Se hai passato ore sui forum o sui gruppi Facebook e sugli altri social, avrai notato che le risposte alle domande su quale livello d’inglese sia richiesto per fare l’assistente di volo e passare l’Assessment Day sono spesso disparate e contraddittorie. Ricevo ogni giorno messaggi su Instagram da aspiranti cabin crew confusi. C’è chi dice che serva una laurea, chi pensa che basti un inglese scolastico, e chi non ha molto chiara la differenza tra i vari livelli. Lo capisco.
La verità è che non esiste molto materiale strutturato al riguardo. In questo articolo, userò la mia esperienza in entrambi i settori, volo e check-in, per darti la mappa definitiva che Surprising Aviation ha creato per te.
1. Il livello di inglese per diventare assistente di volo
Una delle domande che più affollano i miei messaggi su Instagram è: quale livello di inglese è necessario per lavorare come hostess di volo? Noto una confusione che regna sovrana, perché spesso si confonde la teoria scolastica con la pratica in cabina o in aeroporto. E la cosa che mi meraviglia di più è che tutte le compagnie del mondo chiedano livelli diversi, pur sapendo che l’inglese usato nel settore aviatico è un unico livello.
Perché il livello A2 non è sufficiente?
Molti candidati aspiranti si chiedono se un livello di inglese A2 sia sufficiente per iniziare questa carriera. Analizzando la realtà che ho incontrato in aeroporto, la risposta è purtroppo negativa. A un livello A2, una persona è in grado di comprendere espressioni di uso quotidiano e di gestire scambi molto semplici, ma l’aviazione richiede una comunicazione ben superiore. Devi immaginarti di dover spiegare le procedure di evacuazione o gestire un passeggero in caso di emergenza medica… Ebbene, in questi casi, la barriera linguistica dell’A2 diventerebbe un rischio per la sicurezza. E, come dico in quasi ogni articolo, la sicurezza è il mantra del settore aeronautico. Per questo motivo, le compagnie aeree internazionali scartano quasi immediatamente i profili che non dimostrano almeno una fluidità intermedia.
Qual è la differenza tra la certificazione B1 e quella B2?
Un altro tema caldissimo riguarda la differenza tra la certificazione B1 e quella B2 in inglese. Mentre il livello B1 (Intermediate) ti permette di descrivere esperienze, sogni e speranze, il livello B2 (Upper Intermediate) è quello che le compagnie definiscono davvero “buono”. Se ti chiedi se il livello B2 sia sufficiente per lavorare come assistente di volo, la risposta è sì. In pratica, è il livello di soglia che ti permette di sostenere un’intera giornata di Assessment Day senza affanno. Tuttavia, è fondamentale capire che alle compagnie spesso non interessa il pezzo di carta di una specifica scuola. Ciò che conta è la tua capacità di sostenere una conversazione professionale sotto stress, non la certificazione in sé. A proposito, la maggior parte delle compagnie aeree non richiede la certificazione linguistica. Se invierai la candidatura a una grande compagnia aerea nazionale, avrai più probabilità di dover presentare anche un documento che attesti il tuo livello.
Che livello di inglese serve per lavorare in un aeroporto?
Non dobbiamo dimenticare chi desidera iniziare dal basso. Per i ruoli di terra, come l’addetto al check-in, i requisiti possono essere leggermente più flessibili rispetto a quelli del volo, ma resta comunque necessaria una solida base B1. Nel mio caso, avevo iniziato la mia carriera al livello più alto, come hostess di volo, per poi “scendere a terra” nel ruolo di addetto al check-in. Il livello richiesto per lavorare allo scalo aeroportuale è molto più basso e, di conseguenza, più facile da raggiungere. Trovo che lavorare in aeroporto sia il miglior modo per imparare l’inglese tecnico — come i termini relativi ai bagagli, ai visti e ai ritardi — prima di fare il salto al ruolo di assistente di volo.
Gli acronimi e i codici aeroportuali
Tra l’altro, chi ha lavorato a terra sa che l’inglese aeroportuale è fatto di acronimi e codici precisi. Portare questa precisione al colloquio per l’assistente di volo dimostra che non sei un principiante, ma un professionista che sa già cosa significa lavorare nel settore.
Mettiamoci alla prova insieme prima del grande giorno
Tuttavia, c’è una grande differenza tra conoscere un codice e usarlo con naturalezza sotto pressione. Ho visto tantissimi candidati scrivere “Fluent” sul CV e bloccarsi proprio sul più bello durante l’Assessment Day.
La verità è che leggere queste frasi è il primo passo, ma dirle ad alta voce, guardando negli occhi un recruiter, è tutt’altra storia.
Per questo ho creato il mio percorso di coaching individuale, uno spazio dedicato esclusivamente a trasformare la tua conoscenza teorica in pratica. Insieme lavoreremo intensamente su:
- Simulazione del Role Play — impari a gestire il passeggero difficile usando i termini tecnici corretti, esattamente come ti verrà chiesto all’Assessment Day
- Pronuncia e naturalezza — ti alleno a rispondere con sicurezza, non a memoria,
- Il tuo spazio sicuro — sessioni pensate per sbagliare, correggere e arrivare al giorno della selezione sicuro di te
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2. Serve la laurea per diventare assistente di volo?
Un altro grande interrogativo riguarda che cosa studiare per diventare assistente di volo. Molti giovani, e meno giovani, sono convinti che servano anni di università o di scuole specializzate costosissime, ma la realtà è molto più accessibile se sai dove guardare.
Che scuola devo fare per diventare assistente di volo?
Un altro grande interrogativo riguarda che cosa studiare per diventare assistente di volo. Molti giovani, e meno giovani, sono convinti che servano anni di università o di scuole specializzate costosissime, ma la realtà è molto più accessibile se sai dove guardare.
Quanti anni ci vogliono per diventare hostess di volo?
A differenza di altre professioni, il percorso è estremamente rapido. Una volta superata la selezione, il corso di addestramento dura solitamente da 4 a 6 settimane. È un periodo di studio intenso in cui si impara tutto ciò che serve per essere un perfetto cabin crew: medicina aeronautica, procedure di evacuazione e, anche se fa un po’ paura, la gestione degli incendi a bordo.
È un periodo meraviglioso di scoperta continua, di networking ed esplorazione della nuova città che potrebbe diventare la tua futura base. Ma, come dicevo prima, il periodo è talmente intenso che non avrai tempo per pensare a divertirti, almeno fino a quando non avrai finito i tuoi esami più difficili, gli Initial e i Conversion.
Requisiti fisici e pratici
Oltre allo studio, bisogna considerare i requisiti fisici e pratici, come la capacità di nuotare, un’altezza minima per accedere alle dotazioni di sicurezza e l’assenza di tatuaggi visibili in divisa. Se vuoi saperne di più, ti consiglio l’articolo “Come diventare assistente di volo nel 2026”, in cui spiegherò nel dettaglio tutto ciò che serve per realizzare il tuo sogno.
3. Il multilinguismo per chi sogna lavorare come assistente di volo
La domanda su quante lingue bisogna conoscere per fare l’hostess nasconde una realtà talvolta molto competitiva. Sebbene il bilinguismo (italiano e inglese) ti permetta di accedere alla maggior parte delle compagnie europee, la terza lingua è quella che ti consente di scegliere la tua base. E te lo dico con sincerità, non è una cosa da poco. Conoscere il tedesco, ad esempio, ti rende un candidato prioritario per basi come Francoforte o Monaco.
Al momento della mia candidatura come assistente di volo, a 40 anni, parlavo tre lingue straniere – il rumeno, l’italiano e l’inglese (oggi anche il francese) – e questo ha contribuito in modo particolare durante l’Assessment Day.
Oggi, conoscere il mandarino, l’arabo o il giapponese non ti rende solo un assistente di volo, ma una risorsa preziosa per i voli a lungo raggio. E tutto questo perché puoi influenzare davvero la velocità della tua progressione di carriera verso ruoli di Purser, Inflight Manager ovvero Responsabile di cabina.
Quanto bisogna studiare per fare l’hostess?
Non esiste una risposta uguale per tutti, perché dipende molto dal tuo punto di partenza. Se il tuo inglese è già a livello B1 solido, con qualche mese di pratica mirata potresti arrivare a un B2 convincente. Il segreto, però, non è studiare di più: è studiare meglio. Quando sei davanti al recruiter, o peggio durante un’emergenza a 30.000 piedi, a nessuno importerà se ricordi a memoria la regola del Future Perfect Continuous. Devi invece padroneggiare due linguaggi che a scuola non ti insegnano: il vocabolario della sicurezza e quello dell’Empatia. Ricordati che la sicurezza e il servizio clienti sono i due pilastri di un assistente di volo.
4. Allora quale livello di inglese è sufficiente? B1 o B2?
Nonostante l’importanza di altre lingue, l’inglese resta il tuo vero passaporto universale. Ci sono ancora tantissimi candidati che si bloccano davanti alla certificazione inglese B1 e B2 e alla loro differenza tra loro. In pratica, la differenza è puramente tecnica.
Il B1 è un livello di sopravvivenza – ti permette di comprendere le istruzioni di base. Il B2, invece, è il livello in cui inizi a possedere la lingua. Con questo livello riuscirai a gestire un passeggero indisciplinato o una situazione medica complessa senza dover cercare le parole.
Se ti stai chiedendo se il livello inglese B2 sia buono, la risposta è sì. È la risposta che do quasi ogni giorno a chi mi scrive su Instagram. Questo livello è il minimo richiesto per non sentirsi gli occhi sbarrati addosso ogni volta che apri la bocca in cabina. Al contrario, un livello A2 è raramente considerato adeguato per il volo, poiché non garantisce la sicurezza nelle comunicazioni d’emergenza. Il pilota o uno dei tuoi colleghi potrebbe avere seri problemi di comprensione nei momenti chiave del volo, e ce ne sono davvero tanti!
LO SAPEVI?
Hostess o Assistente di Volo?
Infine, facciamo un po’ di chiarezza sui termini. Da che lingua deriva il termine “hostess”? Il termine ha origini latine (hospes), ma nel tempo è diventato quasi obsoleto nel linguaggio tecnico aeronautico. Oggi, la differenza tra hostess e assistente di volo è principalmente una questione di professionalità e genere: si preferisce il termine “Assistente di Volo” o “Cabin Crew” perché sottolinea il ruolo fondamentale di addetto alla sicurezza.
Quali sono le differenze tra hostess e assistente di volo? Al di là del nome, la sostanza è la stessa: sei tu la prima linea di difesa della sicurezza a bordo. Il cambio di terminologia riflette un’evoluzione culturale e professionale del settore, da abbracciare con orgoglio.
Come massimizzare le tue chance
Se senti che il tuo inglese è il tuo punto debole, non aspettare di essere scartato a un Assessment Day. È una giornata in cui devi essere al massimo della concentrazione e aumentare il più possibile le tue probabilità di accedere alla carriera che sogni da tempo. Ai miei tempi non avevo nessuno che mi guidasse né mi dicesse dove stavo sbagliando. E infatti ho “perso”, se posso dirlo così, cinque anni a provare e riprovare a diventare hostess di volo.
Ed è proprio perché la preparazione e la pratica sono l’unico modo per trasformare un livello B1 in una performance da B2 fluente che ti consiglio di dare un’occhiata alla pagina RISORSE, dove trovi tutti i materiali che possono guidarti.
Non dimenticare mai di andare a prendere le tue ali, perché nessuno lo farà al posto tuo.
FAQ
Il livello minimo richiesto è il B2 (Upper Intermediate). È il livello che ti permette di gestire conversazioni professionali sotto stress, emergenze mediche e passeggeri difficili senza dover cercare le parole.
No. A un livello A2 riesci a gestire solo scambi molto semplici, ma l’aviazione richiede una comunicazione ben superiore. In una situazione di emergenza, la barriera linguistica dell’A2 costituirebbe un rischio diretto per la sicurezza.
Il B1 è un livello di sopravvivenza – capisci le istruzioni di base, ma puoi trovarti in difficoltà sotto pressione. Il B2 è il livello in cui inizi a possedere la lingua e a gestire situazioni complesse senza cercare le parole.
Non sempre. La maggior parte delle compagnie aeree non richiede un certificato specifico. Ciò che conta è la tua capacità effettiva di sostenere una conversazione professionale. Le grandi compagnie nazionali sono quelle più propense a richiedere anche un documento ufficiale.
Per i ruoli di terra come l’addetto al check-in, una solida base B1 è sufficiente. I requisiti sono leggermente più flessibili rispetto al volo, ed è un ottimo punto di partenza per imparare l’inglese tecnico del settore prima di fare il salto al volo.
Il minimo è di due: italiano e inglese. La terza lingua, però, è quella che ti consente di scegliere la tua base. Lingue come il tedesco ti rendono prioritario per basi come Francoforte o Monaco, mentre mandarino, arabo e giapponese aprono le porte ai voli a lungo raggio e accelerano la carriera verso ruoli come Purser o Inflight Manager.
Il requisito minimo è il diploma di scuola superiore, qualsiasi indirizzo. Non esiste una scuola obbligatoria: la formazione specifica avviene dopo la selezione, in un corso di addestramento di 4-6 settimane, spesso pagato dalla compagnia stessa.
Il percorso è tra i più rapidi in assoluto. Una volta superata la selezione, il corso dura dalle 4 alle 6 settimane. Non servono anni di università, ma una preparazione mirata, un inglese solido e i requisiti fisici e pratici richiesti dalla compagnia.
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Per diventare assistente di volo di Volotea sono richiesti almeno 18 anni, un livello di inglese B2 comprovato da un test durante la selezione, un passaporto europeo e un’altezza minima di 157 cm senza scarpe. Servono anche la capacità di nuotare 100 metri in 2 minuti e 30 secondi, la patente di guida e la residenza entro 60 minuti dall’aeroporto della base. La candidatura si effettua esclusivamente online, senza Open Day né agenzie di intermediazione. Volotea ha otto basi operative in Italia — Ancona, Bari, Firenze, Napoli, Olbia, Palermo, Venezia e Verona — e non richiede esperienza pregressa nel settore. https://youtu.be/YKZJ4_DPXAQ Questi sono i requisiti principali che, alla fine, da soli, non ti faranno assumere. Tre di quei requisiti sono così specifici che, sfortunatamente, moltissime persone scoprono di non averli proprio il giorno stesso della prova, quando ormai è tardi per rimediare. Vale la pena tenerne conto anche per le candidature ad altre compagnie aeree, perché sono condizioni, possiamo dire, universalmente valide. In questa guida ti spiego come funziona la selezione di una compagnia che non organizza Open Day. In effetti, Volotea è l’unica compagnia italiana che non rende pubblici gli stipendi. Infine, un’anteprima di ciò che cercano i recruiter nel momento del colloquio. Prima, però, una cosa che dovrai segnare in agenda. 📌 Posizioni Volotea aperte — verificato il 23 agosto 2026 Volotea ha annunciato l’apertura della sua ottava base italiana ad Ancona, operativa da dicembre 2026, con un Airbus A320 basato all’Aeroporto delle Marche e 30 nuovi posti di lavoro diretti. Ancona — posizione Cabin Crew attualmente aperta sul portale ufficiale Attenzione a un dettaglio che potrebbe scapparti. Volotea non fa Open Day e non pubblica calendari di selezione. Gli annunci aprono e chiudono per singola base, spesso con poche settimane di preavviso, quindi l’unico modo per non perderli è iscriversi alla Talent Community della compagnia e attivare le notifiche. 👉 Candidati su jobs.volotea.com · oppure iscriviti alla Talent Community Chi sono e perché puoi fidarti di questa guida Per chi non mi conosce ancora, sono Carmen. Ho lavorato come assistente di volo per Ryanair e Buzz, con certificazione EASA CCA, e come hostess di terra per Alyzia, occupandomi dei voli di easyJet, Wizz Air, Turkish Airlines e Royal Air Maroc. Oggi accompagno chi sogna di diventare cabin crew a prepararsi ai colloqui e agli Assessment Day. Anch’io, prima di essere assunta, ero nel punto esatto in cui ti trovi tu ora. Chi è Volotea e perché conviene iniziare da qui Volotea è una compagnia aerea low cost spagnola fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, gli stessi due fondatori di Vueling, con i primi voli operati a partire dal 2012. Ha la sede centrale a Barcellona e si definisce la compagnia delle piccole e medie città europee, una posizione che non è marketing ma un modello industriale preciso — collega direttamente città che i grandi hub ignorano, spesso su rotte che nessun altro opera. Nel 2026 Volotea opera oltre 430 rotte, di cui più della metà in esclusiva, offre quasi 13 milioni di posti e vola verso più di 110 aeroporti con una flotta di 44-45 Airbus A319 e A320. A maggio 2026 ha raggiunto il traguardo di 85 milioni di passeggeri trasportati. Per chi vive in Italia questo modello ha una conseguenza diretta e importante. Volotea ha otto basi italiane, più di quante ne abbia qualunque altra compagnia straniera nel Paese, distribuite lungo tutta la penisola invece di concentrarsi su Roma e Milano. 3 Cose da Sapere su Volotea Ed ecco che arrivano tre fatti che cambiano la percezione di Volotea come semplice low cost. Il primo — Volotea sta aprendo basi a un ritmo che poche compagnie europee reggono. Solo nell’arco di dodici mesi ha aperto o annunciato Limoges a febbraio 2026, Montpellier a novembre 2026 e Ancona a dicembre 2026, arrivando a 22 basi europee. Come dicevo negli altri articoli, quando una compagnia apre una base, non assume una persona, ma ne assume una trentina in un colpo solo. È il tuo momento per valutare se puoi realizzare il tuo sogno con loro. Il secondo — il contratto è locale. Questa è la differenza più grande rispetto al modello Ryanair, in cui ti sposti dove ti mandano, ma lavori nella base per cui hai presentato la candidatura, con un contratto del Paese in cui vivi. È il motivo per cui esiste il vincolo dei 60 minuti dall’aeroporto di cui ti parlo tra poco, ed è anche il motivo per cui Volotea è una scelta sensata per chi ha una famiglia, uno studio in corso o semplicemente non vuole trasferirsi a 25 anni. Il terzo, e per me il più interessante per chi inizia, è la velocità di carriera. 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Quali sono i requisiti per diventare assistente di volo Volotea Ecco i requisiti che ti consiglierei di leggere attentamente: I 12 requisiti Volotea Presi alla lettera dall’annuncio ufficiale Filtro secco — o c’è o non c’è Si prepara — parti da oggi Altezza minima 157 cm Senza scarpe. Nessuna altezza massima indicata. È il minimo più accessibile tra le compagnie che operano in Italia. Residenza entro 60 minuti Dall’aeroporto della base. Va soddisfattoLeggi tutto »Come diventare Assistente di volo Volotea — Requisiti e Selezioni
La giornata tipica di un’assistente di volo è circondata da leggende, anche se sappiamo benissimo che tutto dipende dalle compagnie aeree per cui lavora. E se ti dicessi che il mio ufficio è stato per anni interi a 10.000 metri di quota? Sono sicura che, se sei qui, vorrai avere lo stesso privilegio, ma non sai come renderlo concreto. Spesso mi viene chiesto com’è la vita di un’assistente di volo, e le opinioni che ricevo dopo aver risposto variano molto a seconda di ciò che la persona di fronte a me ha già sentito dire. Posso dire, innanzitutto, che è un mix di adrenalina, sorrisi e troppe procedure di sicurezza rigide. Il parere generale è che una hostess di volo o uno steward sia lì solo per servire il caffè. Ma la verità è che un assistente di volo deve essere in prima linea per la sicurezza, pronto per il pronto soccorso e anche ambasciatore della compagnia. Tutto questo, ovviamente, con il sorriso e in divisa impeccabile. Siete pronti a volare con me? Ecco il dietro le quinte della mia giornata tipo, dall’allarme mattutino al rientro a casa. Hostess di volo preparazione della cabina Preparazione e look per la nuova giornata di volo La giornata tipo di un’assistente di volo inizia ben prima che sorga il sole, se hai un volo che parte nella mattinata presto. Preparazione Conosci già da giorni il tuo planning e hai anche controllato i dati aggiornati la sera prima di andare a dormire! Perché la regola numero uno è mai fare tardi? Un ritardo dell’equipaggio comporta un ritardo per centinaia di passeggeri, senza contare che fai aspettare anche i tuoi colleghi. Mi sveglio con almeno tre ore di anticipo. La preparazione non è solo fisica, ma mentale. Devo essere riposata, lucida e, soprattutto, presentabile. Look L’uniforme deve essere perfetta, senza pieghe, e il mio aspetto deve riflettere la professionalità e l’affidabilità della compagnia aerea. Sono l’ambasciatrice della compagnia aerea per la quale lavoro. Il mio trolley da Assistente di Volo sembra una vera e propria cassetta degli attrezzi che contiene l’immancabile Cabin Crew Manual (il nostro vangelo), la torcia, il kit di pronto soccorso personale e, ovviamente, il mio passaporto e la licenza di volo (chiamata anche Attestato EASA), documenti per le varie formalità, delle penne funzionanti, una grande bottiglia d’acqua e soprattutto qualcosa da mangiare, preferibilmente preparato il giorno prima, poco salato e salutare. Durante il volo, ci si disidrata, quindi il sale non dovrebbe essere presente in quantità eccessive nei pasti. Fatto tutto, non dimentico di dare ancora uno sguardo allo chignon ben curato, al rossetto della stessa tonalità delle unghie, un rosso più o meno acceso (regole strette della Ryanair). Sono pronta, prendo le valigie e parto con un’ora di anticipo. Di solito, dall’appartamento dove abito all’aeroporto il bus impiega solo 30 minuti, ma, per sicurezza, considerando il traffico, parto con un po’ di anticipo. https://youtu.be/2bJ2xRf995Q?si=TBu5MBjW03lTbYJy In aeroporto tra briefing e controlli prima del volo Arrivata in aeroporto, mi dirigo verso la Crew Room, che è il nostro ufficio per il briefing operativo. Questo è il cuore della nostra preparazione. Cosa facciamo: Prendo innanzitutto conoscenza del resto del team di cabina e dei piloti. È fondamentale instaurare immediatamente un clima di fiducia e collaborazione. Dettagli del volo: Il Comandante ci informa sulla rotta (es. da Milano Linate a Parigi CDG), sulla durata, sulle condizioni meteorologiche previste e sui potenziali venti o turbolenze. Sicurezza e Primo Soccorso: Il capocabina (o Senior Cabin Crew o Number 1) pone domande a sorpresa sulle procedure di emergenza, sulle posizioni delle attrezzature e sugli scenari medici. Dobbiamo dimostrare di essere pronti e, soprattutto, di conoscere tutte le procedure del Manuale, che, per quanto riguarda lo spessore, ha vaghe somiglianze con una Bibbia. Informazioni sui passeggeri: Riceviamo informazioni importanti, come il numero di passeggeri (compresi i bambini e i neonati), la presenza di passeggeri con esigenze speciali (es. disabili o malati) o di VIP. Dichiarazione doganale: Per i voli internazionali, dobbiamo essere preparati alle procedure doganali e di immigrazione. Solo dopo un briefing approvato, effettuiamo i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio e ci dirigiamo verso l’aereo. Abbiamo sempre la priorità assoluta ovunque in aeroporto. CONSIGLIO Sei ancora nella fase in cui devi decidere se diventare assistente di volo? Dai un’occhiata a tutte le risorse: Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Preparazione cabina e controlli di sicurezza aerea, prima dell’imbarco L’aereo è la nostra responsabilità. Prima che un singolo passeggero salga a bordo, effettuiamo i Controlli di Sicurezza Preliminari (o Safety Check). Sono obbligatori e i controlli devono essere estremamente accurati. Responsabile di cabina in comunicazione con i piloti Questo è un momento cruciale, in cui l’assistente di volo deve concentrarsi su: Verifica degli equipaggiamenti di emergenza: Controlliamo che l’ossigeno supplementare, i giubbotti di salvataggio, gli estintori e i kit di pronto soccorso siano al loro posto, sigillati e in buono stato. Se manca qualcosa o un sigillo è rotto, il volo non partirà! Ispezione della cabina (Security Search): Per i voli internazionali, verifichiamo che non siano presenti oggetti sospetti lasciati dai passeggeri precedenti o dal personale di terra. Verifica della cucina (Galley): Controlliamo che il catering sia conforme al manifesto di volo e che le attrezzature (forni, carrelli) funzionino correttamente. Il forno deve essere controllato quasi subito per prevenire gli incendi. Solo quando il Safety Check è completo, comunichiamo immediatamente al responsabile di cabina: “Cabin Ready!” L’imbarco dei passeggeri L’imbarco è il momento in cui passiamo dal rigore del briefing all’interazione con il pubblico. Diamo il benvenuto, controlliamo le carte d’imbarco e assistiamo i passeggeri con i bagagli a mano. Tutto col sorriso, that’s for sure! Sei lì per gestire gli imprevisti, anche quelli più comuni, come quella volta in cui un passeggero ha cercato di sistemare il suo trolley oversize nel vano bagagli, bloccando l’intero corridoio. LaLeggi tutto »La giornata tipo di un’assistente di volo
La cifra reale di ore volate e di servizio Quando si sogna di diventare assistente di volo (Hostess/Steward), l’entusiasmo per i viaggi e le destinazioni esotiche è alle stelle. Ma c’è una domanda cruciale, spesso elusa, che ronza nella testa di tutti: quante ore lavora un assistente di volo al mese, in realtà? La verità è che, finché non si è dentro, nessuno conosce la cifra reale di ore volate e servizio. E ve lo confesso, nemmeno io all’inizio lo sapevo davvero e ho applicato senza nemmeno pensarci troppo. Sapevo solo che volevo lavorare nel settore aereo e basta. Si naviga tra leggende metropolitane, voci di corridoio e la confusione tra “ore di volo effettive” e “ore di servizio”. Se stai cercando una risposta precisa su come cambierà la tua vita lavorativa e quante volte al mese vedrai la tua casa, sei nel posto giusto. Non si tratta di un semplice lavoro d’ufficio con un orario fisso, per questo il calcolo è molto più complesso e affascinante. https://youtu.be/KF4t1PjvzFQ La differenza cruciale tra le ore di volo versus ore di servizio Per un assistente di volo, l’orario di lavoro non è quello che potreste immaginare in un ufficio. Tutto avviene più “fuori” che dentro un ufficio, nel vero senso della parola. Esistono due concetti fondamentali da distinguere, e questo è il primo segreto da svelare: Ore di volo effettive (Block Hours/Duty Time) sono le ore conteggiate per la paga e che rientrano nei limiti legali di sicurezza. Generalmente, si contano dal momento in cui l’aereo inizia a muoversi dal parcheggio (push-back) fino a quando non si ferma al gate di destinazione. Praticamente, quando le porte dell’aereo si chiudono e si aprono. Ore di servizio (Duty Time) – questo è il tempo totale in cui sei “a disposizione” della compagnia aerea. Include il tempo prima del volo (briefing, preparazione, controlli), che di solito dura un’ora, le ore di volo effettive, il tempo a terra tra i voli (layover brevi) e il tempo dopo l’atterraggio (debriefing, pratiche finali). Le ore di servizio sono sempre molto più lunghe di quelle di volo. Hostess di volo consultando gli orari di volo Quante ore di volo si fanno al mese? Quando si parla di orario di lavoro effettivo, le compagnie aeree e i contratti (specialmente quelli italiani e internazionali) fanno riferimento principalmente alle ore di volo mensili. Ma speghiamolo in dettaglio: Il range standard di ore volate Per la maggior parte delle compagnie aeree, sia di bandiera che low-cost, il monte ore di volo mensile si attesta in un intervallo ben definito: Minimo Garantito Molti contratti (soprattutto in Italia) prevedono un monte ore minimo garantito che si aggira intorno alle 50-70 ore al mese. Queste ore vengono pagate indipendentemente dal fatto che l’Assistente di Volo le voli effettivamente. Media reale di qante ore si volano effettivamente Un assistente di volo a tempo pieno vola in media tra le 70 e le 90 ore al mese. Alcune compagnie aeree “dicono” che al di là delle 90 ore non sia legale, ma i pareri sono come al solito divisi. Massimo legale tra i limiti EASA e ENAC Per ragioni di sicurezza e fatica (regolamentate da ENAC in Italia e EASA in Europa), il limite massimo di ore di volo è spesso fissato intorno alle 90 ore al mese o poco più, in base alla specifica regolamentazione e al tipo di servizio (lungo, medio o corto raggio). In aggiunta, il limite legale delle ore di duty (servizio) non può superare le 12 ore esatte in un singolo turno, con eccezioni. Assistenti di volo Air Baltic Quale é l’impatto delle ore di servizio e quanto si lavora effettivamente come assistente di volo? Non fatti ingannare dalla cifra delle 90 ore di volo! La vita lavorativa è definita dalle ore di servizio, che trasformano quelle 90 ore in qualcosa di molto più impegnativo. Infatti, come dicevo all’inizio dell’articolo, quando non sei “dentro” non potrai mai sapere che parti per 8-9 ore di servizio ma che subito diventano 12 perché ci sono delle formalità ad adempere e dei ritardi. A titolo di esempio, considera che un tipico turno, che include un volo di andata e ritorno o un solo volo a lungo raggio, può contare: Circa 1-2 ore di preparazione/briefing prima del decollo. Le ore di volo effettive. Circa 30-60 minuti di debriefing dopo l’atterraggio. Questo significa che per un volo effettivo di 4 ore, le ore di servizio complessive possono facilmente superare le 6-7 ore. Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Giorni lavorativi e riposi Un altro modo per misurare il carico di lavoro degli assistenti di volo è in giorni: In media, un assistente di volo lavora per circa 15-20 giorni al mese, includendo i turni di “Riserva” (stand-by) in cui si è a disposizione a casa o in aeroporto. I contratti prevedono tipicamente 10-12 giorni di riposo garantiti al mese, che possono essere consecutivi o intervallati in base al tipo di pianificazione. In sintesi, il totale delle ore di servizio al mese può arrivare a superare le 200 ore, anche se le ore di volo pagate sono solo la metà. A tenere a mente quando si considera l’intento di diventare hostess di volo o steward! Fattori che influenzano il Monte Ore Quali sono i motivi per cui l’orario di lavoro mensile di un assistente di volo non è sempre lo stesso e può cambiare da una persona all’altra o da un mese all’altro? Il tuo orario di lavoro può variare drasticamente in base a diversi elementi: Compagnia aerea Le compagnie low-cost (spesso focalizzate sul corto raggio) tendono ad avere più giorni lavorativi al mese, con turni brevi e intensi per massimizzare il numero di voli (anche se con meno ore di volo per singolo giorno). Le compagnie di bandiera o quelle con molte tratte intercontinentali (lungo raggio), comeLeggi tutto »Quanto lavora un assistente di volo al mese?