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Colloquio di Gruppo per Assistente di Volo – i 5 errori da evitare

Molti pensano che basti sorridere, parlare un buon inglese e avere una bella presenza per superare l’Assessment Day e ottenere finalmente le ali. Ma ti confesso una cosa – lo pensavo anch’io quando ho deciso di diventare assistente di volo. Ed è stato proprio questo errore a farmi tornare a casa a mani vuote… più di una volta.

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già inviato la candidatura a una compagnia aerea, oppure stai controllando la mail ogni cinque minuti in attesa del fatidico invito. Conosco benissimo quella sensazione. A parte l’entusiasmo e l’adrenalina, ci sono mille domande su come andrà a finire. E probabilmente ti immagini già in divisa, con il trolley da assistente di volo che scorre veloce in aeroporto.

Ma c’è una verità di cui si parla troppo poco – la maggior parte dei candidati viene eliminata proprio durante il colloquio di gruppo, spesso senza capire il perché.

Cosa nessuno ti spiega sull’Assessment Day

L’Assessment Day non è un semplice colloquio. È una prova comportamentale, studiata nei minimi dettagli da professionisti dell’industria e da psicologi, per osservare come reagisci sotto pressione.

Se entri in quella stanza senza sapere cosa stanno valutando, stai giocando una partita di cui non conosci le regole. Di solito è una partita persa fin da subito. Facendo ricerche online e leggendo le decine di email che ricevo, emerge sempre lo stesso problema – manca una procedura chiara su ciò che accade realmente. Il web è inondato di informazioni contrastanti sul colloquio di gruppo, che solo accrescono la confusione.

Perché il colloquio di gruppo spaventa così tanto?

Tantissimi candidati raccontano che il colloquio di gruppo delle compagnie aeree è la parte più destabilizzante dell’intero Assessment Day. Non perché sia “difficile” in senso tecnico, ma perché è imprevedibile. Chi l’ha già affrontato descrive la sensazione di entrare in una stanza in cui tutti sembrano più sicuri, più estroversi, più preparati. C’è chi teme di parlare troppo e chi teme di parlare troppo poco, chi si blocca perché non capisce se deve emergere o lasciare spazio agli altri, chi si sente osservato in ogni gesto, anche quando non sta parlando. Molti raccontano di essere usciti convinti di aver fatto bene, per poi essere scartati senza alcuna spiegazione. Altri, al contrario, sono passati pur avendo la sensazione di aver detto pochissimo.

Dunque, quello che emerge dalle esperienze condivise è che la difficoltà non sta nell’esercizio in sé, ma nel non sapere che cosa venga valutato. La maggior parte dei candidati arriva preparata sull’outfit e sul CV, ma non sulle dinamiche psicologiche e relazionali che determinano la selezione. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza a generare ansia, confusione e la sensazione di non avere il controllo della situazione.

Ecco i 5 errori più comuni che puoi evitare:

1. La trappola dello “Squalo” nel colloquio di gruppo

Immagina lo scenario tipico – siete seduti in cerchio per l’esercizio di gruppo. Vi assegnano una prova (come il NASA Test, l’Isola Deserta o un altro scenario di problem solving). Dopo 30 secondi, c’è quella persona che prende il controllo, parla sopra tutti e decide per il gruppo. Sistematicamente, c’è sempre una persona del genere. Nel mondo delle selezioni viene chiamato “The Shark” (lo Squalo).

L’errore più comune

La maggior parte dei candidati reagisce in due modi sbagliati:

  1. Si chiude e smette di parlare, diventando invisibile (il “Fantasma”).
  2. Prova a competere alzando la voce per sovrastare lo squalo.

Entrambi vengono penalizzati e, una volta fuori, nessuno capisce quale sia stato l’errore fatale.

Cosa vogliono vedere i recruiter?

I recruiter non cercano un capo che comanda, ma una persona incline alla collaborazione e capace di una leadership calma. Esistono frasi precise, semplici e gentili (gli “script”) che ti permettono di fermare lo squalo, includere il gruppo ed emergere come un punto di equilibrio. Sono piccoli dettagli, ma fanno un’enorme differenza sul punteggio finale.

Vuoi imparare a gestire lo Squalo? Se vuoi conoscere le frasi esatte in inglese per disinnescare i candidati aggressivi e brillare come leader, nel mio manuale “Colloquio di Gruppo per Diventare Assistente di Volo” trovi gli script pronti all’uso. 

Colloquio di gruppo per assistenti di volo
Colloquio di gruppo per assistenti di volo

2. Il colloquio inizia prima di entrare nella stanza (La regola dei 6 secondi)

Mi ricordo benissimo le 5 volte in cui ho partecipato all’Assessment Day, e credetemi, ne ho viste di tutti i colori. Dai candidati che si presentavano in hotel a cinque stelle con abiti sgargianti e capelli sciolti, alle persone talmente timide da non reagire a nessun stimolo.

Molti pensano che la valutazione inizi quando ci si presenta ufficialmente, ma in realtà inizia proprio quando metti piede nella location (o addirittura nel parcheggio).

Ricordati che i recruiter osservano costantemente:

  • Come ti siedi?
  • Come aspetti.
  • Come interagisci (o non interagisci) con gli altri candidati?

C’è un errore non verbale che vedo spesso e che comunica noia, insicurezza o disinteresse: l’uso del cellulare. E no, non parlo solo del sorriso. C’entra come occupi lo spazio, come usi il corpo e come ti presenti, ancora prima di dire il tuo nome.

3. Il panico durante il Role Play individuale

Hai superato la prova di gruppo. Entri nella stanza per il colloquio individuale. All’improvviso, il recruiter cambia espressione e diventa un passeggero arrabbiato, aggressivo, talvolta persino scortese.

In questa fase non stanno testando il tuo inglese, ma la tua stabilità emotiva.

Se ti scusi troppo, sembri insicuro. Se citi solo le regole (“È vietato”), sembri rigido. Se reagisci di pancia, sei fuori. Tutto è appeso a un filo… Quello che funziona è avere uno schema mentale chiaro,  da seguire anche quando l’adrenalina sale. Non è una passeggiata, ma senza una strategia è facilissimo finire in confusione.

4. I test di logica e il terrore della matematica

Conversioni di valuta, fusi orari, logica visiva. In tanti entrano già spaventati solo al pensiero di questa prova, sussurrando al vicino: “Io non sono bravo in matematica”.

Ma qual è la verità? Questi test psico-attitudinali non servono a eliminare chi sbaglia un calcolo, ma chi va letteralmente in tilt davanti al problema. La gestione del tempo e dell’ansia conta più del risultato perfetto. I recruiter valutano la tua capacità di lavorare sotto stress. Esistono piccoli trucchi per affrontare questi test restando calmi e veloci, ma purtroppo nessuno te li spiega il giorno stesso.

5. La domanda più semplice… che elimina più candidati

“Descriviti in una parola.”

È una delle domande più brevi di tutto l’Assessment Day e, proprio per questo, tra le più pericolose. Molti la prendono alla leggera, convinti che sia solo un modo per rompere il ghiaccio, oppure non si preparano affatto perché non ne conoscono l’esistenza. In realtà, in quei pochi secondi, il recruiter sta estrapolando informazioni cruciali. Per esempio: quanto sei consapevole di te stesso, quanto conosci il tuo ruolo e quanto sai essere sintetico.

L’errore delle parole “vuote”

La maggior parte dei candidati risponde d’istinto: “Simpatico”, “Solare”, “Precisa”, “Perfezionista”. Sono parole belle, certo, ma vuote di significato per una compagnia aerea. Sono termini che i recruiter sentono cento volte al giorno e che non dicono nulla su come reagisci quando un volo è in ritardo o c’è un’emergenza medica. Le compagnie non cercano persone “piacevoli”. Cercano professionisti capaci di adattarsi. Scegliere la parola giusta significa dimostrare che sai cosa comporta lavorare in cabina. Termini come “Adattabile”, “Resiliente”, “Collaborativo” parlano la lingua dell’aviazione. Raccontano una mentalità, non un tratto caratteriale astratto.

Quello che devi sapere prima dell'Assessment Day

La maggior parte dei candidati si prepara solo all’aspetto esteriore, all’outfit, al trucco e al CV. Ma l’Assessment Day richiede molto di più. Servono la capacità di collaborare con sconosciuti, la gestione dello stress e una presenza che trasmetta sicurezza.

È qui che molti si bloccano. Non perché non siano capaci, ma perché nessuno spiega loro le regole del gioco. Ci si ritrova a improvvisare, cercando di sembrare perfetti senza sapere cosa i recruiter stiano valutando. La verità è che il colloquio di gruppo è un momento in cui devi mostrare come ragionare e come ti relazioni, senza sovrastare gli altri (non smetterò mai di ripeterlo – non devi fare il BOSS). Sono aspetti che non si improvvisano, ma diventano semplici quando sai cosa aspettarti.

Per questo ho lavorato per più di due mesi alla creazione di una guida dedicata proprio a questa fase, pensata per aiutarti a sentirti preparato, sicuro e meno confuso.

Colloquio di Gruppo per diventare Assistente di Volo

La guida definitiva per distinguerti e superare l’Assessment Day

 

 

Dentro troverai tutto ciò che ti serve per non farti cogliere impreparato:

  • Frasi pronte in inglese per gestire candidati dominanti (“Sharks”) e valorizzare il team.
  • Il Metodo C.E.S. per affrontare il Role Play senza panico.
  • Esercizi di gruppo risolti e spiegati (NASA, La Torre, Isola Deserta).
  • Checklist di grooming per superare i famosi “primi 6 secondi”.
  • Esempi reali di test di logica e di inglese.

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Le tue ali sono più vicine di quanto pensi

So che dopo aver letto tutti questi errori e trappole, l’Assessment Day può sembrare una montagna insormontabile. È anche normale sentirsi spaventati. Non stai solo investendo tempo, ma anche sogni e speranze.

Ma voglio dirti una cosa – il colloquio di gruppo non è un esame per supereroi. Non pensare che cerchino la perfezione, ma persone naturali, capaci di restare umane anche quando la pressione sale. La guida di cui ti ho parlato è una scorciatoia potente perché ti dà gli strumenti tecnici, ma il cuore ce l’hai tu. Ricordati che ogni volta che ti senti insicuro, pensa che anch’io ho ricevuto quei “no”. Anch’io ho tremato prima di entrare in quella stanza. Eppure, alla fine, quel trolley l’ho trascinato per gli aeroporti di tutto il mondo.

Se ti prepari con metodo e resti fedele a te stesso, non c’è “Squalo” né un test di logica che possano fermarti.

Ci vediamo a bordo!

Carmen ✈️

FAQ

Perché questa guida è fondamentale per superare la selezione?

Perché elimina l’improvvisazione. Mentre il 90% dei candidati va a tentativi, questa guida ti fornisce la strategia inversa. Partiamo da ciò che i recruiter valutano (la checklist nascosta) e ti diamo gli script esatti e le soluzioni ai giochi per soddisfare quei criteri.

Quanto dura un colloquio di gruppo?

L’esercizio, in sé, dura solitamente tra i 15 e i 30 minuti, ma ricorda che sei sotto osservazione per tutta la durata dell’Assessment Day.

Cosa valutano i recruiter durante le prove?

Non cercano la soluzione “giusta” al problema, ma osservano le tue Soft Skills: ascolto attivo, empatia, capacità di negoziazione e gestione del tempo.

Come devo vestirmi per l'ASSESSMENT DAY?

Business Attire rigoroso. Tailleur o completo formale, aspetto curato (grooming), capelli in ordine. Devi trasmettere professionalità e rispetto per il brand fin dal primo istante.

Come posso distinguermi senza sembrare competitivo?

Invece di cercare di prevalere, agisci da mediatore. Coinvolgi chi non sta parlando e sintetizza le idee del gruppo. I recruiter premiano chi fa vincere la squadra, non il singolo.

Cosa dire e cosa evitare durante la discussione?

Evita frasi aggressive come “Ti sbagli” o “Non sono d’accordo”. Usa frasi inclusive come “Ottimo punto, e potremmo aggiungere anche…” per costruire sulle idee degli altri.

Come gestire l’ansia prima di entrare?

Usa tecniche di respirazione (come il Box Breathing) o la visualizzazione positiva. Ricorda che l’ansia spesso deriva soltanto dalla mancanza di preparazione.

Cosa succede dopo il colloquio di gruppo?

Solitamente c’è una fase di eliminazione, detta “taglio”. Chi supera questa prova accede agli step successivi, come i test di lingua, il role play individuale o l’intervista finale.

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