Quando ho ricevuto la mail che diceva “Congratulations, you have been selected. You’re invited to attend the Training Course in Wroclaw at …”, ero in settimo cielo! Non riuscivo a credere che, dopo cinque anni di tentativi, avrei finalmente preso le mie ali. Era un sogno nel quale, a un certo punto, avevo smesso di credere. Ma sapevo anche che non avrei mai mollato, anche se fosse stato difficile. Ed è per questo che scrivo questo articolo su come prepararsi in vista del training course, perché anche tu diventi l’assistente di volo che hai sempre sognato di essere.
L’euforia di partire verso l’ignoto
L’euforia, però, è durata pochissimo. Quattro giorni dopo avevo già un biglietto aereo di sola andata per Wrocław, in Polonia, perché mi aspettavano 6 settimane di Initial Training Course. Nessun amico, nessun familiare, una lingua incomprensibile — vi assicuro che il polacco è una cosa a sé! — e la necessità assoluta di trovare un alloggio in fretta, che non mi prosciugasse il conto in banca prima ancora di iniziare a guadagnare. Già, perché la compagnia aerea per la quale avrei iniziato a lavorare, come la maggior parte delle compagnie, non fornisce alloggio durante il training.
Chi paga l'alloggio durante il training course?
Nella mia esperienza diretta e da quanto ho visto tra i miei allievi, la regola pratica è questa – più la compagnia è grande e internazionale, più è probabile che l’alloggio sia incluso. Le Major del Golfo e le americane tendono a coprire il vitto e l’alloggio. Le low-cost europee — quelle dove si concentra la maggioranza delle assunzioni per chi inizia — quasi mai lo fanno. È un dato da tenere a mente, soprattutto alla luce del numero di assunzioni in continua crescita. Ti consiglio sempre di verificare questa clausola prima di firmare il contratto.
Da aspirante assistente di volo ti prepari mentalmente alle domande dei recruiter, ma nessuno ti spiega mai il vero shock logistico ed emotivo di doverti trasferire in un altro Paese con un preavviso minimo, sapendo che se fallisci un esame, te ne torni a casa.
In questo articolo ti apro le porte su ciò che accade dopo aver superato la selezione. Ti spiegherò come prepararti mentalmente, organizzare lo studio e, soprattutto, evitare l’errore logistico più grave che quasi tutti i candidati commettono.
1. Il training course non è una vacanza
Il training course per assistente di volo non è una vacanza vinta come premio. È un vero e proprio bootcamp, praticamente non hai tempo di respirare. Queste 4–6 settimane determinano se diventerai cabin crew o no. Sapevo che era la mia unica chance, quindi ho applicato il mio metodo “Bunker”, in pratica, nessuna distrazione, nessun compromesso per tutte e 6 le settimane di corso.
La struttura delle giornate di studio
A Wrocław le mie giornate iniziavano all’alba. Ancora prima di fare colazione, mi trovavo già immersa nel manuale, talmente grosso da avere vaghe somiglianze con una Bibbia. Dalle 9:00 alle 17:00 ero in aula a studiare:
- SEP (Safety & Emergency Procedures) — gestione delle emergenze in volo, apertura portelloni, comandi di evacuazione
- Gestione di fuoco e fumo a bordo
- Primo Soccorso e Aviation Medicine — dalla disostruzione delle vie aeree alla gestione del defibrillatore (DEA)
- SOP (Standard Operating Procedures) — i protocolli standardizzati della compagnia
La sera, invece di uscire a esplorare la città, mi chiudevo in stanza a memorizzare i manuali operativi perché il giorno dopo non c’era un semplice testino, ma un vero e proprio esame. Se il tuo punteggio scende sotto l’80–90% (la soglia minima varia a seconda della compagnia), sei fuori. Ti ricordi che ti avevo parlato di bootcamp?
Preparazione mentale per il corso
Accetta fin da subito che per un mese e mezzo la tua vita sociale sarà azzerata. Il tuo unico obiettivo è ottenere il CCA (Cabin Crew Attestation) — il documento che ti autorizza legalmente a volare in Europa, rilasciato secondo le normative EASA.
Sapevi che il CCA è solo europeo?
Il CCA (Cabin Crew Attestation) è un documento regolamentato dall’EASA (European Union Aviation Safety Agency) e vale esclusivamente nei Paesi che adottano la normativa europea. Ma il mondo dell’aviazione non si limita ai confini dell’Europa. Ogni macroarea ha il suo sistema di certificazione, e devi conoscerlo prima di candidarti:
- USA (FAA) — Il certificato si chiama Certificate of Demonstrated Proficiency, rilasciato dalla Federal Aviation Administration. Questo certificato non si ottiene in una scuola. Viene rilasciato direttamente dalla FAA al completamento del training approvato dalla compagnia. È obbligatorio per legge per tutti gli assistenti di volo che operano su aerei con 20 o più posti.
- Emirati Arabi Uniti e Medio Oriente (GCAA) — Emirates, Qatar Airways ed Etihad operano sotto la supervisione delle rispettive autorità nazionali (ad es. la GCAA negli Emirati Arabi Uniti). Emettono anch’esse una Cabin Crew Attestation, ma, secondo le normative locali, è valida per 8 anni e richiede requisiti di rinnovo specifici.
- Canada (Transport Canada) — Esiste un Safety Training Certificate emesso secondo gli standard di Transport Canada, distinto sia dal CCA europeo sia dalla certificazione FAA.
- Asia e resto del mondo – La maggior parte dei Paesi si basa sugli standard dell’ICAO (International Civil Aviation Organization), il cui Annex 1 regolamenta il licenziamento del personale aeronautico. Ogni autorità nazionale (CAAC per la Cina, DGCA per l’India, ecc.) li recepisce con normative proprie.
Cosa significa per te in pratica?
Il tuo CCA europeo ti identifica come formato secondo gli standard EASA, tra i più rigorosi al mondo, stando a quanto ho verificato e visto di persona. Questo è riconosciuto e apprezzato anche dalle compagnie extraeuropee come punto di partenza, ma non ti esime dal completare il training specifico della nuova compagnia né dall’ottenere la qualifica di flotta locale. In aviazione non esiste una certificazione universale che ti apra tutte le porte ovunque. In pratica, ogni compagnia in ogni Paese avrà la propria certificazione aggiuntiva.
2. Dove dormirai durante il Training Course
Quando sono partita per la Polonia, ho prenotato una stanza d’hotel a lungo termine. Risultato? Nessuna cucina per prepararmi pasti sani, un tavolino minuscolo dove a malapena entrava il manuale aperto e il rumore costante del corridoio. Lo stress logistico si sommava allo stress da studio.
Ma avevo un solo pensiero fisso in testa – dovevo ottenere quel certificato, costi quel che costi.
Cosa succede con l'alloggio nelle diverse compagnie
Come accade per le certificazioni, le compagnie aeree si dividono in due grandi categorie:
- Major internazionali (es. Emirates, Qatar Airways) che solitamente offrono alloggio e diaria durante il training
- Compagnie europee e low-cost (Ryanair, Wizz Air, EasyJet, ecc.) che generalmente non coprono le spese di alloggio e ti devi organizzare in totale autonomia. Alcune, per contro, prevedono una diaria che aiuta davvero tanto
È in questo secondo scenario, il più comune per chi inizia, che l’organizzazione logistica diventa una vera strategia di sopravvivenza. Devi essere sempre più concentrato sull’aspetto più importante della tua avventura.
3. Il metodo di studio per prepararsi agli esami del training course
L’aviazione non lascia spazio alla creatività e il metodo di studio universitario — leggere, capire, sintetizzare — qui non funziona. Devi imparare a memorizzare come fanno i piloti.
I piloti non si affidano alla memoria libera ma usano le checklist. Ogni procedura è scomposta in passi sequenziali, eseguiti nello stesso ordine, senza eccezioni. Non perché siano robot, ma perché, in un’emergenza, il cervello umano sotto stress non ricorda, ma esegue.
Il tuo obiettivo durante le 6 settimane di training non è capire le procedure di emergenza. Quel che capisci già alla prima lettura. Il tuo vero obiettivo è renderle automatiche, fino al punto in cui le tue mani si muovono prima ancora che il cervello abbia finito di pensare.
Cosa ha funzionato per me
1. Codici colore sulle SOP
Evidenzia le procedure operative con un sistema cromatico fisso: 🔴 rosso per le emergenze, 🟡 giallo per le procedure standard, 🟢 verde per l’equipaggiamento. Il cervello impara a leggere per i colori, non per i paragrafi.
2. Flashcard fisiche (non digitali)
A Wrocław tappezzavo le pareti della stanza con post-it con le dotazioni di emergenza. La ripetizione visiva passiva — guardarle ogni mattina appena sveglia e ogni sera prima di dormire — imprime le informazioni più efficacemente rispetto a ore di studio attivo. Puoi usare le mie flashcard pronte per l’equipaggiamento di bordo.
3. La pratica delle procedure in camera
Usa il tuo spazio di alloggio (ecco perché serve un appartamento adeguato!) per simulare fisicamente le procedure. L’apertura di un portellone aereo richiede memoria muscolare, non solo cognitiva. Mettiti davanti allo specchio, simula l’azione e scandisci i comandi a voce alta — piano, se hai vicini! Può sembrare pazzesco, ma è esattamente quello che ti chiederanno agli esami pratici, e il valutatore vorrà sentire la tua voce decisa. Ti confesso anche che YouTube, in certi casi, può essere davvero utile: quando la teoria e l’immaginazione non bastano, i video ti mostrano esattamente come si fa. Ho imparato ad aprire la porta dell’aereo guardando dei video — e aprire quella dell’aereo può essere più complicato di quanto sembri!
4. Cosa mettere in valigia per le 6 settimane di training course
Dopo aver ricevuto la mail di convocazione al training course, è il momento di preparare la valigia — anzi, le valigie, perché 6 settimane sono tante. E se la tua base sarà proprio la città in cui si svolge il training, devi essere molto metodica e completa. Ecco la checklist pratica che non trovi nei documenti ufficiali della compagnia.
Outfit da aula (Grooming)
Tailleur con gonna o pantalone, camicie bianche immacolate, cravatta o foulard aziendale. Sarai valutata per il tuo aspetto fin dal giorno zero — non sarai ammessa in aula con i vestiti che indossi per uscire la sera. Il grooming è parte integrante del training, non una semplice formalità.
Abbigliamento per i wet drill (prove in acqua)
Costume intero comodo, pantaloncini e t-shirt che si possano bagnare durante la prova di ammaraggio. Molti candidati se ne dimenticano e devono improvvisare. Io stessa ho dovuto girare per mezza Wroclaw per trovare una cuffietta all’ultimo minuto.
Salute e benessere
Il corpo è sottoposto a stress fisico e mentale prolungato. Porta integratori vitaminici e melatonina per dormire in ambienti nuovi, con orari sfalsati, e qualche snack dal tuo Paese per i momenti di sconforto. Io ho portato le mie camomille.
Tecnologia
Un tablet o un laptop affidabile è indispensabile: oggi il 90% del materiale di studio è disponibile in formato digitale (spesso su app della compagnia o in PDF interattivi). Non fidarti mai del Wi‑Fi dell’hotel — anzi, prima ancora di scegliere la struttura, la domanda da fare dovrebbe essere proprio: “La connessione Wi‑Fi è affidabile?”
Un periodo formativo indimenticabile
Il periodo a Wrocław è stato uno dei più stressanti della mia vita, ma anche il più formativo e, sorprendentemente, il più gioioso. Quando il giorno della cerimonia finale mi hanno consegnato le ali da appuntare sulla divisa, ho dimenticato la stanchezza, le occhiaie e le sere passate chiusa in stanza a studiare i tipi di estintori. E nello stesso tempo sono scoppiata in lacrime, perché ce l’avevo fatta e stavo indossando la mia adorata uniforme.
ASSESSMENT DAY IN VISTA?
Questi manuali in formato ebook, facili da consultare ovunque tu sia sono stati scritti proprio nell’intento di sono stati scritti proprio nell’intento di darti tutti gli strumenti per arrivare preparato ad ogni fase del processo di selezione
Non sei solo ad affrontare l’ASSESSMENT DAY o il TRAINING COURSE
Quello che dico sempre ai miei studenti, agli aspiranti assistenti di volo che hanno bisogno di supporto per il colloquio o per la simulazione dell’intervista, è che non devono mai perdere la motivazione nonostante i fallimenti passati. Ogni fallimento non è una sconfitta, ma un passo avanti. Pensa a quante persone rimangono ferme allo stadio di sogno, con i loro desideri chiusi in un cassetto. Se non ce la fai oggi, domani è un’altra possibilità. E nel frattempo acquisisci esperienza, consapevolezza e spesso amici preziosi.
Il Training Course non è impossibile. Richiede dedizione totale e un’impeccabile organizzazione logistica, quasi portata all’estremo! Assicurati di avere un alloggio adeguato in cui ritirarti a fine giornata, mantieni il focus e non dimenticare mai perché hai iniziato.
Non sei mai solo. Se hai bisogno di un piano d’azione strutturato, che tu stia preparando il colloquio o voglia affrontare il training, scopri i percorsi di Coaching personalizzato e prepariamoci insieme per farti volare in alto.
FAQ
Il training course dura generalmente dalle 4 alle 6 settimane, con variazioni in base alla compagnia e al tipo di flotta. Include teoria intensiva, prove pratiche nei simulatori ed esami finali per il rilascio del CCA (Cabin Crew Attestation), il documento EASA che ti autorizza a volare.
Le SEP (Safety & Emergency Procedures) e il Primo Soccorso (Aviation Medicine) sono le materie più impegnative. Così mi sono sembrate a me e ai miei colleghi. Non richiedono solo conoscenza teorica, ma anche la capacità di agire e prendere decisioni salvavita in frazioni di secondo, sotto stress simulato.
Dipende dalla compagnia. Le compagnie aeree (es. Emirates, Qatar Airways) solitamente offrono alloggio e diaria. Le compagnie europee e low-cost (Ryanair, Wizz Air, EasyJet) generalmente non coprono le spese di alloggio, rendendo fondamentale organizzarsi in anticipo con soluzioni come appartamenti condivisi o strutture con angolo cottura.
Il settore è molto severo. Generalmente hai diritto a un retake (secondo tentativo) dello stesso esame, il giorno successivo. Se fallisci anche il retake, il training si interrompe e torni a casa. La soglia minima è compresa tra l’80% e il 90%, a seconda della compagnia. Quindi, la preparazione è vitale!
Tecnicamente sì, ma è altamente sconsigliato. I weekend servono per recuperare le energie, gestire la logistica e, soprattutto, studiare per gli esami della settimana successiva. Chi torna a casa nel fine settimana, nella maggior parte dei casi, accusa il colpo nei giorni seguenti.
Questo dipende dalla compagnia. Alcune offrono un rimborso delle spese o uno stipendio base per tirocinanti; altre non retribuiscono il corso. Lo stipendio reale inizia solo dal primo volo di linea (chiamato Supernumerary flight o Shadow flight). Verifica sempre questa clausola nel contratto prima di firmare.
Ripeti, ripeti, ripeti – ad alta voce. L’ansia scompare quando entra in gioco la memoria muscolare. Più simuli fisicamente le azioni meccaniche (aprire un portellone, usare un estintore), meno spazio lasci al panico il giorno dell’esame.
Il CCA è riconosciuto in tutti i Paesi dell’EASA , ma ogni compagnia aggiunge la propria qualifica di flotta per tipo di aeromobile. Il CCA apre la porta, ma per ogni nuova compagnia si dovrà comunque svolgere un training aggiuntivo sulla propria flotta.
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Molti pensano che basti sorridere, parlare un buon inglese e avere una bella presenza per superare l’Assessment Day e ottenere finalmente le ali. Ma ti confesso una cosa – lo pensavo anch’io quando ho deciso di diventare assistente di volo. Ed è stato proprio questo errore a farmi tornare a casa a mani vuote… più di una volta. Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già inviato la candidatura a una compagnia aerea, oppure stai controllando la mail ogni cinque minuti in attesa del fatidico invito. Conosco benissimo quella sensazione. A parte l’entusiasmo e l’adrenalina, ci sono mille domande su come andrà a finire. E probabilmente ti immagini già in divisa, con il trolley da assistente di volo che scorre veloce in aeroporto. Ma c’è una verità di cui si parla troppo poco – la maggior parte dei candidati viene eliminata proprio durante il colloquio di gruppo, spesso senza capire il perché. https://youtu.be/JKuM3Sx3jz0 Cosa nessuno ti spiega sull’Assessment Day L’Assessment Day non è un semplice colloquio. È una prova comportamentale, studiata nei minimi dettagli da professionisti dell’industria e da psicologi, per osservare come reagisci sotto pressione. Se entri in quella stanza senza sapere cosa stanno valutando, stai giocando una partita di cui non conosci le regole. Di solito è una partita persa fin da subito. Facendo ricerche online e leggendo le decine di email che ricevo, emerge sempre lo stesso problema – manca una procedura chiara su ciò che accade realmente. Il web è inondato di informazioni contrastanti sul colloquio di gruppo, che solo accrescono la confusione. Perché il colloquio di gruppo spaventa così tanto? Tantissimi candidati raccontano che il colloquio di gruppo delle compagnie aeree è la parte più destabilizzante dell’intero Assessment Day. Non perché sia “difficile” in senso tecnico, ma perché è imprevedibile. Chi l’ha già affrontato descrive la sensazione di entrare in una stanza in cui tutti sembrano più sicuri, più estroversi, più preparati. C’è chi teme di parlare troppo e chi teme di parlare troppo poco, chi si blocca perché non capisce se deve emergere o lasciare spazio agli altri, chi si sente osservato in ogni gesto, anche quando non sta parlando. Molti raccontano di essere usciti convinti di aver fatto bene, per poi essere scartati senza alcuna spiegazione. Altri, al contrario, sono passati pur avendo la sensazione di aver detto pochissimo. Dunque, quello che emerge dalle esperienze condivise è che la difficoltà non sta nell’esercizio in sé, ma nel non sapere che cosa venga valutato. La maggior parte dei candidati arriva preparata sull’outfit e sul CV, ma non sulle dinamiche psicologiche e relazionali che determinano la selezione. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza a generare ansia, confusione e la sensazione di non avere il controllo della situazione. Ecco i 5 errori più comuni che puoi evitare: 1. La trappola dello “Squalo” nel colloquio di gruppo Immagina lo scenario tipico – siete seduti in cerchio per l’esercizio di gruppo. Vi assegnano una prova (come il NASA Test, l’Isola Deserta o un altro scenario di problem solving). Dopo 30 secondi, c’è quella persona che prende il controllo, parla sopra tutti e decide per il gruppo. Sistematicamente, c’è sempre una persona del genere. Nel mondo delle selezioni viene chiamato “The Shark” (lo Squalo). L’errore più comune La maggior parte dei candidati reagisce in due modi sbagliati: Si chiude e smette di parlare, diventando invisibile (il “Fantasma”). Prova a competere alzando la voce per sovrastare lo squalo. Entrambi vengono penalizzati e, una volta fuori, nessuno capisce quale sia stato l’errore fatale. Cosa vogliono vedere i recruiter? I recruiter non cercano un capo che comanda, ma una persona incline alla collaborazione e capace di una leadership calma. Esistono frasi precise, semplici e gentili (gli “script”) che ti permettono di fermare lo squalo, includere il gruppo ed emergere come un punto di equilibrio. Sono piccoli dettagli, ma fanno un’enorme differenza sul punteggio finale. Vuoi imparare a gestire lo Squalo? Se vuoi conoscere le frasi esatte in inglese per disinnescare i candidati aggressivi e brillare come leader, nel mio manuale “Colloquio di Gruppo per Diventare Assistente di Volo” trovi gli script pronti all’uso. Colloquio di gruppo per assistenti di volo 2. Il colloquio inizia prima di entrare nella stanza (La regola dei 6 secondi) Mi ricordo benissimo le 5 volte in cui ho partecipato all’Assessment Day, e credetemi, ne ho viste di tutti i colori. Dai candidati che si presentavano in hotel a cinque stelle con abiti sgargianti e capelli sciolti, alle persone talmente timide da non reagire a nessun stimolo. Molti pensano che la valutazione inizi quando ci si presenta ufficialmente, ma in realtà inizia proprio quando metti piede nella location (o addirittura nel parcheggio). Ricordati che i recruiter osservano costantemente: Come ti siedi? Come aspetti. Come interagisci (o non interagisci) con gli altri candidati? C’è un errore non verbale che vedo spesso e che comunica noia, insicurezza o disinteresse: l’uso del cellulare. E no, non parlo solo del sorriso. C’entra come occupi lo spazio, come usi il corpo e come ti presenti, ancora prima di dire il tuo nome. 3. Il panico durante il Role Play individuale Hai superato la prova di gruppo. Entri nella stanza per il colloquio individuale. All’improvviso, il recruiter cambia espressione e diventa un passeggero arrabbiato, aggressivo, talvolta persino scortese. In questa fase non stanno testando il tuo inglese, ma la tua stabilità emotiva. Se ti scusi troppo, sembri insicuro. Se citi solo le regole (“È vietato”), sembri rigido. Se reagisci di pancia, sei fuori. Tutto è appeso a un filo… Quello che funziona è avere uno schema mentale chiaro, da seguire anche quando l’adrenalina sale. Non è una passeggiata, ma senza una strategia è facilissimo finire in confusione. 4. I test di logica e il terrore della matematica Conversioni di valuta, fusi orari, logica visiva. In tanti entrano già spaventati solo al pensiero di questa prova, sussurrando al vicino: “Io non sono bravo in matematica”. Ma qual è la verità? Questi test psico-attitudinali non servono a eliminare chi sbaglia un calcolo, ma chi vaLeggi tutto »Colloquio di Gruppo per Assistente di Volo – i 5 errori da evitare
Se stai cercando i requisiti Wizz Air per diventare assistente di volo nel 2026 e continui a controllare la pagina, lavora con noi aspettando un recruiting day vicino a te, sei nel posto giusto. E hai scelto bene il momento, perché l’Italia è oggi il mercato più grande di Wizz Air in termini di passeggeri trasportati, e la compagnia è il secondo vettore aereo del Paese. Con sette basi italiane e decine di aeromobili che volano ogni giorno dai nostri aeroporti, le occasioni per chi sogna la divisa non sono mai state così tante — anche per chi parte da zero e, cosa ancora più interessante, senza nessuna esperienza in aviazione. Assistenti di volo Wizz Air prima del volo Cosa devi sapere prima di candidarti Ho passato anni a bordo prima di iniziare a preparare i candidati assistenti di volo, e c’è uno schema che vedo ripetersi sempre. Le persone imparano a memoria la lista dei requisiti, si presentano all’assessment day, e vengono spiazzate da ciò che fa la vera differenza nella selezione. Quello che ti devi ricordare è che i requisiti sono la parte più facile del processo. Sono scritti, sono pubblici, e quasi tutte le persone presenti in sala li soddisfano. C’è qualcos’altro che separa chi riceve l’offerta da chi torna a casa a mani vuote e con i sogni infranti. In questa guida completa ti do entrambe le metà del quadro. Prima i dati concreti per il 2026 — età, arm reach, tatuaggi, inglese, stipendio, l’intero percorso di selezione — presi dai criteri attuali di Wizz Air. Poi la parte che conta di più, cioè cosa cercano i recruiter dal momento in cui varchi la porta, e come mi preparerei io se dovessi candidarmi oggi. Partiamo dai numeri, perché sono una parte importante della tua decisione. Requisiti Wizz Air in breve Requisito Dettagli Età minima 18 anni al momento della candidatura; nessun limite massimo ufficiale Altezza minima Nessuna altezza fissa — si valuta l’arm reach Arm reach 210 cm in punta di piedi, a piedi nudi Livello di inglese Fluente, scritto e parlato (tutta la selezione è in inglese) Istruzione Diploma di scuola superiore o equivalente Nuoto Saper nuotare senza supporti Tatuaggi Nessuno visibile in divisa Passaporto / Diritto al lavoro Passaporto valido (min. 6 mesi); diritto a vivere e lavorare nella base — niente sponsorizzazione visti Esperienza nel servizio clienti Non richiesta, ma molto apprezzata Requisiti Wizz Air per assistente di volo 2026 (lista completa) Ecco tutto ciò che Wizz Air si aspetta da chi si candida come assistente di volo nel 2026, con un po’ di contesto sul perché di ogni requisito — perché capire la ragione dietro una regola è il primo segnale, agli occhi di un recruiter, che hai compreso il mestiere. Proprio per questo conviene conoscerli a memoria, per non farti cogliere di sorpresa nel momento della candidatura. Ma uno degli errori più grandi che ho visto fare — e che ho fatto anch’io agli inizi della mia avventura — è pensare che le compagnie valutino soprattutto l’aspetto fisico. Conta, certo, perché rappresenti l’immagine dell’azienda. Ma l’aspetto ti fa solo entrare dalla porta. Sono la comunicazione e l’istinto per il servizio clienti a portarti avanti durante la giornata. Lo standard della divisa si insegna in un pomeriggio, mentre quello che non si può insegnare è essere calmi e chiari sotto pressione. Ed è esattamente questo che i recruiter stanno cercando. Età, passaporto e diritto al lavoro Devi avere almeno 18 anni il giorno in cui ti candidi. Non esiste un limite massimo di età pubblicato, e ci tornerò più avanti perché è un punto che conta più di quanto si pensi. Ti serve poi un passaporto valido, con almeno sei mesi di validità e senza limitazioni, più il diritto a vivere e lavorare nella base che scegli. Questo non è negoziabile, in quanto Wizz Air non sponsorizza visti di lavoro, quindi l’idoneità deve essere già in regola al momento della candidatura. Per chi ha cittadinanza italiana o di un altro Paese UE, e punta a una base italiana o europea, questo di solito non è un problema. Inglese e altre lingue La fluency, scritta e parlata, è essenziale. L’intera selezione — ogni conversazione, ogni esercizio, ogni modulo — si svolge in inglese, quindi viene valutata di continuo, non solo in un test formale. Come riferimento, nel settore aeronautico un solido livello B2 è quanto serve per scrivere, capire e memorizzare tutto ciò di cui avrai bisogno durante il corso di formazione. Quando non avevo ancora il mio B2, la porta del sogno è semplicemente rimasta chiusa finché non l’ho conquistato. Te lo dico per esperienza diretta, e ti consiglio di non sottovalutare questo punto. Una seconda lingua europea può essere un vantaggio in certe basi, ma non è obbligatoria. E qui chi è di madrelingua italiana parte con una carta in più, perché l’italiano è una lingua richiesta su molte rotte e basi del Sud Europa, e Wizz Air opera in Italia più che in qualsiasi altro Paese. Comunicazione, flessibilità e grooming Wizz Air cerca apertamente persone solari, energiche e positive, a cui piace lavorare con il pubblico — e questa potrebbe essere la qualità più osservata di tutta la giornata di selezione. Serve poi flessibilità, come per esempio vivere a distanza pendolabile dalla base, o essere pronti a trasferirti, ed essere disponibili per turni con sveglie all’alba, rientri a tarda sera e roster irregolari. Sfortunatamente, se non sei disponibile a trasferirti, la candidatura può fermarsi proprio lì. Per quello che riguarda il grooming, serve un aspetto professionale, curato, in linea con le linee guida aziendali. Ordinato è lo standard, abito formale, dunque niente di più complicato. Devi inoltre saper nuotare senza supporti. Coglie di sorpresa qualcuno, ma è un requisito di sicurezza obbligatorio, perché l’evacuazione in acqua fa parte del mestiere, indipendentemente da dove voli. Requisiti di altezza e arm reach Wizz Air Wizz Air non pubblica un’altezza minima fissa, il che sorprende molte persone, perché di solito è sempre scritto nero su bianco.Leggi tutto »Assistente di volo Wizz Air – Requisiti e Assessment Day 2026
C’è un po’ di confusione su come si organizza il planning del lavoro di un’assistente di volo e, in questo articolo dettagliato, voglio fare un po’ di luce su questo. La mia esperienza farà da guida. Quando ho ricevuto il mio primo roster, dopo aver seguito il training course per Ryanair, è stata la sensazione più bella della mia vita! È come se avessi vinto alla lotteria! Per questo posso dirti, in tutta libertà, che il giorno in cui riceverai il tuo primo roster sarà un momento indimenticabile. Però ti metto in guardia: la prima volta che lo apri sembra di guardare Matrix. Sigle, codici aeroportuali, orari incomprensibili… non capisci granché nonostante le giornate di studio intensive dalle quali sei uscito. In più, ti chiederai se riuscirai a mantenere una vita sociale con un orario così impegnativo. https://youtu.be/mqdNzWBcaQE Cos’è un roster? Se non hai mai sentito questa parola, non preoccuparti. Il Roster è semplicemente il calendario mensile dei tuoi turni. Un planning. Nel mondo meraviglioso dell’aviazione, questo documento è sacro e sarà la tua guida, la tua bussola, che dirà dove dormirai, quando vedrai i tuoi amici e quanto guadagnerai. Anatomia del roster L’idea che molte persone si fanno è che il roster sia un semplice elenco di voli. Ed in effetti è così che si presenta e può anche far paura a guardarlo (lol). In realtà è un’ingegneria perfetta di tre elementi fondamentali che devi saper leggere per non arrivare esausto a fine mese: Reporting time vs departure Sul roster vedrai spesso l’orario di “Report” (es. 05:00) e quello di “Departure” (es. 06:00). Quel lasso di tempo è il tuo briefing. Attenzione: in molte compagnie lo stipendio orario scatta solo in base al movimento dell’aereo. Sapere questo ti aiuta a capire perché, a volte, la tua busta paga sembra più “leggera” nonostante tu sia stata fuori casa per 12 ore. Durante il corso riceverai tutte le istruzioni al riguardo per toglierti ogni dubbio. L’orario Zulu (UTC) L’aviazione non dorme e non cambia fuso orario. Il tuo roster sarà quasi certamente in orario UTC. Se non impari subito a convertirlo nell’ora locale del posto in cui ti trovi, rischi di presentarti al briefing con tre ore di ritardo o di anticipo! Come aneddoto, il primissimo giorno di supernumerary, la mia collega con la quale avrei dovuto fare il supernumerary insieme mi ha chiamato dall’aeroporto per chiedermi dove ero, perché mi aspettava. Ed io? Dormivo anche se erano le 5 del mattino e dovevo essere già in uniforme e iniziare la duty. Non avevo calcolato bene il roster. Il posizionamento – deadheading A volte ti succederà di vedere voli nel tuo roster in cui risulti come passeggero. In pratica si chiama deadheading. Sembra una brutta parola, ma in realtà vuol dire solo che la compagnia ti sposta in un’altra città perché lì serve il tuo servizio. È un ottimo momento per studiare o riposare, ma fa comunque parte del tuo “Duty Time”. Ammetto che è un momento che tanti colleghi cabin crew aspettano con gioia. Come gestisci la stanchezza e cos’è il Minimum Rest Quando inizierai a volare per la prima volta e, anche dopo qualche settimana, penserai che il roster è organizzato così per tenere conto dei tuoi impegni sociali. La verità è che la concezione di questo planning dei voli tiene conto esclusivamente della tua sicurezza e della sicurezza dei passeggeri e dell’intero equipaggio. Esiste un concetto chiamato Minimum Rest. Se atterri alle 2 del mattino dopo un turno faticoso, la compagnia per legge non può farti risalire a bordo di un aereo prima di un totale di ore (solitamente 10-12 ore, ma dipende dalle normative EASA). Per esempio, come addetto allo scalo aeroportuale non avrai questo tipo di problema. Per chi non mi conosce, sono certificata anche come hostess di terra e gli orari sono più flessibili – lavorerai con piccole eccezioni, sempre per 8 ore al giorno. Ma per quanto riguarda il tempo trascorso in volo, le regole sono molto stringenti. Curiosità Spesso il riposo minimo fuori casa (in layover) è più breve di quello alla base. Significa che, in un hotel a New York, potresti avere solo 10 ore per dormire, mangiare e prepararti di nuovo. Saper gestire il sonno in queste finestre è ciò che distingue un professionista da un principiante. La “dolce vita” Posso dirlo ad alta voce – in Italia il lavoro è importante, ma la vita privata lo è di più. Gli italiani sono estremamente socievoli e amano l’equilibrio tra la vita sociale e il lavoro. Molti aspiranti temono che il roster sia una prigione, ma la realtà è esattamente l’opposto. Se impari a gestirlo, scoprirai che la tua socialità, dal punto di vista della qualità, diventerà superiore a quella di chi lavora in ufficio. Mentre i tuoi amici sono intrappolati nel traffico del lunedì mattina, potresti goderti un caffè in centro, in totale relax. Fare colazione con calma o andare in palestra quando non c’è nessuno è la vera dolce vita. Si chiama off pick. Per la gestione dei weekend, è vero, non avrai tutti liberi. Ma quando avrai quei 3 o 4 giorni di riposo consecutivi (i cosiddetti Days Off), potrai organizzare mini-vacanze o tornare in famiglia senza dover chiedere il permesso a nessuno. Un’altra regola che puoi sfruttare durante la vita da assistente di volo è lo swap, cioè lo scambio. Cosa è? Per esempio, se hai il compleanno del tuo migliore amico, inizierai a cacciare il collega che potrebbe scambiare la giornata di lavoro con te! Il sistema di scambio di turni è la tua salvezza. È qui che la tua capacità di negoziazione diventa un punto fondamentale per te. Come spiegare il tuo lavoro a chi non vola Il jet lag sociale Abitare nella stessa città in cui hai la base è un privilegio raro. Dalla mia esperienza, hai circa il 10% di probabilità che la compagnia ti assegni proprio lì dove sono le tue radici. Ma attenzione: vivere vicino a genitori, fratelli e amici diLeggi tutto »La verità sul ROSTER dell’assistente di volo tra turni e vita sociale