Diventare assistente di volo per Emirates è oggi una delle carriere più ambite al mondo, ma la concorrenza non è mai stata così agguerrita. I requisiti cambiano sempre e oggi vediamo quali sono per l’anno 2026.
Emirates organizza numerose giornate di selezione perché riceve un volume enorme di candidature, eppure mantiene standard incredibilmente elevati. La compagnia ha un’aura misteriosa che la rende tra le più selettive al mondo. Di sicuro avrai incrociato in aeroporto i loro splendidi assistenti di volo e ti sarai chiesto se fossero usciti da una fiaba! Praticamente impeccabili nell’aspetto, sempre sorridenti, come se fosse la vita che hanno sempre sognato, e capaci di trasmettere uno standard di professionalità di alto livello.
Se hai intenzione di candidarti nel 2026, devi sapere con precisione cosa cercano i recruiter. Come molte altre compagnie, Emirates ha aggiornato il proprio approccio alla selezione per allinearlo agli standard globali attuali. Ecco la lista ufficiale e confermata dei requisiti per gli assistenti di volo di Emirates per il 2026, tratta direttamente dalle linee guida di selezione della compagnia. Oltre a queste regole, ho aggiunto i miei consigli da coach per aiutarti a distinguerti dalla massa.
Una nota sulla sicurezza e la stabilità globale nel 2026
Visto l’attuale clima geopolitico e le recenti notizie dal Medio Oriente, è del tutto naturale chiedersi se sia sicuro trasferirsi a Dubai e lavorare come assistente di volo in questo momento.
La risposta è un sì deciso. Dubai si colloca costantemente tra le città più sicure e politicamente stabili al mondo, in gran parte grazie al suo ruolo di grande polo economico e turistico globale. Inoltre, Emirates adotta un approccio intransigente alla sicurezza del personale. La compagnia impiega team d’élite per la valutazione dei rischi e devia o sospende istantaneamente i voli al minimo accenno di pericolo. Quando indossi la divisa Emirates, hai alle spalle un’azienda che mette la tua incolumità fisica e il tuo benessere al di sopra di tutto. Questo garantisce un ambiente estremamente sicuro, sia a terra sia in volo.
Come membro dell’equipaggio di Emirates, puoi sentirti davvero protetto e al sicuro, e posso dirlo con chiarezza e fermezza.
I requisiti ufficiali per assistenti di volo Emirates nel 2026
Tutti vogliono diventare assistenti di volo Emirates, ma prima di inviare il CV o partecipare a un Open Day devi soddisfare questi criteri non negoziabili stabiliti dall’Emirates Group:
- Età: devi avere almeno 21 anni al momento dell’assunzione (puoi candidarti anche poco prima, ma devi aver compiuto 21 anni all’inizio del training).
- Altezza e portata: altezza minima di 160 cm e possibilità di raggiungere 212 cm sulle punte dei piedi. È un rigoroso requisito di sicurezza per raggiungere l’equipaggiamento di emergenza.
- Competenze linguistiche: la padronanza dell’inglese, scritto e parlato, è obbligatoria. Le lingue aggiuntive rappresentano un vantaggio significativo.
- Istruzione: almeno un diploma di scuola superiore (o equivalente).
- Esperienza: almeno 1 anno di esperienza pratica nell’ospitalità o nel servizio clienti.
- Aspetto: nessun tatuaggio visibile mentre si indossa la divisa Emirates (non è consentito coprirli con bende o trucco).
- Trasferimento: devi essere disponibile a trasferirti a Dubai, EAU, e in grado di soddisfare i requisiti per il visto di lavoro degli Emirati Arabi Uniti.
Perché l'inglese conta più di quanto pensi
Tra tutti i requisiti che ti ho elencato, ce n’è uno che fa la differenza più di quanto immagini — l’inglese. È la lingua con cui lavorerai ogni singolo giorno, a bordo e a terra. L’inglese è di fatto la lingua ufficiale dell’aviazione, usata per i comandi di sicurezza, le comunicazioni con il comandante, il briefing prima di ogni volo e l’interazione con passeggeri provenienti da oltre 160 nazionalità.
Durante l’Assessment Day, i recruiter non valutano solo se conosci l’inglese, ma anche la tua pronuncia, la scioltezza e la sicurezza con cui ti esprimi sotto pressione. Un inglese esitante può farti perdere il posto anche se hai tutti gli altri requisiti in regola.
Cosa puoi fare
Per questo il mio consiglio è di non lasciare nulla al caso. Se senti che il tuo inglese ha bisogno di una rinfrescata o vuoi semplicemente arrivare alla selezione con più sicurezza, ti consiglio di allenarti ogni giorno, anche solo per pochi minuti. Personalmente trovo molto utile l’app uTalk Language. Ti permette di esercitarti sull’inglese pratico e sul lessico utile, in modo semplice e diretto dal telefono, nei ritagli di tempo. Ricordati che la costanza qui vale più del talento.
Cosa cerca Emirates oltre al curriculum vitae
Soddisfare i requisiti fisici e formativi di base ti apre la porta, ma è la tua personalità a garantirti il posto. È ormai noto che nel 2026 il processo di selezione degli assistenti di volo di Emirates si concentrerà fortemente sulla profilazione psicologica e comportamentale.
Oggi i recruiter non cercano più soltanto un sorriso cordiale, come accadeva in passato. Era più facile superare l’Assessment Day, ma adesso loro vanno a caccia soprattutto di attitudine al lavoro di squadra.
Ora ti svelo un dato che sorprende tutti – con oltre 20.000 membri dell’equipaggio attualmente impiegati, è matematicamente possibile volare per un anno intero senza lavorare due volte con lo stesso equipaggio. Vale anche per le grandi compagnie low cost. Quando volavo io, mi capitava di lavorare con lo stesso team forse una volta al mese. Immagina quanto sia più raro per un colosso come Emirates!
Questo significa che la tua capacità di adattamento viene continuamente messa alla prova. Durante l’assessment dovrai dimostrare di saper creare un’intesa immediata e di costruire fiducia con perfetti sconosciuti in pochi minuti. Ed è un’abilità che va ben oltre la semplice cortesia.
Cosa significa avere la Cultural Awareness per un’utenza globale
Altrettanto fondamentale è una profonda sensibilità culturale. Servire un’utenza globale estremamente eterogenea non significa soltanto conoscere le diverse esigenze alimentari. Su un classico volo Emirates a bordo di un A380 potresti avere passeggeri provenienti da 50 paesi diversi.
Ecco perché i recruiter vogliono vedere l’empatia in azione. Metteranno alla prova la tua capacità di gestire un malinteso dovuto a una barriera linguistica. Verrai valutato anche in base a come adatti il tuo stile comunicativo per rispettare norme culturali diverse, come lo spazio personale o il contatto visivo.
L’importanza della resilienza mentre pianifichi di diventare assistente di volo
Infine, c’è una selezione severa in termini di resilienza.
Lo stile di vita dell’aviazione è innegabilmente affascinante, ma la realtà fisica è impegnativa. Molte persone candidate non si rendono conto che spingere un carrello dei pasti completamente carico (può arrivare a pesare circa 80 chili!) lungo un corridoio in pendenza, durante le turbolenze, richiede una notevole resistenza fisica. In passato mi sono infortunata, non in aeroporto, ma a Parigi, mentre camminavo, e ho dovuto stare a terra per un lungo periodo. Quando sono tornata, la mia resilienza non era più la stessa e ricordo ancora il dolore di spingere il pesante carrello dei pasti lungo il corridoio.
Devi essere in grado di gestire un jet lag aggressivo, voli notturni uno dietro l’altro ed emergenze mediche ad alta pressione a 12.000 metri di quota, mantenendo sempre un atteggiamento positivo e orientato alle soluzioni. Dimostrare ai recruiter di avere aspettative realistiche sulla fatica e sui ritmi rigorosi ti distinguerà immediatamente da chi pensa solo agli scali alle Maldive.
In più, sarai completamente assorbito dal tuo lavoro e, credimi, so quello che dico!
Il processo di candidatura Emirates 2026
Emirates aggiorna continuamente il proprio imbuto di selezione per gestire l’enorme volume di candidature provenienti da tutto il mondo. Ecco cosa puoi aspettarti dalle attuali fasi di valutazione:
Fase 1: la candidatura online e lo screening ATS
Al momento, il primo ostacolo è la candidatura online.
Inviare un CV aggiornato in inglese, insieme a fotografie professionali, può sembrare semplice, ma c’è un dettaglio importantissimo che devi assolutamente tenere in considerazione. Il fatto che la tua candidatura venga inizialmente filtrata da un Applicant Tracking System (ATS). Se il tuo CV usa formattazioni troppo elaborate o grafiche, o non include determinate parole chiave del settore dell’ospitalità, l’algoritmo potrebbe scartarlo prima ancora che un recruiter umano lo veda. Un layout pulito e standard, calibrato esattamente sulle linee guida di Emirates, è il biglietto più sicuro per il turno successivo.
💡 Il mio consiglio da coach – se vuoi sapere come costruire un CV a prova di ATS per massimizzare le tue possibilità di superare questo primo filtro, che elimina il 90% delle persone candidate prima ancora che vedano un recruiter, dai un’occhiata alla mia pagina Risorse qui.
Le tre fasi della selezione, una per volume
Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura.
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Fase 2: il video interview HireVue
Se il tuo profilo supera lo screening iniziale, verrai invitato al video colloquio (HireVue). Questa è una fase critica e spesso fraintesa. È una valutazione video interattiva on-demand in cui ricevi domande situazionali e hai solo pochi secondi per preparare la risposta prima che la telecamera inizi a registrare. Quello che la maggior parte delle persone non sa è che non vieni giudicato solo per ciò che dici, ma anche per il ritmo, il tono di voce e la capacità di mantenere il contatto visivo con l’obiettivo, e tutto questo sotto un’enorme pressione.
Trattarlo come una normale videochiamata è il motivo numero uno per cui le persone vengono bocciate. Servono tecniche specifiche, provate davanti alla telecamera.
Fase 3: l'Assessment Day dal vivo
Se hai superato il colloquio digitale, vieni invitato all’attesimo Assessment Day. Questo evento dal vivo comprende esercizi di gruppo, un test di competenza in inglese per chi non è madrelingua, verifiche dell’altezza e della portata e un colloquio individuale. Il segreto per superare l’esercizio di gruppo è spesso controintuitivo.
Se vuoi approfondire il COLLOQUIO DI GRUPPO dell’Assessment Day, ho raccolto tutto ciò che so in una guida completa: la trovi qui.
Ricorda sempre che gli esaminatori spesso osservano il tuo linguaggio del corpo mentre parlano con gli altri, non solo quando hai la parola. Cercano ascolto attivo, cenni di incoraggiamento e una gestione diplomatica dei disaccordi. Per dire che, in pratica, stanno testando in tempo reale le tue future dinamiche di cabina. I recruiter sono psicologi, ricordatelo!
Sei pronto a conquistare le tue ali Emirates?
Candidarsi come assistente di volo per Emirates può sembrare davvero travolgente, soprattutto quando guardi i requisiti severi e le migliaia di persone che competono per lo stesso posto. Vedo moltissime persone correre a premere il pulsante INVIA per pura ansia, terrorizzate dall’idea di perdere questa enorme ondata di selezioni del 2026.
Ma ecco il mio consiglio finale, il più importante – non avere fretta, perché è facile commettere molti errori, anche senza accorgersene.
Emirates applica un rigido periodo di attesa di 6 mesi se la tua candidatura o il tuo colloquio viene respinto. È molto meglio aspettare due settimane in più per perfezionare il tuo CV a prova di ATS, allenare il linguaggio del corpo e padroneggiare la tecnica di HireVue, piuttosto che rischiare un blocco di sei mesi solo perché ti sei candidato impreparato. E allenati anche con l’inglese!
Perché la giusta preparazione cambia tutto
Ricordati che fallire un colloquio non significa che non sei all’altezza o che i recruiter abbiano qualcosa contro di te personalmente, come ho sentito spesso! Di solito significa solo che ti mancava la strategia giusta. Non devi affrontare questo percorso stressante da solo. In passato ho fallito il mio Assessment Day cinque volte per mancanza di informazioni e di una guida. Conosco esattamente l’ansia che provoca quella telecamera digitale che ti fissa, per non parlare del recruiter, e so come trasformare quella paura in sicurezza.
Se fai sul serio e vuoi indossare l’iconico cappellino rosso, sono qui per guidarti. Offro sessioni di coaching individuali su misura (disponibili in italiano e in inglese) per aiutarti a padroneggiare ogni fase del processo. Insieme rifiniremo il tuo profilo e svolgeremo simulazioni di colloquio come nel mondo reale, così entrerai in quell’Assessment Day sentendoti protetto, preparato e soprattutto inarrestabile.
FAQ - Emirates Assistenti di volo 2026
Sì, Emirates è attivamente in fase di assunzione per tutto il 2026. La compagnia sta espandendo la propria rete globale e la flotta e ha un solido piano di assunzioni a lungo termine per reclutare migliaia di nuovi membri operativi entro il 2030.
Emirates recluta in modo continuativo tutto l’anno. Organizza Open Day e Assessment Day e valuta candidature online in tutto il mondo, quasi ogni mese, per soddisfare l’elevata domanda di nuovo personale di cabina per la sua flotta in espansione.
Sì, entrare in Emirates è molto competitivo. In quanto una delle compagnie più prestigiose al mondo, riceve migliaia di candidature. Ottenere un posto richiede un CV a prova di ATS, eccellenti competenze in inglese e una forte prestazione orientata al lavoro di squadra durante il rigoroso Assessment Day.
I requisiti di base comprendono: avere almeno 21 anni, possedere un diploma di scuola superiore, padronanza dell’inglese, almeno 1 anno di esperienza nel servizio clienti ed essere in grado di raggiungere 212 cm sulle punte dei piedi.
Ufficialmente, le linee guida di Emirates non prevedono un limite massimo di età rigido. L’età minima è di 21 anni, ma l’attenzione è interamente rivolta alla forma fisica, all’adattabilità e alla capacità di superare i severi esami medici aeronautici, non al tetto anagrafico.
No, 40 anni non sono troppi. Puoi assolutamente diventare assistente di volo a 40 anni o anche oltre, ad esempio a 41 o 44. Emirates assume anche personale più maturo, purché soddisfi i rigorosi requisiti fisici, dimostri una mentalità cosmopolita e abbia la resilienza necessaria per i voli a lungo raggio.
Sì, le compagnie valutano la forma fisica e un BMI nella norma è importante. Anche se di norma i recruiter non ti pesano durante l’Open Day, devi superare un severissimo esame medico aeronautico EASA prima dell’assunzione, che valuta la tua salute complessiva e le tue proporzioni.
Non esiste un limite al peso specifico espresso in chilogrammi. Invece di un numero fisso, le compagnie cercano un indice di massa corporea (BMI) sano e proporzionato. Che il tuo peso sia di 70 kg o di un altro, deve essere proporzionato alla tua altezza, così da garantirti la resistenza necessaria per gestire in sicurezza l’equipaggiamento di emergenza e i pesanti carrelli dei pasti.
No, un BMI di 22 non è troppo basso, perché rientra perfettamente nella fascia di peso sano standard (da 18,5 a 24,9). Finché sei fisicamente in grado di svolgere tutti i compiti di sicurezza e superi l’idoneità medica, un BMI di 22 è considerato ottimo per il ruolo.
Emirates applica un rigido periodo di attesa di 6 mesi qualora la candidatura o il colloquio non vada a buon fine. È vivamente consigliato affidarsi a un coaching professionale e curare la preparazione prima di candidarsi, invece di affrettare il processo e rischiare un blocco di 6 mesi.
Per diventare hostess o steward Emirates sono richiesti alcuni requisiti di base, come avere almeno 21 anni al momento dell’assunzione, possedere un diploma di scuola superiore, parlare e scrivere fluentemente in inglese, avere almeno 1 anno di esperienza nell’ospitalità o nel servizio clienti ed essere in grado di raggiungere 212 cm sulle punte dei piedi. Oltre a questi requisiti tecnici, Emirates cerca attitudine al lavoro di squadra, sensibilità culturale e resilienza.
L’altezza minima richiesta da Emirates è di 160 cm. Non conta però solo l’altezza in sé – il vero parametro è la portata, ovvero la capacità di arrivare a 212 cm sulle punte dei piedi. È un requisito di sicurezza, necessario per accedere all’equipaggiamento di emergenza riposto nelle cappelliere.
L’inglese fluente, parlato e scritto, è obbligatorio: è la lingua di lavoro a bordo. Conoscere altre lingue rappresenta un vantaggio significativo nella selezione, soprattutto considerando che Emirates serve passeggeri provenienti da oltre 160 nazionalità. Lingue come l’italiano, il francese, l’arabo, lo spagnolo o il cinese possono fare la differenza nel tuo CV.
Quali sono i requisiti per diventare hostess di Emirates? I principali requisiti per diventare hostess o steward Emirates sono: età minima di 21 anni, altezza minima di 160 cm, portata fino a 212 cm, diploma di scuola superiore, inglese fluente, almeno 1 anno di esperienza nel servizio clienti, nessun tatuaggio visibile in divisa e disponibilità a trasferirsi a Dubai. A questi si aggiunge la valutazione del profilo psicologico e comportamentale durante l’Assessment Day.
Lo stipendio di una hostess o di uno steward di Emirates è composto da una base fissa, più indennità di volo e di trasferta, oltre all’alloggio fornito dalla compagnia e ai benefit esenti da tasse a Dubai. Le cifre variano in base alle ore di volo e all’anzianità. Ho dedicato un’analisi approfondita agli stipendi del settore — scopri qui quanto guadagna davvero il personale di cabina.
Approfondimenti:
L’ho notato col tempo, non solo su di me ma anche sulle altre persone — sono poche quelle che superano l’Assessment Day al primo tentativo. In più, nessuno riceve una spiegazione del perché non ci sia riuscito. Questa guida serve a capire in quale fase sei stato fermato, che cosa stavano valutando i recruiter in ogni fase della selezione, e cosa puoi fare nei mesi che hai davanti per non perdere altro tempo. Candidatura scartata — il punto in due minuti Sfortunatamente, le compagnie aeree non perdono tempo prezioso a spiegare perché un candidato viene scartato, e quel silenzio è snervante. Nella grande maggioranza dei casi la selezione si interrompe in un punto preciso e riconoscibile — lo screening del CV, la video interview, la prova di gruppo, il role play o il colloquio finale. Capire in quale fase sei stato fermato è l’unico modo per preparare il tentativo successivo in base a ciò che serve, evitando di rifare tutto da capo nella speranza che quella volta vada meglio. D’altronde, la maggior parte delle compagnie ti permette di ricandidarti dopo sei mesi, e sei mesi sono un tempo abbondante per arrivare completamente preparato. Nelle selezioni in presenza solo una piccola parte dei candidati arriva al colloquio finale Il silenzio delle compagnie La parte che fa più male non è il no — è non avere alcuna spiegazione. Quando fanno campagne di reclutamento, le compagnie aeree non forniscono motivazioni individuali e non lo fanno per cattiveria. Immagina che in una giornata di selezione passino decine di candidati, spesso più di cento. In pratica, una motivazione scritta per ogni candidato bocciato è una posizione che l’azienda dovrebbe poi essere pronta a difendere. Inoltre, molte compagnie hanno una politica esplicita di non fornire feedback, proprio per evitare di aprire discussioni su decisioni già prese. Qual è il risultato? Ricevi una mail standard, identica a quella di tutti gli altri candidati di quella giornata, e resti con la domanda che continua a rovinarti tutte le giornate successive. Ci sono tre cose che devi sapere per metterti in pace. La prima cosa da tenere in considerazione è che essere scartati non è l’eccezione, ma la regola. Nelle giornate di selezione in presenza la percentuale di candidati che arriva fino in fondo è bassissima, e quasi tutte le persone che oggi indossano una divisa hanno almeno un no alle spalle. Non sei finito in una categoria a parte – succede sempre così. La seconda è la preparazione. Sono stata bocciata 5 volte, ma mi sono rialzata e ho continuato a camminare verso il mio sogno di diventare hostess di volo. Ne avevo 40 quando ho indossato l’uniforme.Ma non lo racconto per consolarti, bensì perché quelle cinque volte mi hanno insegnato una cosa precisa che vedo confermata ogni volta che preparo un candidato – la preparazione per affrontare tutte le fasi della selezione è il fulcro ed è la soluzione. Qui non parlo di una preparazione mentale, che alla fine fa anche il suo lavoro, ma della preparazione logistica, cioè di sapere esattamente cosa la compagnia si aspetta da te. La terza cosa riguarda il tempo. Tutte le compagnie europee applicano un periodo di attesa prima di poterti ricandidare – in genere, sei mesi dalla data della selezione. È una regola amministrativa, non prenderla come una punizione. Cambia da compagnia a compagnia — vale la pena verificarla sul portale della compagnia che ti interessa, perché nel frattempo nulla ti impedisce di candidarti altrove. Anzi, lo raccomando spesso ai miei studenti che arrivano disperati perché sono stati respinti dall’unica compagnia a cui si erano candidati. Una mail standard, identica per tutti, e nessuna spiegazione Dove ti hanno fermato nella giornata di selezione Prima di chiederti cosa hai sbagliato, devi sapere a che punto si è interrotta la selezione. È una cosa seria saperlo o individuarlo nel dettaglio. Pensa: chi non è mai stato invitato e chi è arrivato al colloquio finale hanno due problemi completamente diversi. Trova la riga che corrisponde al punto in cui la tua selezione si è interrotta. Dove si è fermata Come lo riconosci Cosa stavano valutando Screening della candidatura Non sei mai stato invitato, oppure la candidatura è passata a inactive senza spiegazioni Il CV, i requisiti formali e i filtri automatici Video interview Hai registrato le risposte e poi non hai più avuto notizie Come comunichi davanti a una telecamera, da solo Prima parte della giornata Sei stato mandato a casa entro la prima ora, prima della prova di gruppo Presentazione, aspetto, documenti, inglese di base Prova di gruppo Sei stato fermato a metà giornata, insieme a metà dei candidati Come stai dentro un gruppo che non conosci Role play Sei arrivato al pomeriggio ma non al colloquio individuale Come reagisci davanti a un passeggero difficile Colloquio finale Sei arrivato in fondo alla giornata e poi è arrivata la mail Coerenza, motivazione e inglese sotto pressione Non sei mai stato invitato Se la tua candidatura è rimasta in sospeso o è passata a uno stato come ‘inactive’, non sei stato valutato da una persona. La verità è che sei stato filtrato molto prima. Devi sapere che le aziende ricevono migliaia di candidature per ogni campagna e utilizzano sistemi automatici che scansionano i CV alla ricerca di parole chiave, formati e requisiti. Pensa a dei robot. Un CV impaginato come quello che useresti per un negozio, scritto in italiano quando la selezione è in inglese, senza mettere in evidenza l’esperienza di contatto con il pubblico, oppure salvato in un formato che il sistema non legge bene, ad esempio in formato a colonne, non arriva mai sotto gli occhi di un recruiter. La cosa che mi fa più male è vedere candidati che hanno tutte le carte in regola fermarsi a questo primo passo, senza che nessuno dica loro una parola. Dunque non c’è niente da rimproverarti sul piano personale — c’è solo un documento da rifare. Dopo la video interview La video interview pre-registrata è la fase più sottovalutata di tutte, secondo me.Leggi tutto »Candidatura scartata o Assessment Day non superato — cosa fare
Per diventare assistente di volo di Volotea sono richiesti almeno 18 anni, un livello di inglese B2 comprovato da un test durante la selezione, un passaporto europeo e un’altezza minima di 157 cm senza scarpe. Servono anche la capacità di nuotare 100 metri in 2 minuti e 30 secondi, la patente di guida e la residenza entro 60 minuti dall’aeroporto della base. La candidatura si effettua esclusivamente online, senza Open Day né agenzie di intermediazione. Volotea ha otto basi operative in Italia — Ancona, Bari, Firenze, Napoli, Olbia, Palermo, Venezia e Verona — e non richiede esperienza pregressa nel settore. https://youtu.be/YKZJ4_DPXAQ Questi sono i requisiti principali che, alla fine, da soli, non ti faranno assumere. Tre di quei requisiti sono così specifici che, sfortunatamente, moltissime persone scoprono di non averli proprio il giorno stesso della prova, quando ormai è tardi per rimediare. Vale la pena tenerne conto anche per le candidature ad altre compagnie aeree, perché sono condizioni, possiamo dire, universalmente valide. In questa guida ti spiego come funziona la selezione di una compagnia che non organizza Open Day. In effetti, Volotea è l’unica compagnia italiana che non rende pubblici gli stipendi. Infine, un’anteprima di ciò che cercano i recruiter nel momento del colloquio. Prima, però, una cosa che dovrai segnare in agenda. 📌 Posizioni Volotea aperte — verificato il 23 agosto 2026 Volotea ha annunciato l’apertura della sua ottava base italiana ad Ancona, operativa da dicembre 2026, con un Airbus A320 basato all’Aeroporto delle Marche e 30 nuovi posti di lavoro diretti. Ancona — posizione Cabin Crew attualmente aperta sul portale ufficiale Attenzione a un dettaglio che potrebbe scapparti. Volotea non fa Open Day e non pubblica calendari di selezione. Gli annunci aprono e chiudono per singola base, spesso con poche settimane di preavviso, quindi l’unico modo per non perderli è iscriversi alla Talent Community della compagnia e attivare le notifiche. 👉 Candidati su jobs.volotea.com · oppure iscriviti alla Talent Community Chi sono e perché puoi fidarti di questa guida Per chi non mi conosce ancora, sono Carmen. Ho lavorato come assistente di volo per Ryanair e Buzz, con certificazione EASA CCA, e come hostess di terra per Alyzia, occupandomi dei voli di easyJet, Wizz Air, Turkish Airlines e Royal Air Maroc. Oggi accompagno chi sogna di diventare cabin crew a prepararsi ai colloqui e agli Assessment Day. Anch’io, prima di essere assunta, ero nel punto esatto in cui ti trovi tu ora. Chi è Volotea e perché conviene iniziare da qui Volotea è una compagnia aerea low cost spagnola fondata nel 2011 da Carlos Muñoz e Lázaro Ros, gli stessi due fondatori di Vueling, con i primi voli operati a partire dal 2012. Ha la sede centrale a Barcellona e si definisce la compagnia delle piccole e medie città europee, una posizione che non è marketing ma un modello industriale preciso — collega direttamente città che i grandi hub ignorano, spesso su rotte che nessun altro opera. Nel 2026 Volotea opera oltre 430 rotte, di cui più della metà in esclusiva, offre quasi 13 milioni di posti e vola verso più di 110 aeroporti con una flotta di 44-45 Airbus A319 e A320. A maggio 2026 ha raggiunto il traguardo di 85 milioni di passeggeri trasportati. Per chi vive in Italia questo modello ha una conseguenza diretta e importante. Volotea ha otto basi italiane, più di quante ne abbia qualunque altra compagnia straniera nel Paese, distribuite lungo tutta la penisola invece di concentrarsi su Roma e Milano. 3 Cose da Sapere su Volotea Ed ecco che arrivano tre fatti che cambiano la percezione di Volotea come semplice low cost. Il primo — Volotea sta aprendo basi a un ritmo che poche compagnie europee reggono. Solo nell’arco di dodici mesi ha aperto o annunciato Limoges a febbraio 2026, Montpellier a novembre 2026 e Ancona a dicembre 2026, arrivando a 22 basi europee. Come dicevo negli altri articoli, quando una compagnia apre una base, non assume una persona, ma ne assume una trentina in un colpo solo. È il tuo momento per valutare se puoi realizzare il tuo sogno con loro. Il secondo — il contratto è locale. Questa è la differenza più grande rispetto al modello Ryanair, in cui ti sposti dove ti mandano, ma lavori nella base per cui hai presentato la candidatura, con un contratto del Paese in cui vivi. È il motivo per cui esiste il vincolo dei 60 minuti dall’aeroporto di cui ti parlo tra poco, ed è anche il motivo per cui Volotea è una scelta sensata per chi ha una famiglia, uno studio in corso o semplicemente non vuole trasferirsi a 25 anni. Il terzo, e per me il più interessante per chi inizia, è la velocità di carriera. L’annuncio ufficiale di Volotea afferma che è possibile raggiungere un ruolo senior in un solo anno, molto più rapidamente rispetto ad altre compagnie. Pensa che quando ho iniziato la mia carriera come hostess di volo, prima di potermi candidare per un posto di responsabile di cabina ho dovuto passare un intero anno come junior, e in molte compagnie il percorso è ancora più lungo. Ti dico con sincerità che, se oggi partissi da zero e vivessi vicino a uno degli otto aeroporti italiani con base Volotea, questa sarebbe una delle prime compagnie che prenderei seriamente in considerazione. Proprio perché ti fa entrare nel settore senza chiederti di ribaltare la tua vita. Le email che ricevo ogni giorno hanno tutte lo stesso tema — posso candidarmi e restare nella base in cui ho sostenuto il colloquio? Ed ecco la tua occasione d’oro. Quali sono i requisiti per diventare assistente di volo Volotea Ecco i requisiti che ti consiglierei di leggere attentamente: I 12 requisiti Volotea Presi alla lettera dall’annuncio ufficiale Filtro secco — o c’è o non c’è Si prepara — parti da oggi Altezza minima 157 cm Senza scarpe. Nessuna altezza massima indicata. È il minimo più accessibile tra le compagnie che operano in Italia. Residenza entro 60 minuti Dall’aeroporto della base. Va soddisfattoLeggi tutto »Come diventare Assistente di volo Volotea — Requisiti e Selezioni
La giornata tipica di un’assistente di volo è circondata da leggende, anche se sappiamo benissimo che tutto dipende dalle compagnie aeree per cui lavora. E se ti dicessi che il mio ufficio è stato per anni interi a 10.000 metri di quota? Sono sicura che, se sei qui, vorrai avere lo stesso privilegio, ma non sai come renderlo concreto. Spesso mi viene chiesto com’è la vita di un’assistente di volo, e le opinioni che ricevo dopo aver risposto variano molto a seconda di ciò che la persona di fronte a me ha già sentito dire. Posso dire, innanzitutto, che è un mix di adrenalina, sorrisi e troppe procedure di sicurezza rigide. Il parere generale è che una hostess di volo o uno steward sia lì solo per servire il caffè. Ma la verità è che un assistente di volo deve essere in prima linea per la sicurezza, pronto per il pronto soccorso e anche ambasciatore della compagnia. Tutto questo, ovviamente, con il sorriso e in divisa impeccabile. Siete pronti a volare con me? Ecco il dietro le quinte della mia giornata tipo, dall’allarme mattutino al rientro a casa. Hostess di volo preparazione della cabina Preparazione e look per la nuova giornata di volo La giornata tipo di un’assistente di volo inizia ben prima che sorga il sole, se hai un volo che parte nella mattinata presto. Preparazione Conosci già da giorni il tuo planning e hai anche controllato i dati aggiornati la sera prima di andare a dormire! Perché la regola numero uno è mai fare tardi? Un ritardo dell’equipaggio comporta un ritardo per centinaia di passeggeri, senza contare che fai aspettare anche i tuoi colleghi. Mi sveglio con almeno tre ore di anticipo. La preparazione non è solo fisica, ma mentale. Devo essere riposata, lucida e, soprattutto, presentabile. Look L’uniforme deve essere perfetta, senza pieghe, e il mio aspetto deve riflettere la professionalità e l’affidabilità della compagnia aerea. Sono l’ambasciatrice della compagnia aerea per la quale lavoro. Il mio trolley da Assistente di Volo sembra una vera e propria cassetta degli attrezzi che contiene l’immancabile Cabin Crew Manual (il nostro vangelo), la torcia, il kit di pronto soccorso personale e, ovviamente, il mio passaporto e la licenza di volo (chiamata anche Attestato EASA), documenti per le varie formalità, delle penne funzionanti, una grande bottiglia d’acqua e soprattutto qualcosa da mangiare, preferibilmente preparato il giorno prima, poco salato e salutare. Durante il volo, ci si disidrata, quindi il sale non dovrebbe essere presente in quantità eccessive nei pasti. Fatto tutto, non dimentico di dare ancora uno sguardo allo chignon ben curato, al rossetto della stessa tonalità delle unghie, un rosso più o meno acceso (regole strette della Ryanair). Sono pronta, prendo le valigie e parto con un’ora di anticipo. Di solito, dall’appartamento dove abito all’aeroporto il bus impiega solo 30 minuti, ma, per sicurezza, considerando il traffico, parto con un po’ di anticipo. https://youtu.be/2bJ2xRf995Q?si=TBu5MBjW03lTbYJy In aeroporto tra briefing e controlli prima del volo Arrivata in aeroporto, mi dirigo verso la Crew Room, che è il nostro ufficio per il briefing operativo. Questo è il cuore della nostra preparazione. Cosa facciamo: Prendo innanzitutto conoscenza del resto del team di cabina e dei piloti. È fondamentale instaurare immediatamente un clima di fiducia e collaborazione. Dettagli del volo: Il Comandante ci informa sulla rotta (es. da Milano Linate a Parigi CDG), sulla durata, sulle condizioni meteorologiche previste e sui potenziali venti o turbolenze. Sicurezza e Primo Soccorso: Il capocabina (o Senior Cabin Crew o Number 1) pone domande a sorpresa sulle procedure di emergenza, sulle posizioni delle attrezzature e sugli scenari medici. Dobbiamo dimostrare di essere pronti e, soprattutto, di conoscere tutte le procedure del Manuale, che, per quanto riguarda lo spessore, ha vaghe somiglianze con una Bibbia. Informazioni sui passeggeri: Riceviamo informazioni importanti, come il numero di passeggeri (compresi i bambini e i neonati), la presenza di passeggeri con esigenze speciali (es. disabili o malati) o di VIP. Dichiarazione doganale: Per i voli internazionali, dobbiamo essere preparati alle procedure doganali e di immigrazione. Solo dopo un briefing approvato, effettuiamo i controlli di sicurezza dedicati all’equipaggio e ci dirigiamo verso l’aereo. Abbiamo sempre la priorità assoluta ovunque in aeroporto. CONSIGLIO Sei ancora nella fase in cui devi decidere se diventare assistente di volo? Dai un’occhiata a tutte le risorse: Le tre fasi della selezione, una per volume Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura. Vedi i libri Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching Preparazione cabina e controlli di sicurezza aerea, prima dell’imbarco L’aereo è la nostra responsabilità. Prima che un singolo passeggero salga a bordo, effettuiamo i Controlli di Sicurezza Preliminari (o Safety Check). Sono obbligatori e i controlli devono essere estremamente accurati. Responsabile di cabina in comunicazione con i piloti Questo è un momento cruciale, in cui l’assistente di volo deve concentrarsi su: Verifica degli equipaggiamenti di emergenza: Controlliamo che l’ossigeno supplementare, i giubbotti di salvataggio, gli estintori e i kit di pronto soccorso siano al loro posto, sigillati e in buono stato. Se manca qualcosa o un sigillo è rotto, il volo non partirà! Ispezione della cabina (Security Search): Per i voli internazionali, verifichiamo che non siano presenti oggetti sospetti lasciati dai passeggeri precedenti o dal personale di terra. Verifica della cucina (Galley): Controlliamo che il catering sia conforme al manifesto di volo e che le attrezzature (forni, carrelli) funzionino correttamente. Il forno deve essere controllato quasi subito per prevenire gli incendi. Solo quando il Safety Check è completo, comunichiamo immediatamente al responsabile di cabina: “Cabin Ready!” L’imbarco dei passeggeri L’imbarco è il momento in cui passiamo dal rigore del briefing all’interazione con il pubblico. Diamo il benvenuto, controlliamo le carte d’imbarco e assistiamo i passeggeri con i bagagli a mano. Tutto col sorriso, that’s for sure! Sei lì per gestire gli imprevisti, anche quelli più comuni, come quella volta in cui un passeggero ha cercato di sistemare il suo trolley oversize nel vano bagagli, bloccando l’intero corridoio. LaLeggi tutto »La giornata tipo di un’assistente di volo
