. Mentre i tuoi amici sono intrappolati nel traffico del lunedì mattina, potresti goderti un caffè in centro, in totale relax. Fare colazione con calma o andare in palestra quando non c’è nessuno è la vera dolce vita. Si chiama off pick. Per la gestione dei weekend, è vero, non avrai tutti liberi. Ma quando avrai quei 3 o 4 giorni di riposo consecutivi (i cosiddetti Days Off), potrai organizzare mini-vacanze o tornare in famiglia senza dover chiedere il permesso a nessuno. Un’altra regola che puoi sfruttare durante la vita da assistente di volo è lo swap, cioè lo scambio. Cosa è? Per esempio, se hai il compleanno del tuo migliore amico, inizierai a cacciare il collega che potrebbe scambiare la giornata di lavoro con te! Il sistema di scambio di turni è la tua salvezza. È qui che la tua capacità di negoziazione diventa un punto fondamentale per te. Come spiegare il tuo lavoro a chi non vola Il jet lag sociale Abitare nella stessa città in cui hai la base è un privilegio raro. Dalla mia esperienza, hai circa il 10% di probabilità che la compagnia ti assegni proprio lì dove sono le tue radici. Ma attenzione: vivere vicino a genitori, fratelli e amici diLeggi tutto »La verità sul ROSTER dell’assistente di volo tra turni e vita sociale