Molti candidati mi chiedono quale sia la reale percentuale di successo alle selezioni per l’assistente di volo e quante possibilità ci siano davvero di essere assunti da una grande compagnia aerea. Per esperienza, questo dubbio nasce spesso da un’insicurezza specifica. Se hai paura che il tuo inglese non sia perfetto e che un singolo errore grammaticale possa costarti il lavoro dei tuoi sogni, non sei solo. L’ansia per la lingua è una delle paure più comuni tra gli aspiranti cabin crew. Ma ecco la verità che ripeto sempre – le compagnie aeree non cercano Shakespeare. Cercano comunicatori chiari ed efficaci, capaci di gestire la pressione.
Guido i candidati attraverso questo ostacolo specifico ogni giorno. E ora, vediamo esattamente come affrontare la videointervista, superare l’algoritmo e assicurarti un posto al corso di formazione.
La realtà del processo di selezione e la regola del 5%
Se arrivi a un ASSESSMENT DAY e ti ritrovi in una stanza con altri 60 candidati, guarda alla tua sinistra e alla tua destra. Statisticamente, solo uno o due di voi arriveranno fino in fondo. A livello globale, e in particolare nei mercati più competitivi, la percentuale di successo alle selezioni per l’assistente di volo si aggira tra l’1 % e il 5%. Questa è la dura verità e dobbiamo esserne consapevoli.
Allora perché è così bassa? Ecco il segreto di cui nessuno parla – le persone che ottengono il lavoro non sono necessariamente le più talentuose, le più belle o quelle con un inglese madrelingua perfetto. Sono i candidati che conoscono le regole del gioco. Molte delle persone che ce la fanno in quella stanza sono state scartate una o due volte in precedenza.
Anni fa, tutti i colloqui si svolgevano di persona nelle hall degli hotel. Oggi, il processo è in gran parte digitale. Le compagnie aeree ricevono migliaia di candidature ogni settimana e utilizzano test automatizzati e videointerviste per aumentare la precisione e ridurre i costi. Questo significa che la tua prima impressione non è quella di un essere umano, bensì di un algoritmo.
Sopravvivere all’Algoritmo
Prima ancora di preoccuparti del tuo inglese parlato, devi superare lo screening digitale iniziale. L’Applicant Tracking System (ATS) della compagnia aerea scansiona attivamente la tua candidatura alla ricerca di parole chiave specifiche.
Se nel tuo curriculum mancano termini in inglese come “customer service” (servizio clienti), “safety awareness” (attenzione alla sicurezza), “teamwork” (lavoro di squadra) o “problem-solving”, l’Intelligenza Artificiale ti scarterebbe. Vediamo candidati brillanti con eccellenti competenze linguistiche bloccati al primo ostacolo semplicemente perché il loro CV era strutturato male. Non lasciare che un errore di formattazione metta fine al tuo percorso prima ancora di iniziare.
Suggerimento Pro: Assicurati che la tua candidatura sia ottimizzata per i sistemi informatici delle compagnie aeree. Puoi trovare modelli completi e strategie per le parole chiave nella Guida che ho scritto, in particolare per questa tappa fondamentale. Così ti assicurerai di superare la prima fase e di vederti di fronte al recruiter.
La mia storia - dal 95% al 5%
Ho fallito cinque volte. Cinque ASSESSMENT DAY, seguiti da cinque mail contenenti quella frase temuta, in cui ti si dice che, malgrado il tuo profilo, sei stato selezionato.
Il primo fallimento fu dell’inglese, che non era abbastanza fluente soprattutto sotto pressione. Così ho lavorato sull’inglese non studiandolo, ma parlandolo ogni giorno in situazioni simulate.
Il secondo e il terzo fallimento furono dovuti alle risposte e, forse, anche all’inglese. Non avevo una struttura. Non avevo il metodo STAR, il che significa che rispondevo con il cuore ma senza la testa.
Al quarto tentativo avevo finalmente sbloccato l’inglese. Ma ancora non passavo. Questa volta il problema non era più la lingua, ma la metodologia complessiva. Non sapevo cosa i recruiter cercassero davvero in ogni fase.
Così mi sono fermata per sei mesi. Dovevo farcela. Ho studiato il processo dall’interno e ho costruito un metodo da zero senza guide, senza coach, senza nessuno che mi indicasse la strada. È stato lungo e, onestamente, doloroso.
Al quinto tentativo, sull’aereo di ritorno a Cagliari, è arrivata la mail. Ho chiamato mia mamma e mia sorella, che sono state le uniche due persone a credere in me durante tutto quel percorso. Mia sorella mi aveva sempre detto: Non mettere da parte questo sogno solo perché le cose non si muovono. Capisci dove stai sbagliando e vai dritta.
Quella frase è diventata la base del mio lavoro di coaching, nel quale ho preparato decine di aspiranti assistenti di volo.
Come gestire la videointervista con un inglese non madrelingua
Una volta superati i test iniziali, dovrai affrontare la videointervista registrata. Riceverai domande preregistrate e, in genere, avrai dai 60 ai 90 secondi per rispondere. Il tuo video verrà poi analizzato sia dall’IA (per struttura, tono e parole chiave) sia dai recruiter umani.
Non devi essere perfetto. Devi essere autentico e chiaro. Ecco come fare:
Rallenta il ritmo
Quando siamo nervosi, parliamo naturalmente più in fretta. Quando parli velocemente in una seconda lingua, la pronuncia ne risente e gli errori si moltiplicano. Rallenta deliberatamente il ritmo della tua parlata. Fare una pausa per prendere fiato non ti fa sembrare insicuro; ti fa sembrare riflessivo e padrone della situazione—esattamente come dovrebbe comportarsi un assistente di volo durante un’emergenza.
Usa frasi semplici e professionali
Non cercare di impressionare il recruiter con un vocabolario complesso che non usi di solito. Un inglese semplice e diretto è sempre meglio di un inglese complicato e stentato. Usa il metodo STAR (Situation, Task, Action, Result) per le domande comportamentali. Dà alla tua risposta una struttura chiara e logica che piaccia sia all’IA sia ai recruiter umani, mantenendoti sulla giusta strada anche se dimentichi una parola specifica.
Compensa con la comunicazione non verbale
Il tuo linguaggio del corpo parla chiaro prima ancora che tu apra la bocca. Guarda direttamente nell’obiettivo della webcam, non te stesso sullo schermo: questo crea l’illusione di un contatto visivo diretto. Sorridi in modo naturale: un’espressione calorosa fa sembrare la tua comunicazione immediatamente più fluida e amichevole. Assicurati che il tuo ambiente sia professionale con uno sfondo pulito, una buona illuminazione frontale e un audio nitido. Fai sempre prima una prova tecnica.
Quale livello di inglese richiedono le compagnie aeree?
Una delle ricerche più frequenti online riguarda se sia necessario essere perfettamente bilingui per diventare assistente di volo. La risposta breve è no, ma il requisito esatto dipende molto dalla compagnia aerea a cui punti:
- ITA Airways: Se ti candidi alla compagnia di bandiera italiana, la priorità è l’italiano. Per quanto riguarda l’inglese, il livello ufficiale di solito si aggira intorno a B1 (Intermedio). Vogliono sapere che sai comunicare efficacemente con i passeggeri internazionali, ma non ti serve la perfezione di una madrelingua.
- Ryanair: La più grande compagnia aerea low-cost d’Europa richiede ai candidati di superare un test di competenza linguistica in inglese, obbligatorio, durante la candidatura online. Cercano il cosiddetto Livello ICAO 4 (Operational Proficiency). Ciò significa che devi essere in grado di comprendere accenti diversi e di comunicare in sicurezza nelle situazioni di routine e di emergenza, anche se commetti qualche piccolo errore grammaticale.
- Wizz Air ed Emirates: Sebbene le loro offerte di lavoro richiedano ufficialmente un inglese fluente, all’atto pratico un solido livello B2 (intermedio superiore) della scala CEFR ti consente di superare il colloquio. I recruiter cercano facilità di conversazione, rapidità di comprensione e un tono cordiale.
Migliora la tua performance al colloquio
Per migliorare la tua performance al colloquio e soddisfare gli scanner di parole chiave dell’IA per qualsiasi di queste compagnie, prova a inserire naturalmente questi termini legati all’aviazione nelle tue risposte:
- Safety-conscious: Dimostra sempre che la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio è la tua priorità assoluta.
- Adaptability: Mostra di saper gestire improvvisi cambi di turno, ritardi o nuove procedure con un atteggiamento positivo.
- Cultural awareness: Sottolinea il tuo rispetto per i diversi background, vitale soprattutto per le compagnie internazionali come Emirates o Wizz Air.
- De-escalation: Usa questa parola specifica per descrivere come hai gestito in passato un cliente arrabbiato o difficile.
- Team player: Enfatizza la tua capacità di lavorare in perfetta sintonia con nuovi colleghi su ogni singolo volo.
Quali sono gli errori più comuni dei candidati assistenti di volo
Il primo errore è leggere da un copione. Questo è l’errore più grande che tu possa commettere. È incredibilmente evidente quando i tuoi occhi seguono le parole su uno schermo. Parla come se stessi spiegando qualcosa a un amico.
Il secondo errore riguarda l’andare in panico per un errore grammaticale. Se per caso sbagli il tempo verbale, non fermarti a scusarti all’infinito. Correggiti in modo fluido oppure semplicemente vai avanti. La sicurezza in sé stessa copre una moltitudine di errori grammaticali.
Non prepararti adeguatamente: è un altro errore che può costarti la carriera dei tuoi sogni. Secondo me, devi creare un senso di familiarità con le tue risposte. Fai pratica ad alta voce, registrati e riguardati.
Hai bisogno di esempi su cosa dire? Se vuoi vedere esattamente come strutturare le tue risposte usando un inglese semplice ed efficace, dai un’occhiata alla pagina dedicata alla Preparazione al Colloquio. L’ebook che ho scritto è ricco di domande reali delle compagnie aeree, di esempi di frasi e di modelli di risposte corrette.
Allora, cosa cercano i selezionatori
Se arrivi alla fase finale faccia a faccia, i recruiter vogliono vedere il vero te, quindi porta esempi concreti della tua esperienza.
E se ti fanno una domanda a cui non sai davvero rispondere, o di cui non capisci la formulazione in inglese? Il mio consiglio è di essere onesto. Dire in inglese: “I don’t have experience with that specific situation, but I am very eager to learn” (Non ho esperienza in quella specifica situazione, ma ho molta voglia di imparare) vale molto di più di una risposta vaga e balbettante.
Io sono stata onesta riguardo ai miei cinque tentativi per diventare assistente di volo quando la recruiter mi ha chiesto da quanto tempo ci stessi provando. Ricorda che la sincerità vince sempre.
Qual è il tuo prossimo passo?
Diventare assistente di volo è un percorso che richiede perseveranza. Non lasciare che la paura di un inglese imperfetto ti fermi. Cerca di prepararti in modo strategico, ottimizza i tuoi documenti per l’IA, fai pratica con le risposte STAR ad alta voce e lascia trasparire la tua genuina passione per l’aviazione. Se non dici la verità, il recruiter se ne accorge subito!
Per un quadro dettagliato di ogni fase del processo di assunzione, visita la Pagina delle Risorse. Qui ho raccolto tutta la mia conoscenza e esperienza nell’aiutare studenti italiani e rumeni a realizzare il loro sogno di diventare assistenti di volo.
E sai una cosa? Come dico sempre, non perdere tempo alla ricerca della perfezione. Quella non esiste – è solo una scusa per non passare all’azione!
Vai a prenderti le tue ali! Addesso!
FAQ
Il tasso di accettazione è altamente competitivo, generalmente compreso tra l’1 % e il 5%. Le principali compagnie aeree ricevono migliaia di candidature per poche decine di posti durante ogni campagna di recruiting.
In linea con le medie globali, la percentuale di successo si aggira tra l’1 % e il 5% per ogni ciclo di candidature. Tuttavia, la tua percentuale di successo personale aumenta drasticamente se ti candidi più volte, ottimizzi il CV per i sistemi di selezione automatica (ATS) e fai pratica ai colloqui.
Affronta il processo di candidatura come un gioco di strategia. Ottimizza il tuo CV con le parole chiave del settore (safety, customer service, teamwork), fai pratica con il metodo STAR nei colloqui e assicurati che la tua presentazione digitale (luce, audio, sfondo) sia impeccabile.
Relativamente basse. Molti assistenti di volo di successo, anche i più esperti, sono stati scartati una, due o persino cinque volte prima di ottenere le loro ali. Il rifiuto è normale, ma la perseveranza è la chiave.
No. Il recruiter e l’IA cercano una comunicazione efficace, non la perfezione grammaticale. Un candidato che fa un piccolo errore ma mantiene un sorriso, contatto visivo e un atteggiamento calmo otterrà sempre un punteggio più alto di un candidato stressato, che non sorride, pur avendo una grammatica perfetta
Assolutamente no. Sia gli algoritmi di IA che i recruiter umani possono facilmente capire quando stai leggendo. I tuoi occhi si muoveranno avanti e indietro e il tuo tono sembrerà robotico. È meglio incespicare leggermente parlando in modo autentico, piuttosto che leggere un copione alla perfezione.
Il modo migliore per prepararsi è fare pratica sulle domande comportamentali utilizzando il metodo STAR. Puoi trovare un elenco completo delle domande più comuni, insieme a modelli di risposta in inglese semplice e professionale, nell’Ebook sulla Preparazione al Colloquio Finale.
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L’ho notato col tempo, non solo su di me ma anche sulle altre persone — sono poche quelle che superano l’Assessment Day al primo tentativo. In più, nessuno riceve una spiegazione del perché non ci sia riuscito. Questa guida serve a capire in quale fase sei stato fermato, che cosa stavano valutando i recruiter in ogni fase della selezione, e cosa puoi fare nei mesi che hai davanti per non perdere altro tempo. Candidatura scartata — il punto in due minuti Sfortunatamente, le compagnie aeree non perdono tempo prezioso a spiegare perché un candidato viene scartato, e quel silenzio è snervante. Nella grande maggioranza dei casi la selezione si interrompe in un punto preciso e riconoscibile — lo screening del CV, la video interview, la prova di gruppo, il role play o il colloquio finale. Capire in quale fase sei stato fermato è l’unico modo per preparare il tentativo successivo in base a ciò che serve, evitando di rifare tutto da capo nella speranza che quella volta vada meglio. D’altronde, la maggior parte delle compagnie ti permette di ricandidarti dopo sei mesi, e sei mesi sono un tempo abbondante per arrivare completamente preparato. Nelle selezioni in presenza solo una piccola parte dei candidati arriva al colloquio finale Il silenzio delle compagnie La parte che fa più male non è il no — è non avere alcuna spiegazione. Quando fanno campagne di reclutamento, le compagnie aeree non forniscono motivazioni individuali e non lo fanno per cattiveria. Immagina che in una giornata di selezione passino decine di candidati, spesso più di cento. In pratica, una motivazione scritta per ogni candidato bocciato è una posizione che l’azienda dovrebbe poi essere pronta a difendere. Inoltre, molte compagnie hanno una politica esplicita di non fornire feedback, proprio per evitare di aprire discussioni su decisioni già prese. Qual è il risultato? Ricevi una mail standard, identica a quella di tutti gli altri candidati di quella giornata, e resti con la domanda che continua a rovinarti tutte le giornate successive. Ci sono tre cose che devi sapere per metterti in pace. La prima cosa da tenere in considerazione è che essere scartati non è l’eccezione, ma la regola. Nelle giornate di selezione in presenza la percentuale di candidati che arriva fino in fondo è bassissima, e quasi tutte le persone che oggi indossano una divisa hanno almeno un no alle spalle. Non sei finito in una categoria a parte – succede sempre così. La seconda è la preparazione. Sono stata bocciata 5 volte, ma mi sono rialzata e ho continuato a camminare verso il mio sogno di diventare hostess di volo. Ne avevo 40 quando ho indossato l’uniforme.Ma non lo racconto per consolarti, bensì perché quelle cinque volte mi hanno insegnato una cosa precisa che vedo confermata ogni volta che preparo un candidato – la preparazione per affrontare tutte le fasi della selezione è il fulcro ed è la soluzione. Qui non parlo di una preparazione mentale, che alla fine fa anche il suo lavoro, ma della preparazione logistica, cioè di sapere esattamente cosa la compagnia si aspetta da te. La terza cosa riguarda il tempo. Tutte le compagnie europee applicano un periodo di attesa prima di poterti ricandidare – in genere, sei mesi dalla data della selezione. È una regola amministrativa, non prenderla come una punizione. Cambia da compagnia a compagnia — vale la pena verificarla sul portale della compagnia che ti interessa, perché nel frattempo nulla ti impedisce di candidarti altrove. Anzi, lo raccomando spesso ai miei studenti che arrivano disperati perché sono stati respinti dall’unica compagnia a cui si erano candidati. Una mail standard, identica per tutti, e nessuna spiegazione Dove ti hanno fermato nella giornata di selezione Prima di chiederti cosa hai sbagliato, devi sapere a che punto si è interrotta la selezione. È una cosa seria saperlo o individuarlo nel dettaglio. Pensa: chi non è mai stato invitato e chi è arrivato al colloquio finale hanno due problemi completamente diversi. Trova la riga che corrisponde al punto in cui la tua selezione si è interrotta. Dove si è fermata Come lo riconosci Cosa stavano valutando Screening della candidatura Non sei mai stato invitato, oppure la candidatura è passata a inactive senza spiegazioni Il CV, i requisiti formali e i filtri automatici Video interview Hai registrato le risposte e poi non hai più avuto notizie Come comunichi davanti a una telecamera, da solo Prima parte della giornata Sei stato mandato a casa entro la prima ora, prima della prova di gruppo Presentazione, aspetto, documenti, inglese di base Prova di gruppo Sei stato fermato a metà giornata, insieme a metà dei candidati Come stai dentro un gruppo che non conosci Role play Sei arrivato al pomeriggio ma non al colloquio individuale Come reagisci davanti a un passeggero difficile Colloquio finale Sei arrivato in fondo alla giornata e poi è arrivata la mail Coerenza, motivazione e inglese sotto pressione Non sei mai stato invitato Se la tua candidatura è rimasta in sospeso o è passata a uno stato come ‘inactive’, non sei stato valutato da una persona. La verità è che sei stato filtrato molto prima. Devi sapere che le aziende ricevono migliaia di candidature per ogni campagna e utilizzano sistemi automatici che scansionano i CV alla ricerca di parole chiave, formati e requisiti. Pensa a dei robot. Un CV impaginato come quello che useresti per un negozio, scritto in italiano quando la selezione è in inglese, senza mettere in evidenza l’esperienza di contatto con il pubblico, oppure salvato in un formato che il sistema non legge bene, ad esempio in formato a colonne, non arriva mai sotto gli occhi di un recruiter. La cosa che mi fa più male è vedere candidati che hanno tutte le carte in regola fermarsi a questo primo passo, senza che nessuno dica loro una parola. Dunque non c’è niente da rimproverarti sul piano personale — c’è solo un documento da rifare. Dopo la video interview La video interview pre-registrata è la fase più sottovalutata di tutte, secondo me.Leggi tutto »Candidatura scartata o Assessment Day non superato — cosa fare
Per diventare assistente di volo di Volotea sono richiesti almeno 18 anni, un livello di inglese B2 comprovato da un test durante la selezione, un passaporto europeo e un’altezza minima di 157 cm senza scarpe. Servono anche la capacità di nuotare 100 metri in 2 minuti e 30 secondi, la patente di guida e la residenza entro 60 minuti dall’aeroporto della base. La candidatura si effettua esclusivamente online, senza Open Day né agenzie di intermediazione. Volotea ha otto basi operative in Italia — Ancona, Bari, Firenze, Napoli, Olbia, Palermo, Venezia e Verona — e non richiede esperienza pregressa nel settore. https://youtu.be/YKZJ4_DPXAQ Questi sono i requisiti principali che, alla fine, da soli, non ti faranno assumere. Tre di quei requisiti sono così specifici che, sfortunatamente, moltissime persone scoprono di non averli proprio il giorno stesso della prova, quando ormai è tardi per rimediare. Vale la pena tenerne conto anche per le candidature ad altre compagnie aeree, perché sono condizioni, possiamo dire, universalmente valide. In questa guida ti spiego come funziona la selezione di una compagnia che non organizza Open Day. In effetti, Volotea è l’unica compagnia italiana che non rende pubblici gli stipendi. Infine, un’anteprima di ciò che cercano i recruiter nel momento del colloquio. Prima, però, una cosa che dovrai segnare in agenda. 📌 Posizioni Volotea aperte — verificato il 23 agosto 2026 Volotea ha annunciato l’apertura della sua ottava base italiana ad Ancona, operativa da dicembre 2026, con un Airbus A320 basato all’Aeroporto delle Marche e 30 nuovi posti di lavoro diretti. Ancona — posizione Cabin Crew attualmente aperta sul portale ufficiale Attenzione a un dettaglio che potrebbe scapparti. Volotea non fa Open Day e non pubblica calendari di selezione. Gli annunci aprono e chiudono per singola base, spesso con poche settimane di preavviso, quindi l’unico modo per non perderli è iscriversi alla Talent Community della compagnia e attivare le notifiche. 👉 Candidati su jobs.volotea.com · oppure iscriviti alla Talent Community Chi sono e perché puoi fidarti di questa guida Per chi non mi conosce ancora, sono Carmen. Ho lavorato come assistente di volo per Ryanair e Buzz, con certificazione EASA CCA, e come hostess di terra per Alyzia, occupandomi dei voli di easyJet, Wizz Air, Turkish Airlines e Royal Air Maroc. Oggi accompagno chi sogna di diventare cabin crew a prepararsi ai colloqui e agli Assessment Day. Anch’io, prima di essere assunta, ero nel punto esatto in cui ti trovi tu ora. Chi è Volotea e perché conviene iniziare da qui Volotea è una compagnia aerea low cost spagnola fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, gli stessi due fondatori di Vueling, con i primi voli operati a partire dal 2012. Ha la sede centrale a Barcellona e si definisce la compagnia delle piccole e medie città europee, una posizione che non è marketing ma un modello industriale preciso — collega direttamente città che i grandi hub ignorano, spesso su rotte che nessun altro opera. Nel 2026 Volotea opera oltre 430 rotte, di cui più della metà in esclusiva, offre quasi 13 milioni di posti e vola verso più di 110 aeroporti con una flotta di 44-45 Airbus A319 e A320. A maggio 2026 ha raggiunto il traguardo di 85 milioni di passeggeri trasportati. Per chi vive in Italia questo modello ha una conseguenza diretta e importante. Volotea ha otto basi italiane, più di quante ne abbia qualunque altra compagnia straniera nel Paese, distribuite lungo tutta la penisola invece di concentrarsi su Roma e Milano. 3 Cose da Sapere su Volotea Ed ecco che arrivano tre fatti che cambiano la percezione di Volotea come semplice low cost. Il primo — Volotea sta aprendo basi a un ritmo che poche compagnie europee reggono. Solo nell’arco di dodici mesi ha aperto o annunciato Limoges a febbraio 2026, Montpellier a novembre 2026 e Ancona a dicembre 2026, arrivando a 22 basi europee. Come dicevo negli altri articoli, quando una compagnia apre una base, non assume una persona, ma ne assume una trentina in un colpo solo. È il tuo momento per valutare se puoi realizzare il tuo sogno con loro. Il secondo — il contratto è locale. Questa è la differenza più grande rispetto al modello Ryanair, in cui ti sposti dove ti mandano, ma lavori nella base per cui hai presentato la candidatura, con un contratto del Paese in cui vivi. È il motivo per cui esiste il vincolo dei 60 minuti dall’aeroporto di cui ti parlo tra poco, ed è anche il motivo per cui Volotea è una scelta sensata per chi ha una famiglia, uno studio in corso o semplicemente non vuole trasferirsi a 25 anni. Il terzo, e per me il più interessante per chi inizia, è la velocità di carriera. L’annuncio ufficiale di Volotea afferma che è possibile raggiungere un ruolo senior in un solo anno, molto più rapidamente rispetto ad altre compagnie. Pensa che quando ho iniziato la mia carriera come hostess di volo, prima di potermi candidare per un posto di responsabile di cabina ho dovuto passare un intero anno come junior, e in molte compagnie il percorso è ancora più lungo. Ti dico con sincerità che, se oggi partissi da zero e vivessi vicino a uno degli otto aeroporti italiani con base Volotea, questa sarebbe una delle prime compagnie che prenderei seriamente in considerazione. Proprio perché ti fa entrare nel settore senza chiederti di ribaltare la tua vita. Le email che ricevo ogni giorno hanno tutte lo stesso tema — posso candidarmi e restare nella base in cui ho sostenuto il colloquio? Ed ecco la tua occasione d’oro. Quali sono i requisiti per diventare assistente di volo Volotea Ecco i requisiti che ti consiglierei di leggere attentamente: I 12 requisiti Volotea Presi alla lettera dall’annuncio ufficiale Filtro secco — o c’è o non c’è Si prepara — parti da oggi Altezza minima 157 cm Senza scarpe. Nessuna altezza massima indicata. È il minimo più accessibile tra le compagnie che operano in Italia. Residenza entro 60 minuti Dall’aeroporto della base. Va soddisfattoLeggi tutto »Come diventare Assistente di volo Volotea — Requisiti e Selezioni
La giornata tipica di un’assistente di volo è circondata da leggende, anche se sappiamo benissimo che tutto dipende dalle compagnie aeree per cui lavora. E se ti dicessi che il mio ufficio è stato per anni interi a 10.000 metri di quota? Sono sicura che, se sei qui, vorrai avere lo stesso privilegio, ma non sai come renderlo concreto. Spesso mi viene chiesto com’è la vita di un’assistente di volo, e le opinioni che ricevo dopo aver risposto variano molto a seconda di ciò che la persona di fronte a me ha già sentito dire. Posso dire, innanzitutto, che è un mix di adrenalina, sorrisi e troppe procedure di sicurezza rigide. Il parere generale è che una hostess di volo o uno steward sia lì solo per servire il caffè. Ma la verità è che un assistente di volo deve essere in prima linea per la sicurezza, pronto per il pronto soccorso e anche ambasciatore della compagnia. Tutto questo, ovviamente, con il sorriso e in divisa impeccabile. Siete pronti a volare con me? Ecco il dietro le quinte della mia giornata tipo, dall’allarme mattutino al rientro a casa. Hostess di volo preparazione della cabina Preparazione e look per la nuova giornata di volo La giornata tipo di un’assistente di volo inizia ben prima che sorga il sole, se hai un volo che parte nella mattinata presto. Preparazione Conosci già da giorni il tuo planning e hai anche controllato i dati aggiornati la sera prima di andare a dormire! Perché la regola numero uno è mai fare tardi? Un ritardo dell’equipaggio comporta un ritardo per centinaia di passeggeri, senza contare che fai aspettare anche i tuoi colleghi. Mi sveglio con almeno tre ore di anticipo. La preparazione non è solo fisica, ma mentale. Devo essere riposata, lucida e, soprattutto, presentabile. Look L’uniforme deve essere perfetta, senza pieghe, e il mio aspetto deve riflettere la professionalità e l’affidabilità della compagnia aerea. Sono l’ambasciatrice della compagnia aerea per la quale lavoro. Il mio trolley da Assistente di Volo sembra una vera e propria cassetta degli attrezzi che contiene l’immancabile Cabin Crew Manual (il nostro vangelo), la torcia, il kit di pronto soccorso personale e, ovviamente, il mio passaporto e la licenza di volo (chiamata anche Attestato EASA), documenti per le varie formalità, delle penne funzionanti, una grande bottiglia d’acqua e soprattutto qualcosa da mangiare, preferibilmente preparato il giorno prima, poco salato e salutare. Durante il volo, ci si disidrata, quindi il sale non dovrebbe essere presente in quantità eccessive nei pasti. Fatto tutto, non dimentico di dare ancora uno sguardo allo chignon ben curato, al rossetto della stessa tonalità delle unghie, un rosso più o meno acceso (regole strette della Ryanair). Sono pronta, prendo le valigie e parto con un’ora di anticipo. Di solito, dall’appartamento dove abito all’aeroporto il bus impiega solo 30 minuti, ma, per sicurezza, considerando il traffico, parto con un po’ di anticipo. https://youtu.be/2bJ2xRf995Q?si=TBu5MBjW03lTbYJy In aeroporto tra briefing e controlli prima del volo Arrivata in aeroporto, mi dirigo verso la Crew Room, che è il nostro ufficio per il briefing operativo. Questo è il cuore della nostra preparazione. Cosa facciamo: Prendo innanzitutto conoscenza del resto del team di cabina e dei piloti. È fondamentale instaurare immediatamente un clima di fiducia e collaborazione. Dettagli del volo: Il Comandante ci informa sulla rotta (es. da Milano Linate a Parigi CDG), sulla durata, sulle condizioni meteorologiche previste e sui potenziali venti o turbolenze. Sicurezza e Primo Soccorso: Il capocabina (o Senior Cabin Crew o Number 1) pone domande a sorpresa sulle procedure di emergenza, sulle posizioni delle attrezzature e sugli scenari medici. Dobbiamo dimostrare di essere pronti e, soprattutto, di conoscere tutte le procedure del Manuale, che, per quanto riguarda lo spessore, ha vaghe somiglianze con una Bibbia. Informazioni sui passeggeri: Riceviamo informazioni importanti, come il numero di passeggeri (compresi i bambini e i neonati), la presenza di passeggeri con esigenze speciali (es. disabili o malati) o di VIP. Dichiarazione doganale: Per i voli internazionali, dobbiamo essere preparati alle procedure doganali e di immigrazione. Solo dopo un briefing approvato, effettuiamo i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio e ci dirigiamo verso l’aereo. Abbiamo sempre la priorità assoluta ovunque in aeroporto. CONSIGLIO Sei ancora nella fase in cui devi decidere se diventare assistente di volo? Dai un’occhiata a tutte le risorse: Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Preparazione cabina e controlli di sicurezza aerea, prima dell’imbarco L’aereo è la nostra responsabilità. Prima che un singolo passeggero salga a bordo, effettuiamo i Controlli di Sicurezza Preliminari (o Safety Check). Sono obbligatori e i controlli devono essere estremamente accurati. Responsabile di cabina in comunicazione con i piloti Questo è un momento cruciale, in cui l’assistente di volo deve concentrarsi su: Verifica degli equipaggiamenti di emergenza: Controlliamo che l’ossigeno supplementare, i giubbotti di salvataggio, gli estintori e i kit di pronto soccorso siano al loro posto, sigillati e in buono stato. Se manca qualcosa o un sigillo è rotto, il volo non partirà! Ispezione della cabina (Security Search): Per i voli internazionali, verifichiamo che non siano presenti oggetti sospetti lasciati dai passeggeri precedenti o dal personale di terra. Verifica della cucina (Galley): Controlliamo che il catering sia conforme al manifesto di volo e che le attrezzature (forni, carrelli) funzionino correttamente. Il forno deve essere controllato quasi subito per prevenire gli incendi. Solo quando il Safety Check è completo, comunichiamo immediatamente al responsabile di cabina: “Cabin Ready!” L’imbarco dei passeggeri L’imbarco è il momento in cui passiamo dal rigore del briefing all’interazione con il pubblico. Diamo il benvenuto, controlliamo le carte d’imbarco e assistiamo i passeggeri con i bagagli a mano. Tutto col sorriso, that’s for sure! Sei lì per gestire gli imprevisti, anche quelli più comuni, come quella volta in cui un passeggero ha cercato di sistemare il suo trolley oversize nel vano bagagli, bloccando l’intero corridoio. LaLeggi tutto »La giornata tipo di un’assistente di volo
