Molti pensano che basti sorridere, parlare un buon inglese e avere una bella presenza per superare l’Assessment Day e ottenere finalmente le ali. Ma ti confesso una cosa – lo pensavo anch’io quando ho deciso di diventare assistente di volo. Ed è stato proprio questo errore a farmi tornare a casa a mani vuote… più di una volta.
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già inviato la candidatura a una compagnia aerea, oppure stai controllando la mail ogni cinque minuti in attesa del fatidico invito. Conosco benissimo quella sensazione. A parte l’entusiasmo e l’adrenalina, ci sono mille domande su come andrà a finire. E probabilmente ti immagini già in divisa, con il trolley da assistente di volo che scorre veloce in aeroporto.
Ma c’è una verità di cui si parla troppo poco – la maggior parte dei candidati viene eliminata proprio durante il colloquio di gruppo, spesso senza capire il perché.
Cosa nessuno ti spiega sull’Assessment Day
L’Assessment Day non è un semplice colloquio. È una prova comportamentale, studiata nei minimi dettagli da professionisti dell’industria e da psicologi, per osservare come reagisci sotto pressione.
Se entri in quella stanza senza sapere cosa stanno valutando, stai giocando una partita di cui non conosci le regole. Di solito è una partita persa fin da subito. Facendo ricerche online e leggendo le decine di email che ricevo, emerge sempre lo stesso problema – manca una procedura chiara su ciò che accade realmente. Il web è inondato di informazioni contrastanti sul colloquio di gruppo, che solo accrescono la confusione.
Perché il colloquio di gruppo spaventa così tanto?
Tantissimi candidati raccontano che il colloquio di gruppo delle compagnie aeree è la parte più destabilizzante dell’intero Assessment Day. Non perché sia “difficile” in senso tecnico, ma perché è imprevedibile. Chi l’ha già affrontato descrive la sensazione di entrare in una stanza in cui tutti sembrano più sicuri, più estroversi, più preparati. C’è chi teme di parlare troppo e chi teme di parlare troppo poco, chi si blocca perché non capisce se deve emergere o lasciare spazio agli altri, chi si sente osservato in ogni gesto, anche quando non sta parlando. Molti raccontano di essere usciti convinti di aver fatto bene, per poi essere scartati senza alcuna spiegazione. Altri, al contrario, sono passati pur avendo la sensazione di aver detto pochissimo.
Dunque, quello che emerge dalle esperienze condivise è che la difficoltà non sta nell’esercizio in sé, ma nel non sapere che cosa venga valutato. La maggior parte dei candidati arriva preparata sull’outfit e sul CV, ma non sulle dinamiche psicologiche e relazionali che determinano la selezione. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza a generare ansia, confusione e la sensazione di non avere il controllo della situazione.
Ecco i 5 errori più comuni che puoi evitare:
1. La trappola dello “Squalo” nel colloquio di gruppo
Immagina lo scenario tipico – siete seduti in cerchio per l’esercizio di gruppo. Vi assegnano una prova (come il NASA Test, l’Isola Deserta o un altro scenario di problem solving). Dopo 30 secondi, c’è quella persona che prende il controllo, parla sopra tutti e decide per il gruppo. Sistematicamente, c’è sempre una persona del genere. Nel mondo delle selezioni viene chiamato “The Shark” (lo Squalo).
L’errore più comune
La maggior parte dei candidati reagisce in due modi sbagliati:
- Si chiude e smette di parlare, diventando invisibile (il “Fantasma”).
- Prova a competere alzando la voce per sovrastare lo squalo.
Entrambi vengono penalizzati e, una volta fuori, nessuno capisce quale sia stato l’errore fatale.
Cosa vogliono vedere i recruiter?
I recruiter non cercano un capo che comanda, ma una persona incline alla collaborazione e capace di una leadership calma. Esistono frasi precise, semplici e gentili (gli “script”) che ti permettono di fermare lo squalo, includere il gruppo ed emergere come un punto di equilibrio. Sono piccoli dettagli, ma fanno un’enorme differenza sul punteggio finale.
Vuoi imparare a gestire lo Squalo? Se vuoi conoscere le frasi esatte in inglese per disinnescare i candidati aggressivi e brillare come leader, nel mio manuale “Colloquio di Gruppo per Diventare Assistente di Volo” trovi gli script pronti all’uso.
2. Il colloquio inizia prima di entrare nella stanza (La regola dei 6 secondi)
Mi ricordo benissimo le 5 volte in cui ho partecipato all’Assessment Day, e credetemi, ne ho viste di tutti i colori. Dai candidati che si presentavano in hotel a cinque stelle con abiti sgargianti e capelli sciolti, alle persone talmente timide da non reagire a nessun stimolo.
Molti pensano che la valutazione inizi quando ci si presenta ufficialmente, ma in realtà inizia proprio quando metti piede nella location (o addirittura nel parcheggio).
Ricordati che i recruiter osservano costantemente:
- Come ti siedi?
- Come aspetti.
- Come interagisci (o non interagisci) con gli altri candidati?
C’è un errore non verbale che vedo spesso e che comunica noia, insicurezza o disinteresse: l’uso del cellulare. E no, non parlo solo del sorriso. C’entra come occupi lo spazio, come usi il corpo e come ti presenti, ancora prima di dire il tuo nome.
3. Il panico durante il Role Play individuale
Hai superato la prova di gruppo. Entri nella stanza per il colloquio individuale. All’improvviso, il recruiter cambia espressione e diventa un passeggero arrabbiato, aggressivo, talvolta persino scortese.
In questa fase non stanno testando il tuo inglese, ma la tua stabilità emotiva.
Se ti scusi troppo, sembri insicuro. Se citi solo le regole (“È vietato”), sembri rigido. Se reagisci di pancia, sei fuori. Tutto è appeso a un filo… Quello che funziona è avere uno schema mentale chiaro, da seguire anche quando l’adrenalina sale. Non è una passeggiata, ma senza una strategia è facilissimo finire in confusione.
4. I test di logica e il terrore della matematica
Conversioni di valuta, fusi orari, logica visiva. In tanti entrano già spaventati solo al pensiero di questa prova, sussurrando al vicino: “Io non sono bravo in matematica”.
Ma qual è la verità? Questi test psico-attitudinali non servono a eliminare chi sbaglia un calcolo, ma chi va letteralmente in tilt davanti al problema. La gestione del tempo e dell’ansia conta più del risultato perfetto. I recruiter valutano la tua capacità di lavorare sotto stress. Esistono piccoli trucchi per affrontare questi test restando calmi e veloci, ma purtroppo nessuno te li spiega il giorno stesso.
5. La domanda più semplice… che elimina più candidati
“Descriviti in una parola.”
È una delle domande più brevi di tutto l’Assessment Day e, proprio per questo, tra le più pericolose. Molti la prendono alla leggera, convinti che sia solo un modo per rompere il ghiaccio, oppure non si preparano affatto perché non ne conoscono l’esistenza. In realtà, in quei pochi secondi, il recruiter sta estrapolando informazioni cruciali. Per esempio: quanto sei consapevole di te stesso, quanto conosci il tuo ruolo e quanto sai essere sintetico.
L’errore delle parole “vuote”
La maggior parte dei candidati risponde d’istinto: “Simpatico”, “Solare”, “Precisa”, “Perfezionista”. Sono parole belle, certo, ma vuote di significato per una compagnia aerea. Sono termini che i recruiter sentono cento volte al giorno e che non dicono nulla su come reagisci quando un volo è in ritardo o c’è un’emergenza medica. Le compagnie non cercano persone “piacevoli”. Cercano professionisti capaci di adattarsi. Scegliere la parola giusta significa dimostrare che sai cosa comporta lavorare in cabina. Termini come “Adattabile”, “Resiliente”, “Collaborativo” parlano la lingua dell’aviazione. Raccontano una mentalità, non un tratto caratteriale astratto.
Quello che devi sapere prima dell'Assessment Day
La maggior parte dei candidati si prepara solo all’aspetto esteriore, all’outfit, al trucco e al CV. Ma l’Assessment Day richiede molto di più. Servono la capacità di collaborare con sconosciuti, la gestione dello stress e una presenza che trasmetta sicurezza.
È qui che molti si bloccano. Non perché non siano capaci, ma perché nessuno spiega loro le regole del gioco. Ci si ritrova a improvvisare, cercando di sembrare perfetti senza sapere cosa i recruiter stiano valutando. La verità è che il colloquio di gruppo è un momento in cui devi mostrare come ragionare e come ti relazioni, senza sovrastare gli altri (non smetterò mai di ripeterlo – non devi fare il BOSS). Sono aspetti che non si improvvisano, ma diventano semplici quando sai cosa aspettarti.
Per questo ho lavorato per più di due mesi alla creazione di una guida dedicata proprio a questa fase, pensata per aiutarti a sentirti preparato, sicuro e meno confuso.
Colloquio di Gruppo per diventare Assistente di Volo
La guida definitiva per distinguerti e superare l’Assessment Day
Dentro troverai tutto ciò che ti serve per non farti cogliere impreparato:
- ✅ Frasi pronte in inglese per gestire candidati dominanti (“Sharks”) e valorizzare il team.
- ✅ Il Metodo C.E.S. per affrontare il Role Play senza panico.
- ✅ Esercizi di gruppo risolti e spiegati (NASA, La Torre, Isola Deserta).
- ✅ Checklist di grooming per superare i famosi “primi 6 secondi”.
- ✅ Esempi reali di test di logica e di inglese.
Le tue ali sono più vicine di quanto pensi
So che dopo aver letto tutti questi errori e trappole, l’Assessment Day può sembrare una montagna insormontabile. È anche normale sentirsi spaventati. Non stai solo investendo tempo, ma anche sogni e speranze.
Ma voglio dirti una cosa – il colloquio di gruppo non è un esame per supereroi. Non pensare che cerchino la perfezione, ma persone naturali, capaci di restare umane anche quando la pressione sale. La guida di cui ti ho parlato è una scorciatoia potente perché ti dà gli strumenti tecnici, ma il cuore ce l’hai tu. Ricordati che ogni volta che ti senti insicuro, pensa che anch’io ho ricevuto quei “no”. Anch’io ho tremato prima di entrare in quella stanza. Eppure, alla fine, quel trolley l’ho trascinato per gli aeroporti di tutto il mondo.
Se ti prepari con metodo e resti fedele a te stesso, non c’è “Squalo” né un test di logica che possano fermarti.
Ci vediamo a bordo!
Carmen ✈️
FAQ
Perché elimina l’improvvisazione. Mentre il 90% dei candidati va a tentativi, questa guida ti fornisce la strategia inversa. Partiamo da ciò che i recruiter valutano (la checklist nascosta) e ti diamo gli script esatti e le soluzioni ai giochi per soddisfare quei criteri.
L’esercizio, in sé, dura solitamente tra i 15 e i 30 minuti, ma ricorda che sei sotto osservazione per tutta la durata dell’Assessment Day.
Non cercano la soluzione “giusta” al problema, ma osservano le tue Soft Skills: ascolto attivo, empatia, capacità di negoziazione e gestione del tempo.
Business Attire rigoroso. Tailleur o completo formale, aspetto curato (grooming), capelli in ordine. Devi trasmettere professionalità e rispetto per il brand fin dal primo istante.
Invece di cercare di prevalere, agisci da mediatore. Coinvolgi chi non sta parlando e sintetizza le idee del gruppo. I recruiter premiano chi fa vincere la squadra, non il singolo.
Evita frasi aggressive come “Ti sbagli” o “Non sono d’accordo”. Usa frasi inclusive come “Ottimo punto, e potremmo aggiungere anche…” per costruire sulle idee degli altri.
Usa tecniche di respirazione (come il Box Breathing) o la visualizzazione positiva. Ricorda che l’ansia spesso deriva soltanto dalla mancanza di preparazione.
Solitamente c’è una fase di eliminazione, detta “taglio”. Chi supera questa prova accede agli step successivi, come i test di lingua, il role play individuale o l’intervista finale.
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Molti pensano che basti sorridere, parlare un buon inglese e avere una bella presenza per superare l’Assessment Day e ottenere finalmente le ali. Ma ti confesso una cosa – lo pensavo anch’io quando ho deciso di diventare assistente di volo. Ed è stato proprio questo errore a farmi tornare a casa a mani vuote… più di una volta. Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già inviato la candidatura a una compagnia aerea, oppure stai controllando la mail ogni cinque minuti in attesa del fatidico invito. Conosco benissimo quella sensazione. A parte l’entusiasmo e l’adrenalina, ci sono mille domande su come andrà a finire. E probabilmente ti immagini già in divisa, con il trolley da assistente di volo che scorre veloce in aeroporto. Ma c’è una verità di cui si parla troppo poco – la maggior parte dei candidati viene eliminata proprio durante il colloquio di gruppo, spesso senza capire il perché. https://youtu.be/JKuM3Sx3jz0 Cosa nessuno ti spiega sull’Assessment Day L’Assessment Day non è un semplice colloquio. È una prova comportamentale, studiata nei minimi dettagli da professionisti dell’industria e da psicologi, per osservare come reagisci sotto pressione. Se entri in quella stanza senza sapere cosa stanno valutando, stai giocando una partita di cui non conosci le regole. Di solito è una partita persa fin da subito. Facendo ricerche online e leggendo le decine di email che ricevo, emerge sempre lo stesso problema – manca una procedura chiara su ciò che accade realmente. Il web è inondato di informazioni contrastanti sul colloquio di gruppo, che solo accrescono la confusione. Perché il colloquio di gruppo spaventa così tanto? Tantissimi candidati raccontano che il colloquio di gruppo delle compagnie aeree è la parte più destabilizzante dell’intero Assessment Day. Non perché sia “difficile” in senso tecnico, ma perché è imprevedibile. Chi l’ha già affrontato descrive la sensazione di entrare in una stanza in cui tutti sembrano più sicuri, più estroversi, più preparati. C’è chi teme di parlare troppo e chi teme di parlare troppo poco, chi si blocca perché non capisce se deve emergere o lasciare spazio agli altri, chi si sente osservato in ogni gesto, anche quando non sta parlando. Molti raccontano di essere usciti convinti di aver fatto bene, per poi essere scartati senza alcuna spiegazione. Altri, al contrario, sono passati pur avendo la sensazione di aver detto pochissimo. Dunque, quello che emerge dalle esperienze condivise è che la difficoltà non sta nell’esercizio in sé, ma nel non sapere che cosa venga valutato. La maggior parte dei candidati arriva preparata sull’outfit e sul CV, ma non sulle dinamiche psicologiche e relazionali che determinano la selezione. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza a generare ansia, confusione e la sensazione di non avere il controllo della situazione. Ecco i 5 errori più comuni che puoi evitare: 1. La trappola dello “Squalo” nel colloquio di gruppo Immagina lo scenario tipico – siete seduti in cerchio per l’esercizio di gruppo. Vi assegnano una prova (come il NASA Test, l’Isola Deserta o un altro scenario di problem solving). Dopo 30 secondi, c’è quella persona che prende il controllo, parla sopra tutti e decide per il gruppo. Sistematicamente, c’è sempre una persona del genere. Nel mondo delle selezioni viene chiamato “The Shark” (lo Squalo). L’errore più comune La maggior parte dei candidati reagisce in due modi sbagliati: Si chiude e smette di parlare, diventando invisibile (il “Fantasma”). Prova a competere alzando la voce per sovrastare lo squalo. Entrambi vengono penalizzati e, una volta fuori, nessuno capisce quale sia stato l’errore fatale. Cosa vogliono vedere i recruiter? I recruiter non cercano un capo che comanda, ma una persona incline alla collaborazione e capace di una leadership calma. Esistono frasi precise, semplici e gentili (gli “script”) che ti permettono di fermare lo squalo, includere il gruppo ed emergere come un punto di equilibrio. Sono piccoli dettagli, ma fanno un’enorme differenza sul punteggio finale. Vuoi imparare a gestire lo Squalo? Se vuoi conoscere le frasi esatte in inglese per disinnescare i candidati aggressivi e brillare come leader, nel mio manuale “Colloquio di Gruppo per Diventare Assistente di Volo” trovi gli script pronti all’uso. Colloquio di gruppo per assistenti di volo 2. Il colloquio inizia prima di entrare nella stanza (La regola dei 6 secondi) Mi ricordo benissimo le 5 volte in cui ho partecipato all’Assessment Day, e credetemi, ne ho viste di tutti i colori. Dai candidati che si presentavano in hotel a cinque stelle con abiti sgargianti e capelli sciolti, alle persone talmente timide da non reagire a nessun stimolo. Molti pensano che la valutazione inizi quando ci si presenta ufficialmente, ma in realtà inizia proprio quando metti piede nella location (o addirittura nel parcheggio). Ricordati che i recruiter osservano costantemente: Come ti siedi? Come aspetti. Come interagisci (o non interagisci) con gli altri candidati? C’è un errore non verbale che vedo spesso e che comunica noia, insicurezza o disinteresse: l’uso del cellulare. E no, non parlo solo del sorriso. C’entra come occupi lo spazio, come usi il corpo e come ti presenti, ancora prima di dire il tuo nome. 3. Il panico durante il Role Play individuale Hai superato la prova di gruppo. Entri nella stanza per il colloquio individuale. All’improvviso, il recruiter cambia espressione e diventa un passeggero arrabbiato, aggressivo, talvolta persino scortese. In questa fase non stanno testando il tuo inglese, ma la tua stabilità emotiva. Se ti scusi troppo, sembri insicuro. Se citi solo le regole (“È vietato”), sembri rigido. Se reagisci di pancia, sei fuori. Tutto è appeso a un filo… Quello che funziona è avere uno schema mentale chiaro, da seguire anche quando l’adrenalina sale. Non è una passeggiata, ma senza una strategia è facilissimo finire in confusione. 4. I test di logica e il terrore della matematica Conversioni di valuta, fusi orari, logica visiva. In tanti entrano già spaventati solo al pensiero di questa prova, sussurrando al vicino: “Io non sono bravo in matematica”. Ma qual è la verità? Questi test psico-attitudinali non servono a eliminare chi sbaglia un calcolo, ma chi vaLeggi tutto »Colloquio di Gruppo per Assistente di Volo – i 5 errori da evitare
Il 2026 rappresenta per l’aviazione l’inizio di un’era di stabilità e di una ricerca di talenti senza precedenti. I dati della mia ricerca lo confermano chiaramente. Con ricavi record che supereranno per la prima volta il trilione di dollari e oltre 5,2 miliardi di passeggeri pronti a viaggiare, il settore ha urgente bisogno di attingere a quel milione di nuovi assistenti di volo richiesti a livello globale. Una curiosità: considera che ogni nuovo aereo che entra in flotta richiede mediamente 20-30 professionisti per operare. I numeri parlano chiaro per te che vuoi diventare assistente di volo quest’anno. Il 2026 è l’anno perfetto per smettere di aspettare e iniziare finalmente a volare. I dubbi più comuni – età, altezza e requisiti per il 2026 Se sei qui, probabilmente ti stai ponendo le stesse domande che affollano i motori di ricerca e i forum di settore: Qual è l’età massima per diventare assistente di volo? O ancora, cosa devi avere davvero per fare l’hostess di volo oggi? Forse ti senti “fuori tempo” o temi che i requisiti fisici siano un ostacolo insormontabile. Molti continuano a chiedermi: “Quanto bisogna essere alti? Quale scuola bisogna frequentare?” Ma a dire la verità, il cielo nel 2026 è più inclusivo e meritocratico che mai. Le compagnie aeree quest’anno cercano profili con spiccate doti relazionali, capacità di adattamento e un’attenzione maniacale alla sicurezza. Perché dovresti leggere questa guida? Mi chiamo Carmen e la mia storia è la prova che i limiti spesso esistono solo nella nostra testa. Dopo 5 anni di tentativi e numerosi “No”, sono riuscita a indossare la mia prima divisa a 40 anni, lavorando per una delle compagnie più esigenti d’Europa, Ryanair, e poi proseguendo la mia carriera a terra come addetto di scalo. Ed è stato bellissimo! In questa guida troverai non solo dati tecnici, ma anche l’esperienza di chi ha vissuto ogni fase di questo percorso. Chi è l’Assistente di volo nel 2026? L’assistente di volo, spesso chiamato hostess o steward, è un professionista della sicurezza, del servizio e della gestione dei passeggeri a bordo di un aeromobile. Questa è la definizione “da manuale”, anche se un’assistente di volo è molto di più. È il volto della compagnia, il rappresentante e il custode della tranquillità di chi viaggia. Quali sono le mansioni di un assistente di volo? Vi siete mai chiesti qual è la differenza tra hostess e assistente di volo? La verità è che non esiste alcuna differenza sostanziale: “hostess” (o “steward”) e “assistente di volo” sono sinonimi nel linguaggio comune. Tuttavia, il termine corretto e professionale utilizzato dalle compagnie aeree è assistente di volo o, a livello internazionale, cabin crew. Nel 2026 il ruolo dell’assistente di volo va ben oltre il semplice servizio di bordo. Include: Gestione della sicurezza dei passeggeri. Applicazione rigorosa delle procedure di emergenza. Assistenza a persone con esigenze speciali. Comunicazione efficace in situazioni di stress. Gestione dei conflitti e dei passeggeri difficili. Come si vede già da questa lista, la sicurezza e la gestione delle situazioni di emergenza sono il “mantra” di chi vola. In aria ci siamo solo noi, dentro un tubo di metallo, e dobbiamo sapere come intervenire… All’occorrenza dobbiamo mettere in funzione un “dispositivo” di collaborazione per il salvataggio di tutti, in caso di emergenza maggiore o di semplice turbolenza. Assistente di volo requisiti fisici I requisiti per diventare Assistente di volo – sfatiamo qualche mito Nella mia esperienza ho incontrato molte persone che rinunciano ancora prima di candidarsi perché si affidano a informazioni superate. Vediamo quali sono i requisiti per il 2026. Qual è l’età massima per diventare assistente di volo? È tempo di sfatare uno dei miti più resistenti del settore aeronautico – l’idea che, dopo i 30 anni, le porte delle compagnie aeree siano chiuse. La verità nel 2026, come d’altronde sempre più negli ultimi anni, è molto diversa: non esiste alcun limite d’età per iniziare questa carriera. Le compagnie aeree oggi hanno cambiato radicalmente prospettiva, spostando il focus dalla data di nascita alla qualità del profilo. Perché la tua età è un vantaggio competitivo nel 2026 Oggi le compagnie cercano stabilità e affidabilità. Se sei una persona “over”, porti con te un bagaglio che un ventenne spesso non ha ancora costruito: Gestione delle emozioni – hai già affrontato situazioni di stress nella vita e nel lavoro. Sai mantenere la calma, anche quando è difficile per un passeggero o i tempi si stringono. Problem solving – la tua esperienza lavorativa precedente ti ha insegnato a trovare soluzioni rapide, una dote fondamentale in un ambiente dinamico come quello della cabina di un aereo. Resistenza e professionalità – le statistiche indicano che i candidati maturi tendono a restare più a lungo in azienda, riducendo i costi di turnover per le aziende. Per un reclutatore, tu rappresenti un investimento sicuro. Io stessa sono la prova vivente che questo cambiamento è reale. Sono stata assunta a 40 anni da Ryanair, una delle compagnie aeree più selettive d’Europa. Non è stato il mio anno di nascita a fare la differenza, ma il modo in cui ho saputo presentare la mia “maturità” come una risorsa indispensabile per la sicurezza e il servizio a bordo. Oggi, attraverso il mio percorso di coaching, accompagno ogni giorno non solo candidati ventenni, ma anche professionisti over 35 e over 40 che desiderano cambiare vita. Le compagnie non cercano la ‘perfezione giovanile’, ma la maturità operativa. Se superi la visita medica aeronautica (AME) e il reach test, il tuo unico vero limite resta la preparazione al colloquio. Quanto bisogna essere alti per fare l’hostess di volo? L’altezza è da sempre uno dei requisiti che generano più ansia tra gli aspiranti assistenti di volo. Spesso si crede che per volare sia necessaria una statura da modella, ma nel 2026 la prospettiva è molto più pragmatica. Lo so… i social spesso trasmettono un’immagine distorta, ma sappi che l’altezza non è un requisito estetico, bensì una necessità operativa legata esclusivamente alla sicurezza. Cos’è il Reach Test e come funziona Oggi la maggior parteLeggi tutto »Come diventare Assistente di Volo nel 2026 – Guida Completa
Il giorno in cui abbiamo dovuto quasi dirottare So bene che se c’è un argomento che genera ansia in chi vola, è la possibilità di un malore in aereo. In quanto viaggiatore e osservatore dei protocolli di bordo, posso dirvi che la realtà è meno spaventosa di quanto si possa immaginare. Anzi, è una macchina di coordinamento impressionante, grazie alla preparazione e alla comunicazione. https://youtu.be/ktRzZV3Hw28 La storia Ricordo perfettamente quel volo. Ero diventata assistente di volo da poco. Era il primo volo della mia giornata lavorativa. Eravamo in piena fase di crociera quando una delle mie colleghe con cui lavoravo su quel turno ha suonato il campanello, il nostro segnale d’urgenza. Una giovane donna era svenuta e non riusciva a riprendere i sensi. Il protocollo fa sì che tutto l’equipaggio, inclusi i piloti, assuma immediatamente i rispettivi ruoli assegnati. Una delle mie colleghe ha allertato il capitano e, nello stesso tempo, io dovevo prendere le attrezzature di urgenza e provvedere al Pronto Soccorso. Perché la donna non dava segni di ripresa, malgrado la somministrazione di ossigeno, ad un certo punto il capitano ha deciso di dirottare l’aereo verso l’aeroporto più vicino. Non molto dopo, lei ha potuto riprendersi e noi abbiamo ripreso anche i nostri doveri. Se ti chiedi, non è stato solo un evento eccezionale, ma è stato semplicemente il protocollo. Come è gestita un’emergenza medica a bordo? Ma cosa accade esattamente in quei minuti concitati? E come è gestita un’emergenza medica a bordo secondo i rigidi standard dell’aviazione civile? Il primo intervento La prontezza può salvare la vita Quando si verifica un malore improvviso in volo, ogni secondo conta; non si può aspettare che il problema peggiori. La differenza tra un intervento tempestivo e uno ritardato può essere determinante per l’esito positivo. Come puoi segnalare un malore a bordo? Quando si verifica un malore improvviso in volo, ogni secondo conta; non si può aspettare che il problema peggiori. La differenza tra un intervento tempestivo e uno ritardato può essere determinante per l’esito positivo. Segnalare immediatamente. Appena si avvertono sintomi preoccupanti come mal di testa forte, nausea grave, capogiri intensi, dolore al petto, difficoltà respiratorie o perdita di coscienza, è fondamentale premere il pulsante di chiamata dell’assistenza di volo o informare direttamente un membro dell’equipaggio, senza esitare. Non abbiate timore di disturbare: il personale è addestrato proprio per questo tipo di situazioni. Mantenere la calma. La cabina pressurizzata, normalmente equivalente a un’altitudine di 2.400 metri, può accentuare l’ansia e i sintomi. Un respiro lento e profondo aiuta sia il passeggero sia il personale a valutare correttamente la situazione. L’ossigeno ridotto in quota può aggravare alcune condizioni preesistenti. Per questo mi sono succeduti tantissimi casi di svenimento in volo; l’ansia è un fattore determinante. Fornire informazioni chiare. Appena si avvertono sintomi preoccupanti come mal di testa forte, nausea grave, capogiri intensi, dolore al petto, difficoltà respiratorie o perdita di coscienza, è fondamentale premere il pulsante di chiamata dell’assistenza di volo o informare direttamente un membro dell’equipaggio, senza esitare. Non abbiate timore di disturbare, perché il personale è addestrato proprio a questo tipo di situazioni. Quale é il ruolo degli assistenti di volo nelle Emergenze Mediche Gli assistenti di volo sono professionisti della sicurezza e del primo soccorso in aeroporto. Hanno una formazione certificata (come la qualifica CCA – Cabin Crew Attestation) che include: Tecniche di rianimazione cardiopolmonare (CPR) Utilizzo del defibrillatore DAE Gestione delle vie aeree Riconoscimento dei sintomi di emergenze comuni (infarto, ictus, shock anafilattico) Protocolli di comunicazione con la cabina di pilotaggio Come assistenti di volo, siamo sempre sottoposti a esami regolari per valutare il nostro livello di vigilanza e di preparazione. La coordinazione tra il medico volontario e telemedicina In caso di malore molto serio Contrariamente a quanto si possa pensare, il sistema di emergenza medica in volo non si affida esclusivamente alla presenza fortuita di un medico tra i passeggeri. Qualche volta, malgrado il numero elevato di passeggeri, non c’è nessun medico a bordo né un assistente medico. Esiste una rete di supporto medico a terra, strutturata e altamente professionale. L’Intervento del medico volontario a bordo Se un medico, un infermiere o un professionista sanitario risponde all’appello del personale di volo, assume immediatamente il comando della situazione medica sotto la supervisione del comandante. Il loro intervento è volontario, ma è protetto da leggi internazionali che li tutelano dalle responsabilità civili (Good Samaritan Laws in molti paesi). Ovunque si trova, un medico ha l’obbligo di prestare servizio. Il ruolo del professionista sanitario è vitale per: Diagnosi differenziale – distinguere, per esempio, un attacco d’ansia da una vera crisi cardiaca, o un semplice svenimento da un ictus in corso Somministrazione corretta dei farmaci presenti nel kit medico d’emergenza, che include analgesici, antistaminici, adrenalina, nitroglicerina, aspirina e altro Esecuzione di manovre salvavita – dalla RCP all’uso del defibrillatore, dalla gestione delle vie aeree al trattamento dello shock Comunicazione professionale con i medici a terra per aggiornamenti clinici precisi Cosa contiene il kit medico d’emergenza Ogni aeromobile commerciale dispone di: First Aid Kit (FAK) necessario per piccole emergenze, medicazioni, bendaggi Emergency Medical Kit (EMK) che contiene dei farmaci iniettabili, stetoscopio, sfigmomanometro, set per vie aeree, glucometro Defibrillatore Automatico Esterno (DAE/AED) reso obbligatorio su voli con più di 30 passeggeri Il supporto medico a terra Quasi tutte le grandi compagnie aeree internazionali hanno contratti con centri medici di emergenza aeronautica a terra specializzati (come MedAire, STAT-MD o International SOS). È assolutamente necessario, dopo il primo soccorso fornito dal personale di bordo. Come funziona il servizio di telemedicina aeronautica? L’equipaggio comunica i sintomi e i parametri vitali del paziente (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, livello di coscienza) via radio HF, satellitare o datalink alla centrale medica. I medici specializzati in medicina aeronautica a terra forniscono istruzioni precise in tempo reale, che possono includere: Quale farmaco somministrare e in quale dosaggio Se continuare o interrompere le manovre rianimatorie La raccomandazione di dirottamento d’emergenza basata sulla gravità clinica Preparazione dell’accoglienza ospedaliera all’aeroporto di destinazione Questo supporto è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7,Leggi tutto »Cosa succede se ti senti male in aereo