Quaranta o cinquanta persone, tutte vestite con lo stesso tailleur scuro, camicia impeccabile e un sorriso tenuto un po’ troppo a lungo. Quasi tutte sono in attesa di scoprire chi sarà ancora nella stanza prima di pranzo.
Pensa che mi sia seduta in quel silenzio cinque volte diverse prima di guadagnarmi finalmente le mie ali. E posso dirti, con sincerità, che chi esce da quella stanza con un contratto in mano non è quasi mai chi ha il CV più impressionante. Nemmeno chi è vestito meglio di tutti. È per chi ha capito che cos’è l’Assessment Day per diventare assistente di volo!
Questa è la guida completa all’Assessment Day per l’assistente di volo. Troverai informazioni preziose su cos’è, come si svolge fase per fase, come lo gestiscono in modo diverso le grandi compagnie europee e del Golfo, e — soprattutto — come superarlo. Se leggi un solo articolo prima della tua selezione, che sia questo. È il risultato della mia esperienza personale e di quella delle persone che ho accompagnato verso il lavoro dei loro sogni. Alla fine, conoscerai meglio di quella giornata la maggior parte dei candidati che varcheranno quella porta.
Cos'è l'Assessment Day per l'assistente di volo?
L’Assessment Day (giornata di valutazione) è la fase in presenza della selezione. È la fase in cui la compagnia, dopo averti scremato online, ti osserva dal vivo per capire se sei la persona giusta per volare con loro.
Di solito è su invito. Ci arrivi soprattutto perché la tua candidatura online — o la tua performance a un Open Day — ha superato un primo filtro. Ma alcune compagnie fondono le due cose in un’unica giornata di reclutamento, che inizia come evento aperto e prosegue direttamente con la valutazione. In ogni caso, la logica di fondo è la stessa per tutte le compagnie aeree del mondo. La compagnia ha molti più candidati che posti disponibili e la giornata serve a filtrare in modo efficiente.
Quanto è competitivo?
Voglio essere onesta con te sui numeri, perché credo che tu meriti di sapere davvero cosa stai per affrontare. Innanzitutto, perché una volta che lo capisci, l’Assessment Day smette di fare paura e diventa utile.
Quando Emirates ha riaperto le assunzioni dopo la pandemia, ha ricevuto più di 300.000 candidature per i soli ruoli di cabina, per coprire circa 6.000 posti. Non te lo dico per spaventarti, ma per farti capire una cosa fondamentale – la compagnia non è lì, seduta, a cercare motivi per tenerti. Ci sono semplicemente troppi candidati da tenere tutti. Sta cercando motivi per restringere la stanza. Il tasso di riuscita all’Assessment Day, non ufficiale ma basato sulle osservazioni, si aggira tra l’1 % e il 3%, con una percentuale leggermente più alta per le compagnie low cost europee.
Questo cambia completamente il modo in cui ti presenti. La chiave è che non devi essere perfetto a tutti i costi. In pratica, devi evitare di darle un motivo per farti uscire.
Il segreto di cosa cercano i recruiter durante gli Assessment Day
Ecco lo spostamento mentale più importante di tutti, il filo che lega tutto ciò che leggerai qui sotto.
L’Assessment Day non è un esame in cui accumuli punti dando risposte intelligenti. È un’osservazione comportamentale. Ricordati che i recruiter non ti stanno chiedendo cosa sai. Ti stanno chiedendo come sarebbe volare con te alle 3 di notte, su un volo in ritardo, con un passeggero spaventato e un equipaggio stanco. Se si nota che non sai gestire la stanchezza durante i momenti di vigilanza, le probabilità di essere presa in considerazione si riducono.
Ogni singolo esercizio della giornata è un modo indiretto per rispondere a quella domanda. Quando lo capisci, tutto il resto ha senso.
I requisiti di base per partecipare all'Assessment Day
Prima ancora degli esercizi, ci sono alcune condizioni che devi soddisfare e da queste non esiste alcuna deroga.
Età, passaporto e diritto al lavoro. Devi avere almeno 18 anni il giorno in cui ti candidi. Non c’è un limite massimo di età dichiarato — e ci torno più avanti, perché conta più di quanto la gente pensi. Ti servono un passaporto valido (con almeno sei mesi di validità residua e senza limitazioni) e il diritto legale di vivere e lavorare nella base che scegli. Attenzione: molte low-cost non sponsorizzano il visto di lavoro, quindi questa idoneità deve essere già presente prima di candidarti.
Inglese e lingue. La padronanza dell’inglese, parlato e scritto, è essenziale. Tutto il processo di selezione — ogni conversazione, ogni esercizio, ogni modulo — si svolge in inglese, quindi viene valutato in modo continuo, non solo tramite un test formale. Come regola pratica nell’aviazione, un buon livello B2 è sufficiente per scrivere, comprendere e memorizzare tutto ciò che ti servirà durante il corso di formazione. Se non hai letto le altre guide, devi sapere che l’ho imparato sulla mia pelle: senza il mio B2, la porta del mio sogno è rimasta chiusa finché non me l’ero conquistato.
Il mio CONSIGLIO:
Non serve un inglese perfetto da madrelingua. Serve un inglese sicuro, il che significa saper comunicare con chiarezza, capire un’istruzione al volo e farti capire sotto pressione. Se senti che è il tuo punto debole, lavoraci prima — è l’investimento che ripaga di più. Insieme a quello del tempo.
Come si svolge un Assessment Day, fase per fase
Nessuna compagnia segue esattamente lo stesso copione, ma i blocchi che compongono la giornata sono sorprendentemente simili ovunque. Di solito si comincia intorno alle 9 del mattino e si può finire nel tardo pomeriggio, verso le 5 di sera. Preparati a una lunga giornata — e a più momenti in cui una parte dei candidati viene salutata e mandata a casa.
La Video Interview è la fase che decide chi arriva all'Assessment Day
Prima ancora di mettere piede nella sala dell’Assessment Day, molte compagnie — soprattutto quelle del Golfo e le grandi low-cost — ti fanno superare una video interview pre-registrata. E qui devo dirti una cosa che ripeto spesso: è la fase più sottovalutata di tutte e sta diventando la vera barriera di selezione.
Durante la videointervista sei solo davanti alla telecamera, senza un intervistatore che ti risponda. Compare una domanda sullo schermo: hai pochi secondi per prepararti e poco tempo per registrare la risposta. Una sola possibilità: non c’è una seconda chance. Le domande sono spesso classiche — “parlami di te”, “perché questa compagnia?”, “Raccontami di una volta in cui hai gestito un cliente difficile” — ma il modo in cui le rivolgi la domanda davanti a un cliente freddo fa tutta la differenza. È un po’ come fare un video per i social, solo che devi controllare ogni minimo gesto, ogni attitudine, ogni parola e ogni cadenza!
È la fase in cui cadono in tanti
Ma perché è così insidiosa? Perché la maggior parte delle persone la sottovaluta proprio perché è online e si svolge da casa. Pensano sia facile, non si preparano, ma così facendo, vengono eliminate prima ancora di conoscere un recruiter in carne e ossa. Con l’enorme numero di candidature che ogni compagnia riceve, questo filtro digitale è sempre più il punto in cui si decide chi va avanti. Dalle mie ricerche, sempre più compagnie stanno adottando la video interview nel loro processo di selezione del cabin crew.
Parlare bene davanti a una telecamera, senza nessuno che ti risponda, è un’abilità che si allena — non è un talento naturale. Nessuno è nato con la capacità di parlare davanti a una telecamera. È esattamente il focus del mio Volume 1, La Video Interview per assistenti di volo – Supera la selezione online, lo script, il dress code e l’Aviation English. Qui troverai astuzie su come strutturare le risposte, come gestire il linguaggio del corpo davanti all’obiettivo e, soprattutto, su quali errori fanno scartare i candidati nei primi secondi. Lo trovi su Amazon, dove ti basterebbe scrivere il mio nome, oppure nella pagina Risorse di questo sito.
Fase 1 — Accoglienza e presentazione della compagnia
La giornata, dopo la presentazione dei documenti, si apre con un intervento. I recruiter presentano la compagnia, illustrano il ruolo di assistente di volo e spiegano come si svolgerà la giornata. Sembra la parte “innocua”, ma non lo è – loro ti stanno già osservando. Come ascolti, come reagisci, che faccia hai mentre gli altri parlano? La selezione è iniziata nel momento in cui hai varcato la porta. Per mia esperienza, ho notato che i recruiter possono osservarti prima ancora di arrivare in hotel, dunque la tua attitudine va controllata.
Un dettaglio che fa davvero la differenza è arrivare in anticipo, almeno 30 minuti prima. Porta con te il CV stampato a colori e il sorriso più autentico che hai. La prima impressione conta davvero qui, e hai due secondi per farla bene.
Come vestirsi all'Assessment Day
L’abbigliamento è una di quelle cose che sembrano scontate ma che pochi curano fino in fondo — ed è un peccato, perché è tra i primi segnali che il recruiter registra. La regola d’oro che dico sempre, anche nei video del mio canale, è puntare sulla semplicità. Consiglio vivamente un abito formale, sobrio e in linea con l’immagine della compagnia. L’obiettivo è far sì che chi ti guarda riesca a immaginarti già in divisa.
In concreto, un tailleur o un completo in tonalità neutre (blu navy, grigio, nero), camicia bianca pulita e stirata, scarpe chiuse ed eleganti. Il grooming conta quanto l’abito: capelli ordinati e raccolti, un trucco naturale se lo usi, mani curate, nessun accessorio vistoso. Meglio togliere i tatuaggi dalla vista e limitare i gioielli all’essenziale. Ma non serve spendere una fortuna! Serve solo apparire ordinato, professionale e coerente con lo stile pulito che tutte le compagnie cercano nel personale di cabina.
Fase 2 — Il reach test, il test dell'altezza
È probabilmente il momento più sottovalutato e uno dei più decisivi. Ti verrà chiesto di raggiungere un punto segnato in alto su una parete — di solito intorno ai 212 cm (per Emirates, Qatar ed Etihad) o ai 210 cm (per molte altre compagnie). Devi farlo stando in punta di piedi, senza scarpe, con una o entrambe le mani.
Non c’è un’altezza minima fissa: ciò che conta è che tu riesca a raggiungere gli scomparti di sicurezza sopra i sedili. Ma attenzione: se non passi questo test, è finita lì. È un semplice passa/non-passa che può chiudere l’intera giornata in trenta secondi.
Il mio CONSIGLIO:
Non arrivare a questo test senza averlo mai provato. Segna un punto sul muro di casa e allenati a raggiungerlo ogni giorno, in punta di piedi. Per quanto sembri banale, è incredibile quante persone perdono l’occasione della vita per non aver capito quanto contasse questo momento.
Fase 3 — Il test di inglese
Di solito un breve test scritto a risposta multipla, incentrato su grammatica e comprensione. A volte con un piccolo tema. Se hai un livello medio-solido, non avrai problemi — ma il tempo è limitato, quindi lavora in fretta e non incantarti su una singola domanda.
I test psicometrici e attitudinali
Molte compagnie, oltre al test di inglese, inseriscono nel processo test psicometrici o attitudinali — a volte online, prima ancora della giornata in presenza, altre volte durante l’Assessment Day stesso. Sono di solito test situazionali (che ti descrivono uno scenario e ti chiedono come reagiresti) o brevi prove di ragionamento verbale e numerico.
Non ti serve studiare come per un esame universitario, e non ci si può “preparare” in senso stretto. Ma sapere che esistono ti evita di ritrovarti impreparato — e questo è già metà del problema. Allenarti con alcuni esempi di test situazionali ti aiuta a familiarizzare con il formato e a rispondere con più calma e nei tempi richiesti. Il segreto è rispondere in modo coerente e onesto. Soprattutto, stai concentrato. Questi test cercano incongruenze — non provare a indovinare la risposta che vogliono sentire. Rispondi come faresti davvero a bordo.
Fase 4 — L'esercizio di gruppo (Group Interview)
Ecco la fase in cui la maggior parte dei candidati si gioca la selezione senza nemmeno rendersene conto. Cosa succede? Verrai diviso in piccoli gruppi e riceverai un compito da svolgere insieme in un tempo definito (spesso 10-20 minuti), al termine del quale il gruppo presenterà la propria soluzione.
Tra gli esempi classici: scegliere i tre oggetti prioritari da salvare da una nave che affonda; decidere come abbinare gli equipaggi in appartamenti condivisi; gestire una serie di reclami dei passeggeri su un volo. In pratica, non esistono risposte giuste o sbagliate. Tieni in mente una cosa molto importante qui – il recruiter non guarda ciò che decidi, ma come lavori con i tuoi colleghi nel corso della giornata.
Te lo dico perché qui c’è la trappola in cui cadono in tanti. Alcuni pensano che vincere significhi parlare di più, dominare la discussione, imporre la propria idea. È esattamente il contrario. Chi monopolizza il gruppo viene eliminato. Chi tace del tutto, anche. I recruiter cercano un equilibrio tra chi ascolta e chi contribuisce, tra chi include gli altri e chi fa andare avanti il gruppo senza schiacciarlo.
Prima dell’esercizio di gruppo, non lasciare nulla al caso
L’esercizio di gruppo è la fase che manda a casa più candidati di qualsiasi altra — proprio perché quasi nessuno capisce cosa i selezionatori osservano mentre sei in stanza. È l’intero focus del mio Volume 2, Il Colloquio di Gruppo per assistenti di volo – dinamiche di gruppo, script per i role play e strategie per superare il tuo ASSESSMENT DAY. Nella guida trovi informazioni su cosa valutano i recruiter momento per momento, sugli errori che ti sabotano senza che tu te ne accorga e sulle dinamiche esatte usate nelle selezioni reali. Lo trovi su Amazon, dove ti basterebbe scrivere il mio nome, oppure nella pagina Risorse.
Fase 5 — Il colloquio finale (Final Interview)
Chi supera le fasi precedenti arriva al colloquio finale, che può svolgersi in modalità individuale o in panel, faccia a faccia con i recruiter. Qui si valutano la tua sicurezza, la consapevolezza culturale e la passione autentica per il servizio al cliente. Aspettati domande cosiddette “competency-based”, del tipo “raccontami di una volta in cui…”: qui il metodo STAR (Situazione, Compito, Azione, Risultato) funziona benissimo per dare risposte ordinate e convincenti.
Nota che alcune compagnie fanno il colloquio lo stesso giorno, mentre altre ti richiamano per una data successiva.
Le compagnie non fanno l'Assessment Day tutte allo stesso modo
Anche se lo schema è simile, ci sono differenze che è bene conoscere in base a dove ti candidi:
Le compagnie del Golfo (Emirates, Qatar, Etihad) tendono ad avere reach test rigorosi (212 cm), grande attenzione al grooming e all’intelligenza culturale, e volumi di candidati enormi. Le low-cost europee (Ryanair, Wizz Air) puntano molto sulla rapidità del processo e sulla capacità di lavorare in team sotto pressione, con l’inglese come filtro costante. Le compagnie di linea e quelle italiane valutano spesso anche la seconda lingua e l’attitudine al servizio.
Se hai già in mente una compagnia specifica, ho guide dedicate che entrano nel dettaglio dei rispettivi processi: dai un’occhiata a quelle su Ryanair, easyJet, Wizz Air, ITA Airways, Aeroitalia, Neos, Emirates e Qatar Airways.
L'età minima e massima per diventare assistente di volo
Torno su una cosa che avevo promesso all’inizio. Una delle leggende più diffuse è che, dopo una certa età, sia troppo tardi per prendere le ali. In pratica, devo smentire tutto – non esiste un limite massimo dichiarato e le compagnie valutano sempre più la maturità e l’esperienza di vita che porti con te.
Lo so perché ci sono passata e ho indossato la mia prima divisa a 40 anni, dopo cinque anni di tentativi e tanti “no”. Se ti senti fuori tempo, lascia che ti dica una cosa — spesso i limiti esistono solo nella nostra testa. Ti ho raccontato qui come sono diventata assistente di volo a 40 anni.
Gli Assessment Day nelle grandi compagnie: Europa vs Medio Oriente
Ho notato, nel corso degli anni, che i candidati si informano quasi sempre su una sola compagnia, per poi scoprire che la loro vera occasione arriva da un’altra, completamente diversa. Lo ripeto sempre alle persone che seguo – non candidarti a una sola compagnia, ma a più compagnie contemporaneamente, e non aver paura delle sovrapposizioni. A questo punto vale la pena capire come cambia lo stile della selezione tra le due grandi aree del reclutamento.
Le compagnie del Golfo: Emirates, Qatar Airways, Etihad e Riyadh Air
In generale, i vettori del Golfo sono i datori di lavoro più ambiti e competitivi al mondo per il personale di cabina e propongono gli Assessment Day più formali e articolati.
L'Assessment Day per Emirates
Emirates (con sede a Dubai) organizza Open Day e Assessment Day su invito. Aspettati il reach test da 212 cm, un test di inglese che i candidati indicano sempre come lo scoglio più difficile, discussioni di gruppo ed esercizi in coppia (uno classico è presentare in due tre cose su una città), e un colloquio finale spesso in formato ibrido, in presenza o in video ad alta definizione. Per l’intake attuale, Emirates punta molto sull’intelligenza culturale — la tua capacità di lavorare con oltre 160 nazionalità — e resta rigida sul grooming, senza tatuaggi visibili in divisa. Trovi tutti i dettagli nella mia guida ai requisiti di Emirates.
Cabin Crew Assessment Day per Etihad
Etihad (con base ad Abu Dhabi) organizza Assessment Day su invito in tutto il mondo. I requisiti minimi sono 21 anni d’età, un’altezza minima di circa 163 cm, inglese fluente e un diploma di scuola superiore. La giornata di solito procede così: reach test, poi test di inglese, poi domande a sorpresa pensate per valutare l’ascolto attivo e la compostezza, poi un esercizio di gruppo (il classico scenario Etihad ti immagina bloccato nel deserto dopo un guasto al fuoristrada), infine il colloquio. Gli standard di grooming sono severi. Ad esempio, non sono consentiti né i tatuaggi né i piercing visibili.
Assessment Day per diventare assistente di volo Qatar Airways
Qatar Airways si posiziona costantemente tra le migliori compagnie al mondo e propone una giornata multifase altrettanto rigorosa, con lo stesso standard di reach a 212 cm di Emirates ed Etihad, e grande attenzione al servizio e alla presentazione. Puoi approfondire la mia guida ai requisiti di Qatar Airways.
Cabin Crew Assessment Day per Riyadh Air
Riyadh Air, la nuovissima compagnia di bandiera dell’Arabia Saudita, è quella da tenere d’occhio — e in cui arrivare presto conta di più. Essendo una compagnia digitale che sta ancora formando i suoi primissimi equipaggi, il processo è tutto sbilanciato all’inizio, online: candidatura sul portale ufficiale, poi assessment online, poi una video interview pre-registrata, prima ancora di arrivare all’Assessment Day in presenza (controlli di grooming, attività di gruppo, il solito reach test da 212 cm e il colloquio finale). L’asticella è in linea con il resto del Golfo — età minima: 21 anni, reach: 212 cm, inglese fluente, capacità natatorie di base (25 metri). Ma una cosa a cui prestare attenzione è che parlano apertamente di voler una mentalità da pioniere, intelligenza culturale e dimestichezza con il digitale, perché contribuiresti letteralmente a costruire un marchio da zero. L’intero percorso, dalla candidatura al primo giorno in Academy, dura in genere da tre a sei mesi. Dato che le prime fasi sono interamente da remoto, è la video interview a svolgere gran parte della scrematura: ed è proprio la fase da preparare con più cura. Approfondisci con la mia guida ai requisiti di Riyadh Air.
Una nota su tutte e quattro
Queste compagnie aeree reclutano a livello globale e passano regolarmente per le città europee (e fanno le prime selezioni online). Quindi il tuo Assessment Day potrebbe tenersi proprio vicino a casa tua — o direttamente dal tuo salotto (video interview) — anche se la base è nel Golfo.
Le compagnie europee: Ryanair, easyJet, Wizz Air e le compagnie di linea
Gli Assessment Day europei tendono a essere un po’ meno cerimoniosi e sempre più virtuali, ma l’attenzione alle competenze resta altrettanto alta. Per me, personalmente, è il posto migliore per mettere un piede nella carriera di assistente di volo.
Gli Assessment Day per Ryanair
Ryanair (il più grande gruppo aereo d’Europa) è passato a un processo in gran parte virtuale: candidatura online, poi test psicometrici (personalità, ragionamento verbale, giudizio situazionale) e infine i colloqui. Per alcune basi ci sono anche dei recruitment day in presenza. La formazione dura circa sei settimane e culmina con i voli da supernumerario prima di guadagnarti le ali. Cercano soprattutto un certo carattere — sicuro, estroverso, sempre calmo sotto pressione — e il tuo diritto di lavorare nell’UE. Approfondisci con la mia guida al colloquio di Ryanair.
easyJet propone un assessment center
easyJet propone un assessment center (quando in presenza; molti colloqui sono ora virtuali) per gruppi di circa 40 candidati. Aspettati prima i test di abilità online (ragionamento verbale, giudizio situazionale, un test di personalità), poi esercizi di gruppo — incluso un elemento di vendita/presentazione, perché le vendite a bordo contano per loro — e un colloquio basato sui loro valori fondamentali (sicurezza, semplicità, spirito di squadra, integrità, passione). Tra i requisiti ci sono: un’altezza indicativa compresa tra 157 e 190 cm, saper nuotare per 25 metri e avere tatuaggi o piercing copribili.
Approfondisci con la mia guida ai requisiti di easyJet.
Wizz Air Assessment Day
Wizz Air è tra le compagnie più cercate in Italia, e non a caso. Questa compagnia è spesso la prima vera occasione per chi vuole iniziare vicino a casa. Al posto di un’altezza minima fissa, usa un reach test (devi arrivare a circa 210 cm sulle punte, a piedi nudi) — quindi, anche se non sei altissimo, puoi rientrare tranquillamente nei requisiti. Ma la curiosità è un’altra – il processo di selezione di Wizz Air è tra i più rapidi d’Europa, con tempi medi dalla candidatura all’offerta di circa una settimana. Questo significa che, se ti prepari bene in anticipo, puoi superare il colloquio ed essere assunto in tempi sorprendentemente brevi. Attenzione però: proprio perché tutto succede in fretta, non c’è margine per improvvisare. Ho raccolto tutti i requisiti, le fasi e i dettagli che fanno la differenza nella mia guida ai requisiti di Wizz Air.
Le compagnie di linea
Le compagnie di linea (come le grandi compagnie tradizionali europee) aggiungono elementi extra come test di nuoto e aspettative di servizio sul lungo raggio, ma i quattro pilastri — candidatura, test online, Assessment Day, formazione — valgono ovunque.
E se il tuo sogno è iniziare in Italia, non dimenticare le compagnie di casa nostra: ITA Airways, con il suo importante piano di assunzioni per il 2026; Aeroitalia, in fase di reclutamento attivo; e Neos, amata da chi cerca il lungo raggio leisure. Ognuna ha le sue particolarità e i suoi requisiti, che ho raccolto nelle guide dedicate — perché candidarti anche alle compagnie italiane, in parallelo alle grandi del Golfo e alle low-cost, è una delle strategie più intelligenti per aumentare le tue possibilità di diventare assistente di volo.
Gli errori che ti fanno eliminare (e che puoi evitare)
Ho notato nel tempo che tantissimi candidati vengono scartati non per mancanza di qualità, bensì per piccoli errori evitabili. Per esempio: vestirsi in modo inappropriato, parlare male di un precedente datore di lavoro, non ascoltare le istruzioni, dominare o, al contrario, sparire durante l’esercizio di gruppo, dimenticare i documenti, arrivare in ritardo. Piccole cose che, agli occhi di un recruiter che deve restringere la cerchia, diventano il motivo perfetto per lasciarti fuori.
Non provare mai a ingannare il sistema
Ed eccomi qui a fare la sorella maggiore che ti dice la cosa che i tuoi amici nei gruppi Facebook non ti diranno. So esattamente che aspetto ha la tentazione, perché l’ho vista rovinare le possibilità di ottimi candidati. Mi basta creare un nuovo account. Uso un’altra email, cambio le foto, ritocco il nome e vado da un recruiter in un altro Paese, così il sistema non mi riconosce.
Ti prego, non farlo!
Sappi che oggi le compagnie tracciano i candidati molto più attentamente di qualche anno fa, ed essere segnalato per aver aggirato il processo di ricandidatura è un risultato molto peggiore di un rifiuto onesto. Un rifiuto non è altro che una porta che si riapre dopo sei mesi, quindi non è qualcosa per cui disperare. Ti consiglio di usare quel tempo di attesa per ciò a cui serve davvero — per colmare la lacuna reale, che si tratti del tuo inglese, della tua dinamica di gruppo o del tuo CV. È proprio questo il motivo per cui insisto tanto ad affrontare bene la giornata fin dalla prima volta! Perché ogni tentativo ti costa mesi che non recupererai più, e preferirei di gran lunga vederti passare quei mesi a volare piuttosto che ad aspettare.
Adesso che sai tutto, prepariamoci insieme
Conoscere la giornata è già un enorme vantaggio, e ora sono sicurissima che ne sai più della maggior parte dei candidati. Ma sapere cosa succede è una cosa, arrivare preparati a ogni fase è un’altra.
- Se vuoi prepararti al tuo ritmo, i miei tre libri ti accompagnano in ogni fase della selezione — dalla video interview all’esercizio di gruppo fino al colloquio finale. Li trovi su Amazon o nella pagina Risorse.
- Se preferisci non affrontarlo da solo, con il coaching 1-a-1 analizziamo insieme il tuo CV e facciamo simulazioni reali in inglese dell’Assessment Day, così arrivi preparato, sicuro e con un vantaggio concreto sugli altri. Ogni mese apro pochi posti.
Qualunque strada tu scelga, ricordati che il tuo successo dipende dal capire il gioco. E adesso, il gioco lo conosci.
A presto,
Carmen
FAQ
È la fase in presenza della selezione: la giornata in cui la compagnia, dopo lo screening online, ti osserva dal vivo attraverso una serie di prove ed eliminazioni, per capire se sei la persona giusta per volare con loro.
Nelle compagnie che operano in Italia (come ITA Airways, Ryanair o Wizz Air sulle basi italiane) lo schema è quasi lo stesso: accoglienza, reach test, test di inglese, esercizio di gruppo e colloquio. Cambiano solo i dettagli, ma la logica di fondo — quella di filtrare tanti candidati per pochi posti — è identica ovunque.
Le prove più comuni sono: la presentazione della compagnia, il reach test (raggiungere circa 210-212 cm), un test scritto di inglese, un esercizio di gruppo e un colloquio individuale o in panel. Ricordati però che tra una fase e l’altra ci sono eliminazioni progressive.
Abitualmente non sono le tue conoscenze, ma i tuoi comportamenti: capacità di lavorare in team, comunicazione, ascolto, gestione dello stress, problem solving, empatia e sicurezza. Ogni esercizio serve a capire come lavoreresti a bordo in una situazione reale.
Studia bene la compagnia, allena il reach test a casa, rinfresca l’inglese, e soprattutto capisci la logica dell’esercizio di gruppo (dove si gioca gran parte della selezione). Arrivare sapendo cosa valutano i recruiter è già metà del lavoro.
Se vuoi una preparazione strutturata fase per fase, i miei tre libri coprono ogni prova della selezione — dalla video interview all’esercizio di gruppo fino al colloquio finale. Guardali qui.
Gli errori più comuni riguardano il vestirsi in modo inappropriato, parlare male dei datori di lavoro precedenti, non ascoltare le istruzioni, dominare o sparire durante l’esercizio di gruppo, arrivare in ritardo o dimenticare i documenti.
Di solito è una giornata intera che comincia intorno alle 9 del mattino e si conclude nel pomeriggio, con eliminazioni tra le varie fasi. Alcune selezioni si estendono su due giorni.
CV stampato, carta d’identità e passaporto validi (con almeno sei mesi di validità residua), eventuali attestati o certificazioni e la documentazione indicata dalla compagnia nell’invito. Controlla sempre i loro siti.
Sì, non c’è nulla che te lo impedisca. Puoi candidarti tranquillamente a più compagnie contemporaneamente. Anzi, è una strategia sensata per aumentare le tue possibilità, purché tu riesca a prepararti bene per ciascuna di esse.
Le compagnie organizzano recruiting day in diverse città italiane (Milano, Roma, Napoli, Venezia e altre, a rotazione). Le date e le sedi vengono pubblicate sui portali ufficiali “Lavora con noi” di ciascuna compagnia.
Di solito si parte dalla candidatura online sul portale ufficiale della compagnia. Se superi lo screening del CV (o un Open Day), o la Video Interview ricevi l’invito all’Assessment Day. Diffida di chi ti chiede pagamenti per “iscriverti”perché nessuna compagnia seria fa pagare una candidatura.
L’inglese è indispensabile, parlato e scritto, perché è la lingua dell’aviazione. Come regola pratica, un livello B2 è sufficiente per affrontare la selezione e la formazione. Tutto il processo si svolge in inglese, quindi viene valutato in tempo reale.
Alcune compagnie inseriscono test attitudinali o situazionali (spesso online, prima della giornata). Non richiedono uno studio specifico, ma allenarsi con esempi di test situazionali ti aiuta a rispondere con più sicurezza e nei tempi giusti. Se non sei sicuro di cosa serve per i test, ho scritto una guida sui Testi Attitudinali.
Consiglio un aspetto formale e curato, in linea con l’immagine della compagnia a cui ti candidi. Semplicemente un tailleur o un completo, con colori sobri e un grooming impeccabile. L’obiettivo è che il recruiter riesca a immaginarti facilmente già in divisa.
Preparati alle domande competency-based (“raccontami di una volta in cui…”) usando il metodo STAR: Situazione, Compito, Azione, Risultato. Mostra sicurezza, autenticità e una vera passione per il servizio al cliente. Nel mese di luglio, il libro potenziato e completo, con le 50 domande e risposte e le strategie per superare l’Assessment Day, sarà pubblicato su Amazon. Stay tuned!
No. Moltissime compagnie assumono anche chi parte da zero. Contano il comportamento durante le prove e la motivazione, non ciò che hai già fatto.
Sì, esistono libri, corsi e percorsi di coaching. La differenza la fa scegliere un materiale realistico, basato su selezioni reali. Per questo ho scritto tre guide pratiche e offro un coaching personalizzato, con simulazioni reali dell’Assessment Day.
L’Open Day è un evento aperto, spesso senza invito, in cui ti presenti con il CV per lasciare una prima impressione. L’Assessment Day è su invito. Ci arrivi dopo uno screening – è la giornata intera di prove ed eliminazioni.
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Per diventare assistente di volo di Volotea sono richiesti almeno 18 anni, un livello di inglese B2 comprovato da un test durante la selezione, un passaporto europeo e un’altezza minima di 157 cm senza scarpe. Servono anche la capacità di nuotare 100 metri in 2 minuti e 30 secondi, la patente di guida e la residenza entro 60 minuti dall’aeroporto della base. La candidatura si effettua esclusivamente online, senza Open Day né agenzie di intermediazione. Volotea ha otto basi operative in Italia — Ancona, Bari, Firenze, Napoli, Olbia, Palermo, Venezia e Verona — e non richiede esperienza pregressa nel settore. https://youtu.be/YKZJ4_DPXAQ Questi sono i requisiti principali che, alla fine, da soli, non ti faranno assumere. Tre di quei requisiti sono così specifici che, sfortunatamente, moltissime persone scoprono di non averli proprio il giorno stesso della prova, quando ormai è tardi per rimediare. Vale la pena tenerne conto anche per le candidature ad altre compagnie aeree, perché sono condizioni, possiamo dire, universalmente valide. In questa guida ti spiego come funziona la selezione di una compagnia che non organizza Open Day. In effetti, Volotea è l’unica compagnia italiana che non rende pubblici gli stipendi. Infine, un’anteprima di ciò che cercano i recruiter nel momento del colloquio. Prima, però, una cosa che dovrai segnare in agenda. 📌 Posizioni Volotea aperte — verificato il 23 agosto 2026 Volotea ha annunciato l’apertura della sua ottava base italiana ad Ancona, operativa da dicembre 2026, con un Airbus A320 basato all’Aeroporto delle Marche e 30 nuovi posti di lavoro diretti. Ancona — posizione Cabin Crew attualmente aperta sul portale ufficiale Attenzione a un dettaglio che potrebbe scapparti. Volotea non fa Open Day e non pubblica calendari di selezione. Gli annunci aprono e chiudono per singola base, spesso con poche settimane di preavviso, quindi l’unico modo per non perderli è iscriversi alla Talent Community della compagnia e attivare le notifiche. 👉 Candidati su jobs.volotea.com · oppure iscriviti alla Talent Community Chi sono e perché puoi fidarti di questa guida Per chi non mi conosce ancora, sono Carmen. Ho lavorato come assistente di volo per Ryanair e Buzz, con certificazione EASA CCA, e come hostess di terra per Alyzia, occupandomi dei voli di easyJet, Wizz Air, Turkish Airlines e Royal Air Maroc. Oggi accompagno chi sogna di diventare cabin crew a prepararsi ai colloqui e agli Assessment Day. Anch’io, prima di essere assunta, ero nel punto esatto in cui ti trovi tu ora. Chi è Volotea e perché conviene iniziare da qui Volotea è una compagnia aerea low cost spagnola fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, gli stessi due fondatori di Vueling, con i primi voli operati a partire dal 2012. Ha la sede centrale a Barcellona e si definisce la compagnia delle piccole e medie città europee, una posizione che non è marketing ma un modello industriale preciso — collega direttamente città che i grandi hub ignorano, spesso su rotte che nessun altro opera. Nel 2026 Volotea opera oltre 430 rotte, di cui più della metà in esclusiva, offre quasi 13 milioni di posti e vola verso più di 110 aeroporti con una flotta di 44-45 Airbus A319 e A320. A maggio 2026 ha raggiunto il traguardo di 85 milioni di passeggeri trasportati. Per chi vive in Italia questo modello ha una conseguenza diretta e importante. Volotea ha otto basi italiane, più di quante ne abbia qualunque altra compagnia straniera nel Paese, distribuite lungo tutta la penisola invece di concentrarsi su Roma e Milano. 3 Cose da Sapere su Volotea Ed ecco che arrivano tre fatti che cambiano la percezione di Volotea come semplice low cost. Il primo — Volotea sta aprendo basi a un ritmo che poche compagnie europee reggono. Solo nell’arco di dodici mesi ha aperto o annunciato Limoges a febbraio 2026, Montpellier a novembre 2026 e Ancona a dicembre 2026, arrivando a 22 basi europee. Come dicevo negli altri articoli, quando una compagnia apre una base, non assume una persona, ma ne assume una trentina in un colpo solo. È il tuo momento per valutare se puoi realizzare il tuo sogno con loro. Il secondo — il contratto è locale. Questa è la differenza più grande rispetto al modello Ryanair, in cui ti sposti dove ti mandano, ma lavori nella base per cui hai presentato la candidatura, con un contratto del Paese in cui vivi. È il motivo per cui esiste il vincolo dei 60 minuti dall’aeroporto di cui ti parlo tra poco, ed è anche il motivo per cui Volotea è una scelta sensata per chi ha una famiglia, uno studio in corso o semplicemente non vuole trasferirsi a 25 anni. Il terzo, e per me il più interessante per chi inizia, è la velocità di carriera. L’annuncio ufficiale di Volotea afferma che è possibile raggiungere un ruolo senior in un solo anno, molto più rapidamente rispetto ad altre compagnie. Pensa che quando ho iniziato la mia carriera come hostess di volo, prima di potermi candidare per un posto di responsabile di cabina ho dovuto passare un intero anno come junior, e in molte compagnie il percorso è ancora più lungo. Ti dico con sincerità che, se oggi partissi da zero e vivessi vicino a uno degli otto aeroporti italiani con base Volotea, questa sarebbe una delle prime compagnie che prenderei seriamente in considerazione. Proprio perché ti fa entrare nel settore senza chiederti di ribaltare la tua vita. Le email che ricevo ogni giorno hanno tutte lo stesso tema — posso candidarmi e restare nella base in cui ho sostenuto il colloquio? Ed ecco la tua occasione d’oro. Quali sono i requisiti per diventare assistente di volo Volotea Ecco i requisiti che ti consiglierei di leggere attentamente: I 12 requisiti Volotea Presi alla lettera dall’annuncio ufficiale Filtro secco — o c’è o non c’è Si prepara — parti da oggi Altezza minima 157 cm Senza scarpe. Nessuna altezza massima indicata. È il minimo più accessibile tra le compagnie che operano in Italia. Residenza entro 60 minuti Dall’aeroporto della base. Va soddisfattoLeggi tutto »Come diventare Assistente di volo Volotea — Requisiti e Selezioni
La giornata tipica di un’assistente di volo è circondata da leggende, anche se sappiamo benissimo che tutto dipende dalle compagnie aeree per cui lavora. E se ti dicessi che il mio ufficio è stato per anni interi a 10.000 metri di quota? Sono sicura che, se sei qui, vorrai avere lo stesso privilegio, ma non sai come renderlo concreto. Spesso mi viene chiesto com’è la vita di un’assistente di volo, e le opinioni che ricevo dopo aver risposto variano molto a seconda di ciò che la persona di fronte a me ha già sentito dire. Posso dire, innanzitutto, che è un mix di adrenalina, sorrisi e troppe procedure di sicurezza rigide. Il parere generale è che una hostess di volo o uno steward sia lì solo per servire il caffè. Ma la verità è che un assistente di volo deve essere in prima linea per la sicurezza, pronto per il pronto soccorso e anche ambasciatore della compagnia. Tutto questo, ovviamente, con il sorriso e in divisa impeccabile. Siete pronti a volare con me? Ecco il dietro le quinte della mia giornata tipo, dall’allarme mattutino al rientro a casa. Hostess di volo preparazione della cabina Preparazione e look per la nuova giornata di volo La giornata tipo di un’assistente di volo inizia ben prima che sorga il sole, se hai un volo che parte nella mattinata presto. Preparazione Conosci già da giorni il tuo planning e hai anche controllato i dati aggiornati la sera prima di andare a dormire! Perché la regola numero uno è mai fare tardi? Un ritardo dell’equipaggio comporta un ritardo per centinaia di passeggeri, senza contare che fai aspettare anche i tuoi colleghi. Mi sveglio con almeno tre ore di anticipo. La preparazione non è solo fisica, ma mentale. Devo essere riposata, lucida e, soprattutto, presentabile. Look L’uniforme deve essere perfetta, senza pieghe, e il mio aspetto deve riflettere la professionalità e l’affidabilità della compagnia aerea. Sono l’ambasciatrice della compagnia aerea per la quale lavoro. Il mio trolley da Assistente di Volo sembra una vera e propria cassetta degli attrezzi che contiene l’immancabile Cabin Crew Manual (il nostro vangelo), la torcia, il kit di pronto soccorso personale e, ovviamente, il mio passaporto e la licenza di volo (chiamata anche Attestato EASA), documenti per le varie formalità, delle penne funzionanti, una grande bottiglia d’acqua e soprattutto qualcosa da mangiare, preferibilmente preparato il giorno prima, poco salato e salutare. Durante il volo, ci si disidrata, quindi il sale non dovrebbe essere presente in quantità eccessive nei pasti. Fatto tutto, non dimentico di dare ancora uno sguardo allo chignon ben curato, al rossetto della stessa tonalità delle unghie, un rosso più o meno acceso (regole strette della Ryanair). Sono pronta, prendo le valigie e parto con un’ora di anticipo. Di solito, dall’appartamento dove abito all’aeroporto il bus impiega solo 30 minuti, ma, per sicurezza, considerando il traffico, parto con un po’ di anticipo. https://youtu.be/2bJ2xRf995Q?si=TBu5MBjW03lTbYJy In aeroporto tra briefing e controlli prima del volo Arrivata in aeroporto, mi dirigo verso la Crew Room, che è il nostro ufficio per il briefing operativo. Questo è il cuore della nostra preparazione. Cosa facciamo: Prendo innanzitutto conoscenza del resto del team di cabina e dei piloti. È fondamentale instaurare immediatamente un clima di fiducia e collaborazione. Dettagli del volo: Il Comandante ci informa sulla rotta (es. da Milano Linate a Parigi CDG), sulla durata, sulle condizioni meteorologiche previste e sui potenziali venti o turbolenze. Sicurezza e Primo Soccorso: Il capocabina (o Senior Cabin Crew o Number 1) pone domande a sorpresa sulle procedure di emergenza, sulle posizioni delle attrezzature e sugli scenari medici. Dobbiamo dimostrare di essere pronti e, soprattutto, di conoscere tutte le procedure del Manuale, che, per quanto riguarda lo spessore, ha vaghe somiglianze con una Bibbia. Informazioni sui passeggeri: Riceviamo informazioni importanti, come il numero di passeggeri (compresi i bambini e i neonati), la presenza di passeggeri con esigenze speciali (es. disabili o malati) o di VIP. Dichiarazione doganale: Per i voli internazionali, dobbiamo essere preparati alle procedure doganali e di immigrazione. Solo dopo un briefing approvato, effettuiamo i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio e ci dirigiamo verso l’aereo. Abbiamo sempre la priorità assoluta ovunque in aeroporto. CONSIGLIO Sei ancora nella fase in cui devi decidere se diventare assistente di volo? Dai un’occhiata a tutte le risorse: Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Preparazione cabina e controlli di sicurezza aerea, prima dell’imbarco L’aereo è la nostra responsabilità. Prima che un singolo passeggero salga a bordo, effettuiamo i Controlli di Sicurezza Preliminari (o Safety Check). Sono obbligatori e i controlli devono essere estremamente accurati. Responsabile di cabina in comunicazione con i piloti Questo è un momento cruciale, in cui l’assistente di volo deve concentrarsi su: Verifica degli equipaggiamenti di emergenza: Controlliamo che l’ossigeno supplementare, i giubbotti di salvataggio, gli estintori e i kit di pronto soccorso siano al loro posto, sigillati e in buono stato. Se manca qualcosa o un sigillo è rotto, il volo non partirà! Ispezione della cabina (Security Search): Per i voli internazionali, verifichiamo che non siano presenti oggetti sospetti lasciati dai passeggeri precedenti o dal personale di terra. Verifica della cucina (Galley): Controlliamo che il catering sia conforme al manifesto di volo e che le attrezzature (forni, carrelli) funzionino correttamente. Il forno deve essere controllato quasi subito per prevenire gli incendi. Solo quando il Safety Check è completo, comunichiamo immediatamente al responsabile di cabina: “Cabin Ready!” L’imbarco dei passeggeri L’imbarco è il momento in cui passiamo dal rigore del briefing all’interazione con il pubblico. Diamo il benvenuto, controlliamo le carte d’imbarco e assistiamo i passeggeri con i bagagli a mano. Tutto col sorriso, that’s for sure! Sei lì per gestire gli imprevisti, anche quelli più comuni, come quella volta in cui un passeggero ha cercato di sistemare il suo trolley oversize nel vano bagagli, bloccando l’intero corridoio. LaLeggi tutto »La giornata tipo di un’assistente di volo
La cifra reale di ore volate e di servizio Quando si sogna di diventare assistente di volo (Hostess/Steward), l’entusiasmo per i viaggi e le destinazioni esotiche è alle stelle. Ma c’è una domanda cruciale, spesso elusa, che ronza nella testa di tutti: quante ore lavora un assistente di volo al mese, in realtà? La verità è che, finché non si è dentro, nessuno conosce la cifra reale di ore volate e servizio. E ve lo confesso, nemmeno io all’inizio lo sapevo davvero e ho applicato senza nemmeno pensarci troppo. Sapevo solo che volevo lavorare nel settore aereo e basta. Si naviga tra leggende metropolitane, voci di corridoio e la confusione tra “ore di volo effettive” e “ore di servizio”. Se stai cercando una risposta precisa su come cambierà la tua vita lavorativa e quante volte al mese vedrai la tua casa, sei nel posto giusto. Non si tratta di un semplice lavoro d’ufficio con un orario fisso, per questo il calcolo è molto più complesso e affascinante. https://youtu.be/KF4t1PjvzFQ La differenza cruciale tra le ore di volo versus ore di servizio Per un assistente di volo, l’orario di lavoro non è quello che potreste immaginare in un ufficio. Tutto avviene più “fuori” che dentro un ufficio, nel vero senso della parola. Esistono due concetti fondamentali da distinguere, e questo è il primo segreto da svelare: Ore di volo effettive (Block Hours/Duty Time) sono le ore conteggiate per la paga e che rientrano nei limiti legali di sicurezza. Generalmente, si contano dal momento in cui l’aereo inizia a muoversi dal parcheggio (push-back) fino a quando non si ferma al gate di destinazione. Praticamente, quando le porte dell’aereo si chiudono e si aprono. Ore di servizio (Duty Time) – questo è il tempo totale in cui sei “a disposizione” della compagnia aerea. Include il tempo prima del volo (briefing, preparazione, controlli), che di solito dura un’ora, le ore di volo effettive, il tempo a terra tra i voli (layover brevi) e il tempo dopo l’atterraggio (debriefing, pratiche finali). Le ore di servizio sono sempre molto più lunghe di quelle di volo. Hostess di volo consultando gli orari di volo Quante ore di volo si fanno al mese? Quando si parla di orario di lavoro effettivo, le compagnie aeree e i contratti (specialmente quelli italiani e internazionali) fanno riferimento principalmente alle ore di volo mensili. Ma speghiamolo in dettaglio: Il range standard di ore volate Per la maggior parte delle compagnie aeree, sia di bandiera che low-cost, il monte ore di volo mensile si attesta in un intervallo ben definito: Minimo Garantito Molti contratti (soprattutto in Italia) prevedono un monte ore minimo garantito che si aggira intorno alle 50-70 ore al mese. Queste ore vengono pagate indipendentemente dal fatto che l’Assistente di Volo le voli effettivamente. Media reale di qante ore si volano effettivamente Un assistente di volo a tempo pieno vola in media tra le 70 e le 90 ore al mese. Alcune compagnie aeree “dicono” che al di là delle 90 ore non sia legale, ma i pareri sono come al solito divisi. Massimo legale tra i limiti EASA e ENAC Per ragioni di sicurezza e fatica (regolamentate da ENAC in Italia e EASA in Europa), il limite massimo di ore di volo è spesso fissato intorno alle 90 ore al mese o poco più, in base alla specifica regolamentazione e al tipo di servizio (lungo, medio o corto raggio). In aggiunta, il limite legale delle ore di duty (servizio) non può superare le 12 ore esatte in un singolo turno, con eccezioni. Assistenti di volo Air Baltic Quale é l’impatto delle ore di servizio e quanto si lavora effettivamente come assistente di volo? Non fatti ingannare dalla cifra delle 90 ore di volo! La vita lavorativa è definita dalle ore di servizio, che trasformano quelle 90 ore in qualcosa di molto più impegnativo. Infatti, come dicevo all’inizio dell’articolo, quando non sei “dentro” non potrai mai sapere che parti per 8-9 ore di servizio ma che subito diventano 12 perché ci sono delle formalità ad adempere e dei ritardi. A titolo di esempio, considera che un tipico turno, che include un volo di andata e ritorno o un solo volo a lungo raggio, può contare: Circa 1-2 ore di preparazione/briefing prima del decollo. Le ore di volo effettive. Circa 30-60 minuti di debriefing dopo l’atterraggio. Questo significa che per un volo effettivo di 4 ore, le ore di servizio complessive possono facilmente superare le 6-7 ore. Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Giorni lavorativi e riposi Un altro modo per misurare il carico di lavoro degli assistenti di volo è in giorni: In media, un assistente di volo lavora per circa 15-20 giorni al mese, includendo i turni di “Riserva” (stand-by) in cui si è a disposizione a casa o in aeroporto. I contratti prevedono tipicamente 10-12 giorni di riposo garantiti al mese, che possono essere consecutivi o intervallati in base al tipo di pianificazione. In sintesi, il totale delle ore di servizio al mese può arrivare a superare le 200 ore, anche se le ore di volo pagate sono solo la metà. A tenere a mente quando si considera l’intento di diventare hostess di volo o steward! Fattori che influenzano il Monte Ore Quali sono i motivi per cui l’orario di lavoro mensile di un assistente di volo non è sempre lo stesso e può cambiare da una persona all’altra o da un mese all’altro? Il tuo orario di lavoro può variare drasticamente in base a diversi elementi: Compagnia aerea Le compagnie low-cost (spesso focalizzate sul corto raggio) tendono ad avere più giorni lavorativi al mese, con turni brevi e intensi per massimizzare il numero di voli (anche se con meno ore di volo per singolo giorno). Le compagnie di bandiera o quelle con molte tratte intercontinentali (lungo raggio), comeLeggi tutto »Quanto lavora un assistente di volo al mese?