La cifra reale di ore volate e di servizio
Quando si sogna di diventare assistente di volo (Hostess/Steward), l’entusiasmo per i viaggi e le destinazioni esotiche è alle stelle. Ma c’è una domanda cruciale, spesso elusa, che ronza nella testa di tutti: quante ore lavora un assistente di volo al mese, in realtà?
La verità è che, finché non si è dentro, nessuno conosce la cifra reale di ore volate e servizio. E ve lo confesso, nemmeno io all’inizio lo sapevo davvero e ho applicato senza nemmeno pensarci troppo. Sapevo solo che volevo lavorare nel settore aereo e basta. Si naviga tra leggende metropolitane, voci di corridoio e la confusione tra “ore di volo effettive” e “ore di servizio”.
Se stai cercando una risposta precisa su come cambierà la tua vita lavorativa e quante volte al mese vedrai la tua casa, sei nel posto giusto. Non si tratta di un semplice lavoro d’ufficio con un orario fisso, per questo il calcolo è molto più complesso e affascinante.
La differenza cruciale tra le ore di volo versus ore di servizio
Per un assistente di volo, l’orario di lavoro non è quello che potreste immaginare in un ufficio. Tutto avviene più “fuori” che dentro un ufficio, nel vero senso della parola. Esistono due concetti fondamentali da distinguere, e questo è il primo segreto da svelare:
- Ore di volo effettive (Block Hours/Duty Time) sono le ore conteggiate per la paga e che rientrano nei limiti legali di sicurezza. Generalmente, si contano dal momento in cui l’aereo inizia a muoversi dal parcheggio (push-back) fino a quando non si ferma al gate di destinazione. Praticamente, quando le porte dell’aereo si chiudono e si aprono.
- Ore di servizio (Duty Time) – questo è il tempo totale in cui sei “a disposizione” della compagnia aerea. Include il tempo prima del volo (briefing, preparazione, controlli), che di solito dura un’ora, le ore di volo effettive, il tempo a terra tra i voli (layover brevi) e il tempo dopo l’atterraggio (debriefing, pratiche finali). Le ore di servizio sono sempre molto più lunghe di quelle di volo.
Quante ore di volo si fanno al mese?
Quando si parla di orario di lavoro effettivo, le compagnie aeree e i contratti (specialmente quelli italiani e internazionali) fanno riferimento principalmente alle ore di volo mensili. Ma speghiamolo in dettaglio:
Il range standard di ore volate
Per la maggior parte delle compagnie aeree, sia di bandiera che low-cost, il monte ore di volo mensile si attesta in un intervallo ben definito:
Minimo Garantito
Molti contratti (soprattutto in Italia) prevedono un monte ore minimo garantito che si aggira intorno alle 50-70 ore al mese. Queste ore vengono pagate indipendentemente dal fatto che l’Assistente di Volo le voli effettivamente.
Media reale di qante ore si volano effettivamente
Un assistente di volo a tempo pieno vola in media tra le 70 e le 90 ore al mese. Alcune compagnie aeree “dicono” che al di là delle 90 ore non sia legale, ma i pareri sono come al solito divisi.
Massimo legale tra i limiti EASA e ENAC
Per ragioni di sicurezza e fatica (regolamentate da ENAC in Italia e EASA in Europa), il limite massimo di ore di volo è spesso fissato intorno alle 90 ore al mese o poco più, in base alla specifica regolamentazione e al tipo di servizio (lungo, medio o corto raggio). In aggiunta, il limite legale delle ore di duty (servizio) non può superare le 12 ore esatte in un singolo turno, con eccezioni.
Quale é l'impatto delle ore di servizio e quanto si lavora effettivamente come assistente di volo?
Non fatti ingannare dalla cifra delle 90 ore di volo! La vita lavorativa è definita dalle ore di servizio, che trasformano quelle 90 ore in qualcosa di molto più impegnativo. Infatti, come dicevo all’inizio dell’articolo, quando non sei “dentro” non potrai mai sapere che parti per 8-9 ore di servizio ma che subito diventano 12 perché ci sono delle formalità ad adempere e dei ritardi.
A titolo di esempio, considera che un tipico turno, che include un volo di andata e ritorno o un solo volo a lungo raggio, può contare:
- Circa 1-2 ore di preparazione/briefing prima del decollo.
- Le ore di volo effettive.
- Circa 30-60 minuti di debriefing dopo l’atterraggio.
Questo significa che per un volo effettivo di 4 ore, le ore di servizio complessive possono facilmente superare le 6-7 ore.
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Giorni lavorativi e riposi
Un altro modo per misurare il carico di lavoro degli assistenti di volo è in giorni:
- In media, un assistente di volo lavora per circa 15-20 giorni al mese, includendo i turni di “Riserva” (stand-by) in cui si è a disposizione a casa o in aeroporto.
- I contratti prevedono tipicamente 10-12 giorni di riposo garantiti al mese, che possono essere consecutivi o intervallati in base al tipo di pianificazione.
In sintesi, il totale delle ore di servizio al mese può arrivare a superare le 200 ore, anche se le ore di volo pagate sono solo la metà. A tenere a mente quando si considera l’intento di diventare hostess di volo o steward!
Fattori che influenzano il Monte Ore
Quali sono i motivi per cui l’orario di lavoro mensile di un assistente di volo non è sempre lo stesso e può cambiare da una persona all’altra o da un mese all’altro? Il tuo orario di lavoro può variare drasticamente in base a diversi elementi:
Compagnia aerea
Le compagnie low-cost (spesso focalizzate sul corto raggio) tendono ad avere più giorni lavorativi al mese, con turni brevi e intensi per massimizzare il numero di voli (anche se con meno ore di volo per singolo giorno). Le compagnie di bandiera o quelle con molte tratte intercontinentali (lungo raggio), come per esempio ITA Airways, avranno meno giorni di lavoro, ma turni di volo più lunghi e la necessità di recupero forzato per il jet lag.
Anzianità
I neo-assunti (i cosiddetti junior) spesso hanno meno controllo sul loro orario e sono assegnati ai voli che gli assistenti di volo più anziani non hanno scelto, ritrovandosi talvolta con orari meno ottimali o più turni di riserva.
Stagionalità
Durante l’Alta Stagione Estiva (giugno-ottobre), il numero di voli e di ore volate aumenta per tutti. È normale, in estate si vola molto di più grazie alle vacanze e alle ferie.
Essere un'assistente di volo e un lavoro impegnativo ma variabile
In sintesi, in un mese pieno le ore di volo pagate sono fra 70 e 90, le ore di servizio conteggiate arrivano fino a 190, che è il tetto fissato dalla normativa europea, e le ore realmente sottratte alla tua vita superano tranquillamente le 200.
Una cosa da dire qui – non è una contraddizione ed è tutto perfettamente legale. Il motivo è che la normativa non conta tutto quello che tu vivi come lavoro. Una riserva di dodici ore a casa, in cui non puoi allontanarti né programmare nulla, entra nel conteggio solo per tre. Il tragitto fra casa e base non entra affatto, e se abiti a un’ora dall’aeroporto, sono due ore al giorno che nessuno registra da nessuna parte. Queste due ore quasi nessuno le considera, perché stai facendo il tuo lavoro dei sogni. Solo che, a un certo punto, cominci a farti domande. Poi arriva anche il viaggio come passeggero per raggiungere un altro scalo, che conta come servizio ma non come volo.
Ecco perché una persona può restare dentro tutti i limiti e sentirsi comunque svuotata a fine mese. La sensazione non è esagerata. È semplicemente che il conto ufficiale e quello reale sono due conti diversi e, prima di entrare, nessuno ti spiega quale dei due registrerà le tue giornate.
I limiti reali di volo e di servizio
Regolamento (UE) 965/2012, Parte-ORO Sottoparte FTL · Direttiva 2000/79/CE. Valori aggiornati ad agosto 2026.
| Periodo | Limite | Che cosa significa |
|---|---|---|
| Ore di volo — quelle che vengono pagate | ||
| 28 giorni consecutivi | 100 ore | Il tetto mensile. Un roster pieno si ferma di norma fra 70 e 90 ore. |
| Anno solare | 900 ore | Dal primo gennaio al 31 dicembre. |
| 12 mesi consecutivi | 1.000 ore | Calcolo a scorrimento, indipendente dall'anno solare. |
| Ore di servizio — quelle che vivi davvero | ||
| 7 giorni consecutivi | 60 ore | Comprende briefing, transiti, debriefing e parte della riserva. |
| 14 giorni consecutivi | 110 ore | |
| 28 giorni consecutivi | 190 ore | Da distribuire nel modo più uniforme possibile nel periodo. |
| Anno | 2.000 ore | Orario di lavoro complessivo fissato dalla direttiva europea. |
| Turno singolo e riposo | ||
| Turno giornaliero | 13 ore | Per equipaggio acclimatato. Si riduce se le tratte sono molte o se il riporto cade di notte. Estendibile di un'ora, non più di due volte in sette giorni. |
| Equipaggio di cabina | +1 ora | Il servizio di chi sta in cabina può superare di un'ora quello dei piloti, perché il briefing è anticipato e lo sbarco posticipato. |
| Riposo alla base | 12 ore | Minimo prima di presentarsi in servizio. Il tragitto da casa è dentro queste ore, non in aggiunta. |
| Riposo fuori base | 10 ore | Minimo durante uno scalo con pernottamento. |
| Pubblicazione del roster | 14 giorni | Anticipo minimo con cui i turni devono essere comunicati. |
| Quello che la normativa non conta | ||
| Riserva a casa | 25% | Solo un quarto del tempo passato in riserva a casa entra nel conteggio delle ore di servizio. Dodici ore in cui non puoi allontanarti valgono tre ore sul registro. |
| Tragitto casa-base | 0% | Non è servizio e non è pagato. Se abiti a un'ora dall'aeroporto, sono due ore al giorno che nessuno registra. |
| Viaggio da passeggero | servizio | Il riposizionamento verso un altro scalo conta come servizio ma non come ora di volo, quindi occupa il tetto senza produrre paga di volo. |
Come leggere questa tabella. Questi sono tetti massimi di sicurezza, non obiettivi, e le compagnie possono applicare limiti più restrittivi tramite contratto. Ma soprattutto — restare dentro le 190 ore conteggiate non significa aver lavorato 190 ore. Fra riserva a casa, tragitti e riposizionamenti, le ore realmente sottratte alla tua vita in un mese pieno superano tranquillamente le 200. È tutto legale, ed è la differenza fra il conto ufficiale e il conto reale.
Se hai letto fino a questa tabella, sai già una cosa che la maggior parte delle persone scopre solo dopo il primo mese di linea. E arrivare informata o informato è già un vantaggio.
Non ti sto dicendo che è un lavoro leggero, perché non lo è. Ti sto dicendo che è un lavoro che va scelto con i numeri veri davanti, non con quelli delle brochure. Chi entra sapendo che cosa troverà regge il primo anno molto meglio di chi entra pensando di aver trovato un modo per viaggiare gratis.
Io l’ho scelto a quarant’anni, e questi numeri non ce li avevo. Li ho scoperti strada facendo, un mese alla volta. Per questo li ho messi tutti qui — perché tu li abbia prima, sia che tu stia per iniziare, sia che tu sia già in linea.
RISORSE UTILI per l'INGLESE e COLLOQUI
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FAQ
Dipende da quale delle tre cifre stai cercando, e sono molto diverse fra loro. Le ore di volo, quelle che vengono pagate, sono in media fra 70 e 90 al mese per chi lavora a tempo pieno. Le ore di servizio conteggiate arrivano in un mese pieno fino a 190, che è il tetto fissato dalla normativa europea. Le ore realmente sottratte alla tua vita superano tranquillamente le 200, perché la normativa non conta tutto quello che tu vivi come lavoro. La prima cifra descrive la tua busta paga, la terza descrive le tue giornate. In pratica, chi si candida guarda quasi sempre la prima.
Le ore di volo si contano da quando l’aereo si muove dal parcheggio a quando si ferma alla piazzola di destinazione, e sono la base su cui si calcola la paga. Le ore di servizio aggiungono briefing, attese a terra, ritardi e debriefing, e per un volo di quattro ore arrivano facilmente a sei o sette. Le ore reali comprendono anche quello che il conteggio ufficiale esclude — riserva a casa, tragitti, attese — e sono le uniche che descrivono la tua giornata.
Il regolamento europeo fissa tre tetti, non uno. Non più di 100 ore di volo in 28 giorni consecutivi, non più di 900 ore in un anno solare, e non più di 1.000 ore in dodici mesi consecutivi calcolati a scorrimento. Sono limiti di sicurezza legati alla fatica, non obiettivi da raggiungere. Le 70-90 ore di cui si parla di solito sono la media reale di un roster pieno, non il massimo consentito — ecco perché un mese di agosto su una base estiva può avvicinarsi alle 100 senza che nessuno stia infrangendo nulla.
I limiti crescono per finestre temporali e sono tre. Non più di 60 ore di servizio in 7 giorni consecutivi, non più di 110 ore in 14 giorni, e non più di 190 ore in 28 giorni, da distribuire nel modo più uniforme possibile nel periodo. A questi si aggiunge il tetto della direttiva europea sull’orario di lavoro nell’aviazione civile, che fissa a 2.000 ore l’anno l’orario di lavoro complessivo. Se leggi da qualche parte che un assistente di volo può superare le 200 ore di servizio conteggiate in un mese, quel dato è impreciso — quello che supera le 200 sono le ore reali, non quelle che finiscono sul registro.
Il periodo di servizio massimo giornaliero per un equipaggio acclimatato è di 13 ore, e si accorcia quando le tratte sono molte o quando il riporto cade nelle ore notturne. Può essere esteso di un’ora, non più di due volte in sette giorni. C’è poi un dettaglio che riguarda solo chi sta in cabina — l’equipaggio di cabina può avere un servizio più lungo di un’ora rispetto ai piloti, perché il briefing è anticipato e lo sbarco posticipato.
La riserva, o stand-by, è un turno in cui non hai un volo assegnato ma devi essere raggiungibile e pronto a partire. Esiste in aeroporto o a casa. Ed è qui che il conteggio ufficiale si allontana dalla realtà — la riserva a casa entra nel calcolo delle ore di servizio solo per il 25%, quindi dodici ore in cui non puoi allontanarti né programmare nulla valgono tre ore sul registro.
Sì, in molti contratti, soprattutto italiani. Il monte ore minimo garantito si aggira intorno alle 50-70 ore al mese, e sono ore pagate indipendentemente dal fatto che tu le voli effettivamente. È una tutela che conta soprattutto nei mesi invernali o quando il traffico cala, perché evita che una stagione debole si traduca in uno stipendio dimezzato. Non tutte le compagnie lo prevedono, e nei contratti tramite agenzia è molto meno comune.
In media si lavora fra 15 e 20 giorni al mese, contando anche i turni di riserva. I contratti prevedono tipicamente da 10 a 12 giorni di riposo garantiti. La differenza rispetto a un lavoro d’ufficio non è la quantità ma la collocazione. I giorni liberi arrivano dal roster e cadono dove capita, quindi non coincidono quasi mai con il weekend e raramente con le occasioni che contano per chi ti sta intorno.
Il roster viene pubblicato di norma con almeno 14 giorni di anticipo, ed è una previsione della normativa, non una cortesia della compagnia. Nella pratica molte compagnie lo pubblicano una volta al mese per il mese successivo. È l’informazione più preziosa della tua vita organizzativa, perché è l’unica finestra che hai per programmare qualcosa.
Un mese realistico su una base di corto raggio, per chi è al primo anno, si compone più o meno così. Circa quattro giorni di riserva, di cui magari uno o due si trasformano in volo. Dodici o tredici giornate di servizio effettivo, con due o quattro tratte ciascuna. Dieci o undici giorni liberi, distribuiti in modo irregolare e quasi mai consecutivi. Il totale delle ore volate si aggira sulle 75, quello delle ore di servizio conteggiate intorno alle 160.
Sul lungo raggio il ritmo cambia completamente — meno giornate, ma ognuna può durare più giorni fra andata, permanenza e ritorno, con il recupero dal fuso orario che si mangia una parte dei giorni liberi. Nessun mese è uguale al precedente.
Cambia la forma del lavoro più che la quantità. Le low cost, concentrate sul corto raggio, tendono ad avere più giorni lavorati al mese, con turni brevi e intensi per massimizzare il numero di voli. Si torna in base quasi sempre in serata, si dorme a casa, ma le giornate si accumulano.
Le compagnie di bandiera e quelle con molte tratte intercontinentali hanno meno giorni di lavoro ma turni più lunghi, con pernottamenti fuori base e la necessità di recuperare dal fuso orario.
In pratica non esiste la scelta migliore in assoluto. Esiste quella che si adatta alla vita che vuoi avere a terra.
Sul corto raggio una giornata può contenere quattro o sei tratte, con molti decolli e atterraggi, molto servizio a bordo compresso in poco tempo e un rientro serale in base. Le ore di volo si accumulano lentamente ma le giornate di servizio sono tante.
Sul lungo raggio una singola rotazione può valere dieci o dodici ore di volo, quindi il monte ore mensile si raggiunge con molte meno giornate. Con equipaggio aumentato e la possibilità di riposare a bordo, il servizio può arrivare fino a 17 ore. In compenso ogni rotazione ti tiene fuori casa per giorni, e al ritorno serve tempo per rimettere a posto il sonno.
Molto più di quanto risulti dal conteggio. Durante uno scalo con pernottamento sei fuori casa, in un fuso orario che non è il tuo, con un riposo minimo garantito di dieci ore fuori base — ma quel tempo non è tempo libero nel senso in cui lo intenderesti a casa.
Si aggiungono due voci che il registro tratta in modo particolare. Il viaggio da passeggero per raggiungere un altro scalo conta come servizio ma non come ora di volo, quindi occupa il tetto senza produrre paga di volo. E il tragitto fra casa e base non conta affatto — se abiti a un’ora dall’aeroporto, sono due ore al giorno che nessuno registra e nessuno paga.
Quattro. La compagnia, perché low cost e lungo raggio distribuiscono le ore in modo opposto. L’anzianità, perché chi ha appena iniziato ha meno controllo sul proprio orario e riceve i voli che gli altri non hanno scelto, oltre a più turni di riserva. La stagione, perché fra giugno e ottobre il numero di voli aumenta per tutti. E la base operativa, perché una base estiva ad alto volume produce molte più ore di una base tranquilla.
Il primo anno è quasi sempre il peggiore su tutti e quattro i fronti.
È la domanda giusta, e quasi nessuno la fa in selezione per paura.
Ci sono quattro cose da verificare prima di firmare. Il monte ore minimo garantito, se esiste. Il numero di giorni di riposo previsti dal contratto. La base assegnata e quanto ti costerebbe raggiungerla ogni giorno. E se il contratto è diretto o tramite agenzia, perché cambia tutto il resto.
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