Molti pensano che basti sorridere, parlare un buon inglese e avere una bella presenza per superare l’Assessment Day e ottenere finalmente le ali. Ma ti confesso una cosa – lo pensavo anch’io quando ho deciso di diventare assistente di volo. Ed è stato proprio questo errore a farmi tornare a casa a mani vuote… più di una volta.
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già inviato la candidatura a una compagnia aerea, oppure stai controllando la mail ogni cinque minuti in attesa del fatidico invito. Conosco benissimo quella sensazione. A parte l’entusiasmo e l’adrenalina, ci sono mille domande su come andrà a finire. E probabilmente ti immagini già in divisa, con il trolley da assistente di volo che scorre veloce in aeroporto.
Ma c’è una verità di cui si parla troppo poco – la maggior parte dei candidati viene eliminata proprio durante il colloquio di gruppo, spesso senza capire il perché.
Cosa nessuno ti spiega sull’Assessment Day
L’Assessment Day non è un semplice colloquio. È una prova comportamentale, studiata nei minimi dettagli da professionisti dell’industria e da psicologi, per osservare come reagisci sotto pressione.
Se entri in quella stanza senza sapere cosa stanno valutando, stai giocando una partita di cui non conosci le regole. Di solito è una partita persa fin da subito. Facendo ricerche online e leggendo le decine di email che ricevo, emerge sempre lo stesso problema – manca una procedura chiara su ciò che accade realmente. Il web è inondato di informazioni contrastanti sul colloquio di gruppo, che solo accrescono la confusione.
Perché il colloquio di gruppo spaventa così tanto?
Tantissimi candidati raccontano che il colloquio di gruppo delle compagnie aeree è la parte più destabilizzante dell’intero Assessment Day. Non perché sia “difficile” in senso tecnico, ma perché è imprevedibile. Chi l’ha già affrontato descrive la sensazione di entrare in una stanza in cui tutti sembrano più sicuri, più estroversi, più preparati. C’è chi teme di parlare troppo e chi teme di parlare troppo poco, chi si blocca perché non capisce se deve emergere o lasciare spazio agli altri, chi si sente osservato in ogni gesto, anche quando non sta parlando. Molti raccontano di essere usciti convinti di aver fatto bene, per poi essere scartati senza alcuna spiegazione. Altri, al contrario, sono passati pur avendo la sensazione di aver detto pochissimo.
Dunque, quello che emerge dalle esperienze condivise è che la difficoltà non sta nell’esercizio in sé, ma nel non sapere che cosa venga valutato. La maggior parte dei candidati arriva preparata sull’outfit e sul CV, ma non sulle dinamiche psicologiche e relazionali che determinano la selezione. Ed è proprio questa mancanza di chiarezza a generare ansia, confusione e la sensazione di non avere il controllo della situazione.
Ecco i 5 errori più comuni che puoi evitare:
1. La trappola dello “Squalo” nel colloquio di gruppo
Immagina lo scenario tipico – siete seduti in cerchio per l’esercizio di gruppo. Vi assegnano una prova (come il NASA Test, l’Isola Deserta o un altro scenario di problem solving). Dopo 30 secondi, c’è quella persona che prende il controllo, parla sopra tutti e decide per il gruppo. Sistematicamente, c’è sempre una persona del genere. Nel mondo delle selezioni viene chiamato “The Shark” (lo Squalo).
L’errore più comune
La maggior parte dei candidati reagisce in due modi sbagliati:
- Si chiude e smette di parlare, diventando invisibile (il “Fantasma”).
- Prova a competere alzando la voce per sovrastare lo squalo.
Entrambi vengono penalizzati e, una volta fuori, nessuno capisce quale sia stato l’errore fatale.
Cosa vogliono vedere i recruiter?
I recruiter non cercano un capo che comanda, ma una persona incline alla collaborazione e capace di una leadership calma. Esistono frasi precise, semplici e gentili (gli “script”) che ti permettono di fermare lo squalo, includere il gruppo ed emergere come un punto di equilibrio. Sono piccoli dettagli, ma fanno un’enorme differenza sul punteggio finale.
Vuoi imparare a gestire lo Squalo? Se vuoi conoscere le frasi esatte in inglese per disinnescare i candidati aggressivi e brillare come leader, nel mio manuale “Colloquio di Gruppo per Diventare Assistente di Volo” trovi gli script pronti all’uso.
2. Il colloquio inizia prima di entrare nella stanza (La regola dei 6 secondi)
Mi ricordo benissimo le 5 volte in cui ho partecipato all’Assessment Day, e credetemi, ne ho viste di tutti i colori. Dai candidati che si presentavano in hotel a cinque stelle con abiti sgargianti e capelli sciolti, alle persone talmente timide da non reagire a nessun stimolo.
Molti pensano che la valutazione inizi quando ci si presenta ufficialmente, ma in realtà inizia proprio quando metti piede nella location (o addirittura nel parcheggio).
Ricordati che i recruiter osservano costantemente:
- Come ti siedi?
- Come aspetti.
- Come interagisci (o non interagisci) con gli altri candidati?
C’è un errore non verbale che vedo spesso e che comunica noia, insicurezza o disinteresse: l’uso del cellulare. E no, non parlo solo del sorriso. C’entra come occupi lo spazio, come usi il corpo e come ti presenti, ancora prima di dire il tuo nome.
3. Il panico durante il Role Play individuale
Hai superato la prova di gruppo. Entri nella stanza per il colloquio individuale. All’improvviso, il recruiter cambia espressione e diventa un passeggero arrabbiato, aggressivo, talvolta persino scortese.
In questa fase non stanno testando il tuo inglese, ma la tua stabilità emotiva.
Se ti scusi troppo, sembri insicuro. Se citi solo le regole (“È vietato”), sembri rigido. Se reagisci di pancia, sei fuori. Tutto è appeso a un filo… Quello che funziona è avere uno schema mentale chiaro, da seguire anche quando l’adrenalina sale. Non è una passeggiata, ma senza una strategia è facilissimo finire in confusione.
4. I test di logica e il terrore della matematica
Conversioni di valuta, fusi orari, logica visiva. In tanti entrano già spaventati solo al pensiero di questa prova, sussurrando al vicino: “Io non sono bravo in matematica”.
Ma qual è la verità? Questi test psico-attitudinali non servono a eliminare chi sbaglia un calcolo, ma chi va letteralmente in tilt davanti al problema. La gestione del tempo e dell’ansia conta più del risultato perfetto. I recruiter valutano la tua capacità di lavorare sotto stress. Esistono piccoli trucchi per affrontare questi test restando calmi e veloci, ma purtroppo nessuno te li spiega il giorno stesso.
5. La domanda più semplice… che elimina più candidati
“Descriviti in una parola.”
È una delle domande più brevi di tutto l’Assessment Day e, proprio per questo, tra le più pericolose. Molti la prendono alla leggera, convinti che sia solo un modo per rompere il ghiaccio, oppure non si preparano affatto perché non ne conoscono l’esistenza. In realtà, in quei pochi secondi, il recruiter sta estrapolando informazioni cruciali. Per esempio: quanto sei consapevole di te stesso, quanto conosci il tuo ruolo e quanto sai essere sintetico.
L’errore delle parole “vuote”
La maggior parte dei candidati risponde d’istinto: “Simpatico”, “Solare”, “Precisa”, “Perfezionista”. Sono parole belle, certo, ma vuote di significato per una compagnia aerea. Sono termini che i recruiter sentono cento volte al giorno e che non dicono nulla su come reagisci quando un volo è in ritardo o c’è un’emergenza medica. Le compagnie non cercano persone “piacevoli”. Cercano professionisti capaci di adattarsi. Scegliere la parola giusta significa dimostrare che sai cosa comporta lavorare in cabina. Termini come “Adattabile”, “Resiliente”, “Collaborativo” parlano la lingua dell’aviazione. Raccontano una mentalità, non un tratto caratteriale astratto.
Quello che devi sapere prima dell'Assessment Day
La maggior parte dei candidati si prepara solo all’aspetto esteriore, all’outfit, al trucco e al CV. Ma l’Assessment Day richiede molto di più. Servono la capacità di collaborare con sconosciuti, la gestione dello stress e una presenza che trasmetta sicurezza.
È qui che molti si bloccano. Non perché non siano capaci, ma perché nessuno spiega loro le regole del gioco. Ci si ritrova a improvvisare, cercando di sembrare perfetti senza sapere cosa i recruiter stiano valutando. La verità è che il colloquio di gruppo è un momento in cui devi mostrare come ragionare e come ti relazioni, senza sovrastare gli altri (non smetterò mai di ripeterlo – non devi fare il BOSS). Sono aspetti che non si improvvisano, ma diventano semplici quando sai cosa aspettarti.
La guida definitiva per distinguerti e superare l’Assessment Day
Le tre fasi della selezione, una per volume
Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura.
Vedi i libriVuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching
Dentro troverai tutto ciò che ti serve per non farti cogliere impreparato:
- ✅ Frasi pronte in inglese per gestire candidati dominanti (“Sharks”) e valorizzare il team.
- ✅ Il Metodo C.E.S. per affrontare il Role Play senza panico.
- ✅ Esercizi di gruppo risolti e spiegati (NASA, La Torre, Isola Deserta).
- ✅ Checklist di grooming per superare i famosi “primi 6 secondi”.
- ✅ Esempi reali di test di logica e di inglese.
Le tue ali sono più vicine di quanto pensi
So che dopo aver letto tutti questi errori e trappole, l’Assessment Day può sembrare una montagna insormontabile. È anche normale sentirsi spaventati. Non stai investendo solo tempo, ma anche sogni e speranze. Se vuoi una preparazione più completa per tutte le fasi della selezione per diventare assistente di volo, nella mia pagina RISORSE trovi tutti i materiali dedicati.
Ma voglio dirti una cosa – il colloquio di gruppo non è un esame per supereroi. Non pensare che cerchino la perfezione, ma persone naturali, capaci di restare umane anche quando la pressione sale. La guida di cui ti ho parlato è una scorciatoia potente perché ti dà gli strumenti tecnici, ma il cuore ce l’hai tu. Ricordati che ogni volta che ti senti insicuro, pensa che anch’io ho ricevuto quei “no”. Anch’io ho tremato prima di entrare in quella stanza. Eppure, alla fine, quel trolley l’ho trascinato per gli aeroporti di tutto il mondo.
Se ti prepari con metodo e resti fedele a te stesso, non c’è “Squalo” né un test di logica che possano fermarti.
Ci vediamo a bordo!
Carmen ✈️
FAQ
Perché elimina l’improvvisazione. Mentre il 90% dei candidati va a tentativi, questa guida ti fornisce la strategia inversa. Partiamo da ciò che i recruiter valutano (la checklist nascosta) e ti diamo gli script esatti e le soluzioni ai giochi per soddisfare quei criteri.
L’esercizio, in sé, dura solitamente tra i 15 e i 30 minuti, ma ricorda che sei sotto osservazione per tutta la durata dell’Assessment Day.
Non cercano la soluzione “giusta” al problema, ma osservano le tue Soft Skills: ascolto attivo, empatia, capacità di negoziazione e gestione del tempo.
Business Attire rigoroso. Tailleur o completo formale, aspetto curato (grooming), capelli in ordine. Devi trasmettere professionalità e rispetto per il brand fin dal primo istante.
Invece di cercare di prevalere, agisci da mediatore. Coinvolgi chi non sta parlando e sintetizza le idee del gruppo. I recruiter premiano chi fa vincere la squadra, non il singolo.
Evita frasi aggressive come “Ti sbagli” o “Non sono d’accordo”. Usa frasi inclusive come “Ottimo punto, e potremmo aggiungere anche…” per costruire sulle idee degli altri.
Usa tecniche di respirazione (come il Box Breathing) o la visualizzazione positiva. Ricorda che l’ansia spesso deriva soltanto dalla mancanza di preparazione.
Solitamente c’è una fase di eliminazione, detta “taglio”. Chi supera questa prova accede agli step successivi, come i test di lingua, il role play individuale o l’intervista finale.
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Per diventare assistente di volo di Volotea sono richiesti almeno 18 anni, un livello di inglese B2 comprovato da un test durante la selezione, un passaporto europeo e un’altezza minima di 157 cm senza scarpe. Servono anche la capacità di nuotare 100 metri in 2 minuti e 30 secondi, la patente di guida e la residenza entro 60 minuti dall’aeroporto della base. La candidatura si effettua esclusivamente online, senza Open Day né agenzie di intermediazione. Volotea ha otto basi operative in Italia — Ancona, Bari, Firenze, Napoli, Olbia, Palermo, Venezia e Verona — e non richiede esperienza pregressa nel settore. https://youtu.be/YKZJ4_DPXAQ Questi sono i requisiti principali che, alla fine, da soli, non ti faranno assumere. Tre di quei requisiti sono così specifici che, sfortunatamente, moltissime persone scoprono di non averli proprio il giorno stesso della prova, quando ormai è tardi per rimediare. Vale la pena tenerne conto anche per le candidature ad altre compagnie aeree, perché sono condizioni, possiamo dire, universalmente valide. In questa guida ti spiego come funziona la selezione di una compagnia che non organizza Open Day. In effetti, Volotea è l’unica compagnia italiana che non rende pubblici gli stipendi. Infine, un’anteprima di ciò che cercano i recruiter nel momento del colloquio. Prima, però, una cosa che dovrai segnare in agenda. 📌 Posizioni Volotea aperte — verificato il 23 agosto 2026 Volotea ha annunciato l’apertura della sua ottava base italiana ad Ancona, operativa da dicembre 2026, con un Airbus A320 basato all’Aeroporto delle Marche e 30 nuovi posti di lavoro diretti. Ancona — posizione Cabin Crew attualmente aperta sul portale ufficiale Attenzione a un dettaglio che potrebbe scapparti. Volotea non fa Open Day e non pubblica calendari di selezione. Gli annunci aprono e chiudono per singola base, spesso con poche settimane di preavviso, quindi l’unico modo per non perderli è iscriversi alla Talent Community della compagnia e attivare le notifiche. 👉 Candidati su jobs.volotea.com · oppure iscriviti alla Talent Community Chi sono e perché puoi fidarti di questa guida Per chi non mi conosce ancora, sono Carmen. Ho lavorato come assistente di volo per Ryanair e Buzz, con certificazione EASA CCA, e come hostess di terra per Alyzia, occupandomi dei voli di easyJet, Wizz Air, Turkish Airlines e Royal Air Maroc. Oggi accompagno chi sogna di diventare cabin crew a prepararsi ai colloqui e agli Assessment Day. Anch’io, prima di essere assunta, ero nel punto esatto in cui ti trovi tu ora. Chi è Volotea e perché conviene iniziare da qui Volotea è una compagnia aerea low cost spagnola fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, gli stessi due fondatori di Vueling, con i primi voli operati a partire dal 2012. Ha la sede centrale a Barcellona e si definisce la compagnia delle piccole e medie città europee, una posizione che non è marketing ma un modello industriale preciso — collega direttamente città che i grandi hub ignorano, spesso su rotte che nessun altro opera. Nel 2026 Volotea opera oltre 430 rotte, di cui più della metà in esclusiva, offre quasi 13 milioni di posti e vola verso più di 110 aeroporti con una flotta di 44-45 Airbus A319 e A320. A maggio 2026 ha raggiunto il traguardo di 85 milioni di passeggeri trasportati. Per chi vive in Italia questo modello ha una conseguenza diretta e importante. Volotea ha otto basi italiane, più di quante ne abbia qualunque altra compagnia straniera nel Paese, distribuite lungo tutta la penisola invece di concentrarsi su Roma e Milano. 3 Cose da Sapere su Volotea Ed ecco che arrivano tre fatti che cambiano la percezione di Volotea come semplice low cost. Il primo — Volotea sta aprendo basi a un ritmo che poche compagnie europee reggono. Solo nell’arco di dodici mesi ha aperto o annunciato Limoges a febbraio 2026, Montpellier a novembre 2026 e Ancona a dicembre 2026, arrivando a 22 basi europee. Come dicevo negli altri articoli, quando una compagnia apre una base, non assume una persona, ma ne assume una trentina in un colpo solo. È il tuo momento per valutare se puoi realizzare il tuo sogno con loro. Il secondo — il contratto è locale. Questa è la differenza più grande rispetto al modello Ryanair, in cui ti sposti dove ti mandano, ma lavori nella base per cui hai presentato la candidatura, con un contratto del Paese in cui vivi. È il motivo per cui esiste il vincolo dei 60 minuti dall’aeroporto di cui ti parlo tra poco, ed è anche il motivo per cui Volotea è una scelta sensata per chi ha una famiglia, uno studio in corso o semplicemente non vuole trasferirsi a 25 anni. Il terzo, e per me il più interessante per chi inizia, è la velocità di carriera. L’annuncio ufficiale di Volotea afferma che è possibile raggiungere un ruolo senior in un solo anno, molto più rapidamente rispetto ad altre compagnie. Pensa che quando ho iniziato la mia carriera come hostess di volo, prima di potermi candidare per un posto di responsabile di cabina ho dovuto passare un intero anno come junior, e in molte compagnie il percorso è ancora più lungo. Ti dico con sincerità che, se oggi partissi da zero e vivessi vicino a uno degli otto aeroporti italiani con base Volotea, questa sarebbe una delle prime compagnie che prenderei seriamente in considerazione. Proprio perché ti fa entrare nel settore senza chiederti di ribaltare la tua vita. Le email che ricevo ogni giorno hanno tutte lo stesso tema — posso candidarmi e restare nella base in cui ho sostenuto il colloquio? Ed ecco la tua occasione d’oro. Quali sono i requisiti per diventare assistente di volo Volotea Ecco i requisiti che ti consiglierei di leggere attentamente: I 12 requisiti Volotea Presi alla lettera dall’annuncio ufficiale Filtro secco — o c’è o non c’è Si prepara — parti da oggi Altezza minima 157 cm Senza scarpe. Nessuna altezza massima indicata. È il minimo più accessibile tra le compagnie che operano in Italia. Residenza entro 60 minuti Dall’aeroporto della base. Va soddisfattoLeggi tutto »Come diventare Assistente di volo Volotea — Requisiti e Selezioni
La giornata tipica di un’assistente di volo è circondata da leggende, anche se sappiamo benissimo che tutto dipende dalle compagnie aeree per cui lavora. E se ti dicessi che il mio ufficio è stato per anni interi a 10.000 metri di quota? Sono sicura che, se sei qui, vorrai avere lo stesso privilegio, ma non sai come renderlo concreto. Spesso mi viene chiesto com’è la vita di un’assistente di volo, e le opinioni che ricevo dopo aver risposto variano molto a seconda di ciò che la persona di fronte a me ha già sentito dire. Posso dire, innanzitutto, che è un mix di adrenalina, sorrisi e troppe procedure di sicurezza rigide. Il parere generale è che una hostess di volo o uno steward sia lì solo per servire il caffè. Ma la verità è che un assistente di volo deve essere in prima linea per la sicurezza, pronto per il pronto soccorso e anche ambasciatore della compagnia. Tutto questo, ovviamente, con il sorriso e in divisa impeccabile. Siete pronti a volare con me? Ecco il dietro le quinte della mia giornata tipo, dall’allarme mattutino al rientro a casa. Hostess di volo preparazione della cabina Preparazione e look per la nuova giornata di volo La giornata tipo di un’assistente di volo inizia ben prima che sorga il sole, se hai un volo che parte nella mattinata presto. Preparazione Conosci già da giorni il tuo planning e hai anche controllato i dati aggiornati la sera prima di andare a dormire! Perché la regola numero uno è mai fare tardi? Un ritardo dell’equipaggio comporta un ritardo per centinaia di passeggeri, senza contare che fai aspettare anche i tuoi colleghi. Mi sveglio con almeno tre ore di anticipo. La preparazione non è solo fisica, ma mentale. Devo essere riposata, lucida e, soprattutto, presentabile. Look L’uniforme deve essere perfetta, senza pieghe, e il mio aspetto deve riflettere la professionalità e l’affidabilità della compagnia aerea. Sono l’ambasciatrice della compagnia aerea per la quale lavoro. Il mio trolley da Assistente di Volo sembra una vera e propria cassetta degli attrezzi che contiene l’immancabile Cabin Crew Manual (il nostro vangelo), la torcia, il kit di pronto soccorso personale e, ovviamente, il mio passaporto e la licenza di volo (chiamata anche Attestato EASA), documenti per le varie formalità, delle penne funzionanti, una grande bottiglia d’acqua e soprattutto qualcosa da mangiare, preferibilmente preparato il giorno prima, poco salato e salutare. Durante il volo, ci si disidrata, quindi il sale non dovrebbe essere presente in quantità eccessive nei pasti. Fatto tutto, non dimentico di dare ancora uno sguardo allo chignon ben curato, al rossetto della stessa tonalità delle unghie, un rosso più o meno acceso (regole strette della Ryanair). Sono pronta, prendo le valigie e parto con un’ora di anticipo. Di solito, dall’appartamento dove abito all’aeroporto il bus impiega solo 30 minuti, ma, per sicurezza, considerando il traffico, parto con un po’ di anticipo. https://youtu.be/2bJ2xRf995Q?si=TBu5MBjW03lTbYJy In aeroporto tra briefing e controlli prima del volo Arrivata in aeroporto, mi dirigo verso la Crew Room, che è il nostro ufficio per il briefing operativo. Questo è il cuore della nostra preparazione. Cosa facciamo: Prendo innanzitutto conoscenza del resto del team di cabina e dei piloti. È fondamentale instaurare immediatamente un clima di fiducia e collaborazione. Dettagli del volo: Il Comandante ci informa sulla rotta (es. da Milano Linate a Parigi CDG), sulla durata, sulle condizioni meteorologiche previste e sui potenziali venti o turbolenze. Sicurezza e Primo Soccorso: Il capocabina (o Senior Cabin Crew o Number 1) pone domande a sorpresa sulle procedure di emergenza, sulle posizioni delle attrezzature e sugli scenari medici. Dobbiamo dimostrare di essere pronti e, soprattutto, di conoscere tutte le procedure del Manuale, che, per quanto riguarda lo spessore, ha vaghe somiglianze con una Bibbia. Informazioni sui passeggeri: Riceviamo informazioni importanti, come il numero di passeggeri (compresi i bambini e i neonati), la presenza di passeggeri con esigenze speciali (es. disabili o malati) o di VIP. Dichiarazione doganale: Per i voli internazionali, dobbiamo essere preparati alle procedure doganali e di immigrazione. Solo dopo un briefing approvato, effettuiamo i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio e ci dirigiamo verso l’aereo. Abbiamo sempre la priorità assoluta ovunque in aeroporto. CONSIGLIO Sei ancora nella fase in cui devi decidere se diventare assistente di volo? Dai un’occhiata a tutte le risorse: Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Preparazione cabina e controlli di sicurezza aerea, prima dell’imbarco L’aereo è la nostra responsabilità. Prima che un singolo passeggero salga a bordo, effettuiamo i Controlli di Sicurezza Preliminari (o Safety Check). Sono obbligatori e i controlli devono essere estremamente accurati. Responsabile di cabina in comunicazione con i piloti Questo è un momento cruciale, in cui l’assistente di volo deve concentrarsi su: Verifica degli equipaggiamenti di emergenza: Controlliamo che l’ossigeno supplementare, i giubbotti di salvataggio, gli estintori e i kit di pronto soccorso siano al loro posto, sigillati e in buono stato. Se manca qualcosa o un sigillo è rotto, il volo non partirà! Ispezione della cabina (Security Search): Per i voli internazionali, verifichiamo che non siano presenti oggetti sospetti lasciati dai passeggeri precedenti o dal personale di terra. Verifica della cucina (Galley): Controlliamo che il catering sia conforme al manifesto di volo e che le attrezzature (forni, carrelli) funzionino correttamente. Il forno deve essere controllato quasi subito per prevenire gli incendi. Solo quando il Safety Check è completo, comunichiamo immediatamente al responsabile di cabina: “Cabin Ready!” L’imbarco dei passeggeri L’imbarco è il momento in cui passiamo dal rigore del briefing all’interazione con il pubblico. Diamo il benvenuto, controlliamo le carte d’imbarco e assistiamo i passeggeri con i bagagli a mano. Tutto col sorriso, that’s for sure! Sei lì per gestire gli imprevisti, anche quelli più comuni, come quella volta in cui un passeggero ha cercato di sistemare il suo trolley oversize nel vano bagagli, bloccando l’intero corridoio. LaLeggi tutto »La giornata tipo di un’assistente di volo
La cifra reale di ore volate e di servizio Quando si sogna di diventare assistente di volo (Hostess/Steward), l’entusiasmo per i viaggi e le destinazioni esotiche è alle stelle. Ma c’è una domanda cruciale, spesso elusa, che ronza nella testa di tutti: quante ore lavora un assistente di volo al mese, in realtà? La verità è che, finché non si è dentro, nessuno conosce la cifra reale di ore volate e servizio. E ve lo confesso, nemmeno io all’inizio lo sapevo davvero e ho applicato senza nemmeno pensarci troppo. Sapevo solo che volevo lavorare nel settore aereo e basta. Si naviga tra leggende metropolitane, voci di corridoio e la confusione tra “ore di volo effettive” e “ore di servizio”. Se stai cercando una risposta precisa su come cambierà la tua vita lavorativa e quante volte al mese vedrai la tua casa, sei nel posto giusto. Non si tratta di un semplice lavoro d’ufficio con un orario fisso, per questo il calcolo è molto più complesso e affascinante. https://youtu.be/KF4t1PjvzFQ La differenza cruciale tra le ore di volo versus ore di servizio Per un assistente di volo, l’orario di lavoro non è quello che potreste immaginare in un ufficio. Tutto avviene più “fuori” che dentro un ufficio, nel vero senso della parola. Esistono due concetti fondamentali da distinguere, e questo è il primo segreto da svelare: Ore di volo effettive (Block Hours/Duty Time) sono le ore conteggiate per la paga e che rientrano nei limiti legali di sicurezza. Generalmente, si contano dal momento in cui l’aereo inizia a muoversi dal parcheggio (push-back) fino a quando non si ferma al gate di destinazione. Praticamente, quando le porte dell’aereo si chiudono e si aprono. Ore di servizio (Duty Time) – questo è il tempo totale in cui sei “a disposizione” della compagnia aerea. Include il tempo prima del volo (briefing, preparazione, controlli), che di solito dura un’ora, le ore di volo effettive, il tempo a terra tra i voli (layover brevi) e il tempo dopo l’atterraggio (debriefing, pratiche finali). Le ore di servizio sono sempre molto più lunghe di quelle di volo. Hostess di volo consultando gli orari di volo Quante ore di volo si fanno al mese? Quando si parla di orario di lavoro effettivo, le compagnie aeree e i contratti (specialmente quelli italiani e internazionali) fanno riferimento principalmente alle ore di volo mensili. Ma speghiamolo in dettaglio: Il range standard di ore volate Per la maggior parte delle compagnie aeree, sia di bandiera che low-cost, il monte ore di volo mensile si attesta in un intervallo ben definito: Minimo Garantito Molti contratti (soprattutto in Italia) prevedono un monte ore minimo garantito che si aggira intorno alle 50-70 ore al mese. Queste ore vengono pagate indipendentemente dal fatto che l’Assistente di Volo le voli effettivamente. Media reale di qante ore si volano effettivamente Un assistente di volo a tempo pieno vola in media tra le 70 e le 90 ore al mese. Alcune compagnie aeree “dicono” che al di là delle 90 ore non sia legale, ma i pareri sono come al solito divisi. Massimo legale tra i limiti EASA e ENAC Per ragioni di sicurezza e fatica (regolamentate da ENAC in Italia e EASA in Europa), il limite massimo di ore di volo è spesso fissato intorno alle 90 ore al mese o poco più, in base alla specifica regolamentazione e al tipo di servizio (lungo, medio o corto raggio). In aggiunta, il limite legale delle ore di duty (servizio) non può superare le 12 ore esatte in un singolo turno, con eccezioni. Assistenti di volo Air Baltic Quale é l’impatto delle ore di servizio e quanto si lavora effettivamente come assistente di volo? Non fatti ingannare dalla cifra delle 90 ore di volo! La vita lavorativa è definita dalle ore di servizio, che trasformano quelle 90 ore in qualcosa di molto più impegnativo. Infatti, come dicevo all’inizio dell’articolo, quando non sei “dentro” non potrai mai sapere che parti per 8-9 ore di servizio ma che subito diventano 12 perché ci sono delle formalità ad adempere e dei ritardi. A titolo di esempio, considera che un tipico turno, che include un volo di andata e ritorno o un solo volo a lungo raggio, può contare: Circa 1-2 ore di preparazione/briefing prima del decollo. Le ore di volo effettive. Circa 30-60 minuti di debriefing dopo l’atterraggio. Questo significa che per un volo effettivo di 4 ore, le ore di servizio complessive possono facilmente superare le 6-7 ore. Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Giorni lavorativi e riposi Un altro modo per misurare il carico di lavoro degli assistenti di volo è in giorni: In media, un assistente di volo lavora per circa 15-20 giorni al mese, includendo i turni di “Riserva” (stand-by) in cui si è a disposizione a casa o in aeroporto. I contratti prevedono tipicamente 10-12 giorni di riposo garantiti al mese, che possono essere consecutivi o intervallati in base al tipo di pianificazione. In sintesi, il totale delle ore di servizio al mese può arrivare a superare le 200 ore, anche se le ore di volo pagate sono solo la metà. A tenere a mente quando si considera l’intento di diventare hostess di volo o steward! Fattori che influenzano il Monte Ore Quali sono i motivi per cui l’orario di lavoro mensile di un assistente di volo non è sempre lo stesso e può cambiare da una persona all’altra o da un mese all’altro? Il tuo orario di lavoro può variare drasticamente in base a diversi elementi: Compagnia aerea Le compagnie low-cost (spesso focalizzate sul corto raggio) tendono ad avere più giorni lavorativi al mese, con turni brevi e intensi per massimizzare il numero di voli (anche se con meno ore di volo per singolo giorno). Le compagnie di bandiera o quelle con molte tratte intercontinentali (lungo raggio), comeLeggi tutto »Quanto lavora un assistente di volo al mese?