Vai al contenuto
Home » Blog » Candidatura scartata o Assessment Day non superato — cosa fare

Candidatura scartata o Assessment Day non superato — cosa fare

L’ho notato col tempo, non solo su di me ma anche sulle altre persone — sono poche quelle che superano l’Assessment Day al primo tentativo. In più, nessuno riceve una spiegazione del perché non ci sia riuscito. Questa guida serve a capire in quale fase sei stato fermato, che cosa stavano valutando i recruiter in ogni fase della selezione, e cosa puoi fare nei mesi che hai davanti per non perdere altro tempo.

Candidatura scartata — il punto in due minuti

Sfortunatamente, le compagnie aeree non perdono tempo prezioso a spiegare perché un candidato viene scartato, e quel silenzio è snervante. Nella grande maggioranza dei casi la selezione si interrompe in un punto preciso e riconoscibile — lo screening del CV, la video interview, la prova di gruppo, il role play o il colloquio finale.

Capire in quale fase sei stato fermato è l’unico modo per preparare il tentativo successivo in base a ciò che serve, evitando di rifare tutto da capo nella speranza che quella volta vada meglio.

D’altronde, la maggior parte delle compagnie ti permette di ricandidarti dopo sei mesi, e sei mesi sono un tempo abbondante per arrivare completamente preparato.

Cinque candidati seduti in fila in attesa del proprio turno prima di un assessment day per assistente di volo
Nelle selezioni in presenza solo una piccola parte dei candidati arriva al colloquio finale

Il silenzio delle compagnie

La parte che fa più male non è il no — è non avere alcuna spiegazione.

Quando fanno campagne di reclutamento, le compagnie aeree non forniscono motivazioni individuali e non lo fanno per cattiveria. Immagina che in una giornata di selezione passino decine di candidati, spesso più di cento. In pratica, una motivazione scritta per ogni candidato bocciato è una posizione che l’azienda dovrebbe poi essere pronta a difendere. Inoltre, molte compagnie hanno una politica esplicita di non fornire feedback, proprio per evitare di aprire discussioni su decisioni già prese.

Qual è il risultato? Ricevi una mail standard, identica a quella di tutti gli altri candidati di quella giornata, e resti con la domanda che continua a rovinarti tutte le giornate successive.

Ci sono tre cose che devi sapere per metterti in pace.

  1. La prima cosa da tenere in considerazione è che essere scartati non è l’eccezione, ma la regola. Nelle giornate di selezione in presenza la percentuale di candidati che arriva fino in fondo è bassissima, e quasi tutte le persone che oggi indossano una divisa hanno almeno un no alle spalle. Non sei finito in una categoria a parte – succede sempre così.
  2. La seconda è la preparazione. Sono stata bocciata 5 volte, ma mi sono rialzata e ho continuato a camminare verso il mio sogno di diventare hostess di volo. Ne avevo 40 quando ho indossato l’uniforme.Ma non lo racconto per consolarti, bensì perché quelle cinque volte mi hanno insegnato una cosa precisa che vedo confermata ogni volta che preparo un candidato – la preparazione per affrontare tutte le fasi della selezione è il fulcro ed è la soluzione. Qui non parlo di una preparazione mentale, che alla fine fa anche il suo lavoro, ma della preparazione logistica, cioè di sapere esattamente cosa la compagnia si aspetta da te.
  3. La terza cosa riguarda il tempo. Tutte le compagnie europee applicano un periodo di attesa prima di poterti ricandidare – in genere, sei mesi dalla data della selezione. È una regola amministrativa, non prenderla come una punizione. Cambia da compagnia a compagnia — vale la pena verificarla sul portale della compagnia che ti interessa, perché nel frattempo nulla ti impedisce di candidarti altrove. Anzi, lo raccomando spesso ai miei studenti che arrivano disperati perché sono stati respinti dall’unica compagnia a cui si erano candidati.
Candidato scoraggiato davanti al computer dopo aver ricevuto l’esito negativo di una candidatura
Una mail standard, identica per tutti, e nessuna spiegazione

Dove ti hanno fermato nella giornata di selezione

Prima di chiederti cosa hai sbagliato, devi sapere a che punto si è interrotta la selezione. È una cosa seria saperlo o individuarlo nel dettaglio. Pensa: chi non è mai stato invitato e chi è arrivato al colloquio finale hanno due problemi completamente diversi.

Trova la riga che corrisponde al punto in cui la tua selezione si è interrotta.

Dove si è fermataCome lo riconosciCosa stavano valutando
Screening della candidatura Non sei mai stato invitato, oppure la candidatura è passata a inactive senza spiegazioni Il CV, i requisiti formali e i filtri automatici
Video interview Hai registrato le risposte e poi non hai più avuto notizie Come comunichi davanti a una telecamera, da solo
Prima parte della giornata Sei stato mandato a casa entro la prima ora, prima della prova di gruppo Presentazione, aspetto, documenti, inglese di base
Prova di gruppo Sei stato fermato a metà giornata, insieme a metà dei candidati Come stai dentro un gruppo che non conosci
Role play Sei arrivato al pomeriggio ma non al colloquio individuale Come reagisci davanti a un passeggero difficile
Colloquio finale Sei arrivato in fondo alla giornata e poi è arrivata la mail Coerenza, motivazione e inglese sotto pressione

Non sei mai stato invitato

Se la tua candidatura è rimasta in sospeso o è passata a uno stato come ‘inactive’, non sei stato valutato da una persona. La verità è che sei stato filtrato molto prima.

Devi sapere che le aziende ricevono migliaia di candidature per ogni campagna e utilizzano sistemi automatici che scansionano i CV alla ricerca di parole chiave, formati e requisiti. Pensa a dei robot. Un CV impaginato come quello che useresti per un negozio, scritto in italiano quando la selezione è in inglese, senza mettere in evidenza l’esperienza di contatto con il pubblico, oppure salvato in un formato che il sistema non legge bene, ad esempio in formato a colonne, non arriva mai sotto gli occhi di un recruiter. La cosa che mi fa più male è vedere candidati che hanno tutte le carte in regola fermarsi a questo primo passo, senza che nessuno dica loro una parola.

Dunque non c’è niente da rimproverarti sul piano personale — c’è solo un documento da rifare.

Dopo la video interview

La video interview pre-registrata è la fase più sottovalutata di tutte, secondo me. È emersa da poco nel mondo del reclutamento ed è diventata la vera barriera di selezione per molte aziende.

Il vero motivo è che è innaturale. In pratica, parli a una telecamera senza che nessuno ti risponda, spesso con un tempo limitato e con un’unica registrazione possibile, e tutto quello che normalmente ti aiuta in un colloquio — lo sguardo dell’altro, un sorriso di incoraggiamento, la possibilità di aggiustare il tiro — non c’è. I candidati scartati in questa fase hanno dato risposte forse corrette, ma le hanno dette in modo piatto, guardando il punto sbagliato dello schermo, con un audio scadente o con una stanza alle spalle che trasmetteva tutt’altro che professionalità.

Nella prima parte della giornata

Se sei stato mandato a casa quasi subito, il motivo era formale o visivo.

Per esempio, puoi essere scartato subito se hai documenti mancanti, un passaporto con validità insufficiente, un CV che non corrisponde a quello caricato, un tatuaggio visibile o un look non idoneo. Su questo ho sbagliato anch’io a lungo. La prima volta pensavo che un pantalone nero formale e una camicia bianca bastassero, e prendevo le scarpe che avevo a portata di mano, anche se erano nere e ben lucidate. Ho commesso lo stesso errore più volte, poi ho iniziato a guardandomi intorno e ho trovato il look giusto solo dopo molti tentativi.

A ogni selezione a cui ho partecipato c’era almeno una persona in jeans, o con scarpe e accessori che non c’entravano nulla.

Dopo la prova di gruppo (Group Interview)

Questa è la fase più difficile da superare, almeno dal punto di vista psicologico.

La maggior parte dei candidati arriva alla prova di gruppo convinti che si tratti di emergere a forza. Di dire di più, di guidare, di farsi notare, insomma di dominare. I recruiter stanno guardando l’esatto contrario — stanno valutando se, con te a bordo, l’equipaggio funziona alla perfezione.

Il consiglio che do sempre è di prenderla come un gioco di collaborazione. La grammatica conta molto meno della mentalità con cui ci stai dentro.

Aggiungo una cosa che ho notato negli studenti che ho preparato nel corso degli anni. In questa prova puoi essere scartato anche senza aver fatto nulla di sbagliato. Eh sì, sembra strano, ma resta con me. Per esempio, puo succedere perché ti è capitato accanto un candidato che parlava sopra tutti e non sei riuscito a farti spazio in alcun modo. Succede, ed è ingiusto. Ma è anche una cosa a cui ci si può preparare, perché esistono modi per rientrare nella conversazione senza alzare la voce né sgomitare.

Dopo il role play

Nel role play un recruiter interpreta un passeggero e tu interpreti te stesso in divisa (immaginaria).

L’errore tipico non è dare la risposta sbagliata, come si tende a pensare. L’errore è dare una risposta da manuale, chiaramente recitata, e imparata a memoria, oppure cercare di risolvere il problema senza prima riconoscere la persona che hai davanti. Chi lavora a bordo sa che il passeggero arrabbiato vuole prima di tutto sentirsi ascoltato, e i recruiter valutano se hai già quel riflesso.

Durante il role play non puoi pretendere di avere l’esperienza di una hostess di volo, ma devi comunque entrare nella pelle del personaggio. È così che dai al recruiter un motivo per sceglierti – te la sei cavata con una risposta pertinente, invece di un altro candidato, concentrato solo sulla grammatica, che ha dato una risposta generica.

Al colloquio finale (Final Interview)

Se sei arrivato fin qui, il tuo profilo andava bene. Sul serio. Ti hanno portato in fondo alla lista perché ti stavano considerando e avevi acceso la loro curiosità.

Ma attenzione, qui si cade quasi sempre per due motivi. Il primo è una domanda fuori copione legata al tuo CV — un buco di qualche mese, un cambio di settore, un lavoro durato poco — che non avevi previsto e che ti ha sviato dal discorso che avevi in mente. Nel mio lavoro di coach attribuisco sempre grande importanza alla costruzione consapevole del CV e cerco di colmare i gap (i vuoti dell’esperienza professionale) con elementi pertinenti.

L’inglese è il secondo ostacolo. Ho visto candidati con un buon livello ingarbugliarsi e chiedere due volte di ripetere la domanda. Il punto è che è successo non per mancanza di vocabolario, ma perché la tensione si prende la parte del cervello necessaria per parlare una seconda lingua. Lavora sul tuo livello di ansia e credimi, andrà tutto liscio.

Se sei stato fermato qui, è la delusione più dolorosa, perché era l’ultima tappa prima di firmare il contratto.

Perché viene scartato anche un candidato valido

Me lo avete chiesto tantissime volte, ed ecco, nero su bianco, perché si viene scartati anche dopo aver fatto tutto bene.

In primis, devi sapere che un recruiter non  valuta solo le tue qualità. Valuta anche il tuo comportamento in una situazione specifica. Il vero problema è che, per te, quella situazione si presenta per la prima volta.

Perché la prima volta ti ruba l’attenzione

Quando ti trovi in un contesto che non hai mai vissuto, una parte consistente della tua attenzione si concentra sul decifrarlo.

Per farti un esempio — dove mi siedo. Cosa vogliono adesso e perché mi stanno chiedendo qualcosa che non immaginavo di dover affrontare? Quanto devo parlare. Quello mi sta guardando. Ho capito bene la domanda, o devo rielaborare la posizione delle parole, o devo chiedere di ripeterla, forse più volte?

Tutte queste domande che affollano la tua mente sono un lavoro silenzioso e faticoso. La parte negativa è che consumano esattamente le risorse che ti servirebbero per rispondere bene, per sorridere con naturalezza e per parlare in inglese senza inciampare.

Perché sapere più risposte non basta

Ecco perché studiare altre venti domande non risolve il problema. Il candidato che ha imparato cinquanta risposte a memoria e non ha mai vissuto la giornata si blocca comunque, perché le risposte sono archiviate nel posto sbagliato. Per me non è una questione di contenuto, ma di familiarità.

Al colloquio finale (Final Interview)

Il recruiter non valuta le tue qualità, valuta come ti comporti

Gli psicologi lavorano su questo meccanismo da decenni.

Il modo per togliere potere a una situazione che ti intimidisce non è ragionarci sopra.  La soluzione è attraversarla in anticipo, in un contesto protetto, finché non smette di essere nuova. Si chiama esposizione, ed è il principio su cui ho costruito il mio metodo di preparazione.

Per farti capire quello che voglio comunicarti, lo dico nel modo più semplice che conosco.

Il giorno della selezione non deve essere la prima volta.

Questo cambia completamente il significato di “prepararsi”. Non significa sapere di più, qualche volta non basta. Voglio dire che puoi arrivare all’Assessment Day con la sensazione di aver già vissuto l’esperienza. Aver già sentito quelle domande rivolte a te, aver già avuto quel passeggero davanti, essersi già presentato in inglese a qualcuno che valuta. E quando la giornata arriva, il tuo cervello non deve più spendere nulla per capire dove si trova, e tutta la tua attenzione resta disponibile per ciò che conta, cioè essere te stesso.

È la differenza tra il mio quinto assessment day e il sesto. Non ero diventata una persona migliore nel frattempo, ma avevo vissuto quella giornata talmente tante volte che non mi riservava più alcuna sorpresa.

Farlo da soli è difficile, perché nessuno può farsi da recruiter e perché l’ordine in cui si affrontano le prove, la distanza dalla data della selezione e il modo in cui si analizza ciò che è andato storto contano quanto le prove stesse. Ti darò qualche consiglio per arrivare molto più tranquillo al prossimo assessment day.

Cosa fare adesso, in ordine

Le note che scrivi nelle prime 48 ore sono l’unico feedback che avrai mai
  1. Scrivi tutto ciò che ricordi entro due giorni dall’evento a cui hai partecipato. È la cosa più urgente di questa lista, ed è anche la più semplice, solo che non si ha sempre voglia di farla. Invece è fondamentale. Scrivi le domande che ti hanno rivolto, le parole esatte in cui ti sei bloccato, chi è stato mandato a casa e in quale momento, come era vestito chi è passato, quanto è durato il tuo colloquio rispetto a quello degli altri. Fra due settimane questi dettagli saranno spariti, credimi, e, dato che la compagnia non ti darà alcun feedback, quelle note saranno l’unico feedback che avrai mai. Valgono più di qualsiasi consiglio generico.
  2. Stabilisci la fase, in tutta onestà. Torna alla tabella qui sopra e individua il punto esatto. È un passaggio scomodo, lo so, proprio perché obbliga a guardare la cosa in faccia, ma senza questo tutto il resto è lavoro a caso.
  3. Candidati altrove nel frattempo. L’attesa vale per quella compagnia, non per il settore intero. Le selezioni sono aperte tutto l’anno presso i diversi compagni, e ogni processo è simile agli altri — CV, video interview, giornata in presenza con prova di gruppo, role play e colloquio finale. Un secondo tentativo altrove è anche il modo meno costoso per rendere la situazione meno nuova. Lo raccomando con calore.
  4. Lavora sulla cosa giusta, ciò che ti ha fatto bocciare. Se sei stato filtrato allo screening, studiare le domande del colloquio finale non ti serve nulla — ti serve un CV che superi i sistemi automatici. Se sei caduto al colloquio finale, rifare il CV non cambia nulla. Un solo punto debole ti ha fermato, ed è quello su cui ti dovrai concentrare.
  5. Allena l’inglese del ruolo, non l’inglese in generale. Il punto è che un corso di inglese generico migliora il tuo livello in sei mesi di poco, e non tocca il problema vero, che è parlare inglese mentre qualcuno ti valuta. Quello che serve è esercitarsi a dire in inglese ciò che dovrai dire davanti al recruiter. Parla di chi sei, perché quella compagnia è di, e di come hai gestito un cliente difficile — ad alta voce e davanti a qualcuno.
  6. Non ripetere la stessa preparazione sperando in un esito diverso. Se ti sei preparato leggendo e ripassando, e sei stato scartato, il materiale non era il problema. Prepararsi di nuovo nello stesso modo, con più impegno, porta quasi sempre allo stesso risultato.

I tre volumi della trilogia sulle selezioni per assistenti di volo di Carmen Chermenschi

Le tre fasi della selezione, una per volume

Videointervista, colloquio di gruppo con role play e colloquio finale. Domande reali, esempi di risposta e gli errori che fanno scartare una candidatura.

Vedi i libri

Vuoi un percorso personalizzato? Scopri il coaching

Da dove ripartire

Non tutti coloro che leggono questa pagina hanno bisogno di un coach. Se hai capito da solo dove sei caduto e sai come chiudere quel punto, prendi le note del punto 1 e mettiti al lavoro — è esattamente la cosa giusta da fare e bastano sei mesi.

Se invece sei fermo perché non riesci a mettere a fuoco cosa è andato storto, oppure perché sai qual è il punto ma non hai modo di allenarlo da solo, lavoro con gli aspiranti assistenti di volo proprio su questo. Le strade sono due, e dipendono dalla fase in cui sei stato fermato.

Se non sei mai arrivato alla selezione

Vale per chi è stato filtrato allo screening, per chi ha visto la candidatura passare a inactive, per chi non ha superato la video interview e per chi non sa nemmeno a quali compagnie candidarsi.

Qui il lavoro è di orientamento. In un’ora guardiamo il tuo profilo reale, capiamo perché le candidature si fermano, scegliamo insieme le tre compagnie dove hai davvero una possibilità, e ti lascio un piano scritto e un modello di CV in formato ATS, cioè leggibile dai sistemi automatici che oggi ti stanno bloccando. È la Clarity Call.

Se sei stato bocciato all'assessment day

Questo vale per chi è arrivato in presenza ed è stato fermato alla prova di gruppo, al role play o al colloquio finale.

In questa fase non serve più l’orientamento, serve vivere la giornata in anticipo. È il Percorso Completo. Nella prima sessione ti porto per tutta la giornata e ti mostro cosa cercano i recruiter in ogni prova. Senza quelle informazioni, le due sessioni successive, che si concentrano soprattutto sulla simulazione, non reggono. Nella seconda prepariamo un colloquio di gruppo, un role play e un colloquio finale, con esempi di risposta in inglese scritti su misura per il tuo caso, nel tuo linguaggio e non in un inglese da manuale. Nella terza simuliamo il colloquio finale per intero – io sarò il recruiter e il giorno dopo riceverai un debrief scritto. Distribuisco sempre le sessioni in modo che l’ultima cada tre giorni prima della tua selezione, così arrivi con tutto fresco e hai tempo per lavorarci da solo.

Quando arriva il giorno, quella stanza non è più la prima volta.

Se non sai quale delle due

Scrivimi a carmen@surprising-aviation.com. Valuto il tuo profilo e ti indico il pacchetto più adatto al tuo caso.

Guarda le due possibilità di preparazione.

Vuoi approfondire? Scegli la compagnia

Ogni compagnia ha requisiti, basi e processi di selezione diversi. Prima di ricandidarti, controlla cosa chiede davvero quella a cui stai pensando.

Low cost europee

Non sai ancora quale compagnia fa per te? È esattamente il lavoro che facciamo insieme nella Clarity Call.

Assistente di volo in uniforme seduta accanto alla finestra con il trolley durante una sosta fra due voli
Chi indossa questa uniforme, quasi sempre, ha almeno un no alle spalle

Perché non devi mai rinunciare al tuo sogno di diventare assistente di volo

Te lo dico perché è possibile arrivarci e perché il nostro tempo su questa terra è relativamente breve. Il sogno di lavorare tra le nuvole è un sogno che si può realizzare, ed è il tuo. Non devi arrivare a portarti dietro un rimpianto per tutta la vita, sapendo che avevi tutte le capacità e tutta la volontà, e non l’hai fatto per paura, oppure che l’hai lasciato nel cassetto pensando che, tanto, avrai ancora tempo.

Il tuo tempo è ora.

Carmen 🩵✈️

FAQ

Posso chiedere alla compagnia perché sono stato scartato?

Puoi chiedere, ma tieni presente che, nella quasi totalità dei casi, non riceverai una risposta nel merito. Le compagnie e le agenzie di selezione non rilasciano feedback individuale per scelta, e insistere non aiuta. Ti consiglio di inviare un breve messaggio di ringraziamento.

Cosa significa che la candidatura è passata a "inactive"?

Significa semplicemente che il processo per quella candidatura è stato chiuso. Nella maggior parte dei casi, vuol dire che non hai superato un filtro automatico oppure che quella campagna di selezione si è conclusa.

Dopo quanto tempo posso ricandidarmi?

La regola più diffusa tra le compagnie europee prevede un’attesa di sei mesi dalla data della selezione, ma non è uniforme ovunque e cambia nel tempo. Verifica però sul portale della compagnia che ti interessa. L’attesa riguarda solo quella compagnia, quindi puoi candidarti altrove da subito.

Se una compagnia mi ha scartato, le altre lo vengono a sapere?

No. Le compagnie aeree non condividono tra loro i risultati delle selezioni. Fa eccezione il caso in cui più compagnie usino la stessa agenzia di reclutamento, nel qual caso la tua candidatura resta nel sistema di quell’agenzia. Per il resto riparti da zero, e questa è una buona notizia.

Essere stato bocciato una volta mi penalizza al tentativo successivo?

Non di per sé. Molte persone assunte oggi erano state scartate in precedenza, a volte più di una volta. È penalizzante ripresentarsi identico, con lo stesso CV dell’altra volta e la stessa preparazione.

Conviene riprovare con la stessa compagnia o cambiarne?

Qui dipende da dove sei stato fermato. Se sei arrivato al colloquio finale, quella compagnia ti stava considerando seriamente e riprovare ha senso. Se invece non sei mai stato invitato, prima di insistere conviene capire se il problema è il CV o se quella compagnia semplicemente non è adatta al tuo profilo.

Ho più di 35 anni, ha ancora senso riprovare?

Sì. Diverse compagnie non hanno limiti di età, e l’esperienza lavorativa pregressa, in molti casi, è un vantaggio. Io sono entrata a quarant’anni, e il recruiter che mi ha assunta mi disse che cercavano persone mature, affidabili e responsabili.